Crescere con i piedi

Cari Condottieri Coraggiosi,

martedì 12 alle ore 11:30 sarò in diretta sulla pagina Fb del “Comitato Italiano Scienze Motorie”, un bellissimo momento in cui avrò la possibilità di parlare di crescita e di ricerca di miglioramento.

Lo farò da un punto di osservazione curioso e particolare: i piedi.Perseguire miglioramento passando dalla responsabilità del proprio corpo.

Come spesso dico “Siamo quello che facciamo” e una grande dimensione del fare è legata al movimento e quindi al nostro corpo.

Una cultura responsabile del nostro sviluppo motorio è un presupposto solido per costruire consapevolezza di noi e delle nostre azioni, da questa base si parte per poi trovare riscontri anche in altre aree della nostra personalità.

All’interno dell’intervento live darò voce al percorso che sto conducendo in merito alla diffusione di una pratica motoria che aiuti a trasformare buone azioni in buone abitudini.

CRESCERE CON I PIEDI, è un approfondimento pratico che mira ad ispirare negli adulti, nuove azioni che possano avvicinare i bambini ad esperienze motorie stimolanti e incentivanti alla curiosità ed alla conoscenza del proprio corpo e del movimento.

Essere stimolati fin da piccoli, aiuta a sviluppare abitudini di vita che comprendano azioni rivolte alla cura di sé, all’attenzione per tutti quegli atteggiamenti che riteniamo adeguati e funzionali alla nostra miglior crescita.

Ho ideato e progettato CRESCERE CON I PIEDI in modo da poter curare sia la sua progettazione di contenuto, ovvero la parte di attività per favorire in grandi e piccini la pratica dell’esperienza motoria a partire dai PIEDI, sia la parte manageriale, come poter inserire la diffusione di “crescere con i piedi” all’interno dei progetti di Innovazione Sociale.

Un primo approfondimento nel PODCAST di oggi (sotto il link) e il racconto di tutto il progetto nella live sulla pagina CISM https://www.facebook.com/CISMComitatoItalianoScienzeMotorie (disponibile anche in differita successivamente all’evento, tra i video della pagina).

Un centro estivo può cambiare il mondo?

Nell’articolo di oggi riprendo uno spunto di riflessione che ho lanciato questa settimana anche sul mio canale telegram

La domanda del titolo è ovviamente provocatoria e totalmente inerente all’argomento Management, Consapevolezza… Sostenibilità, su cui abbiamo riflettuto insieme negli ultimi mesi.

All’interno di un progetto di innovazione sociale, qualunque esso sia, è fondamentale lasciarsi condurre dalla consapevolezza che si agisce sulle persone, sul loro modo di essere, di pensare, di comportarsi.
Associare a questa azione la personale responsabilità del massimo impegno possibile è di fondamentale importanza per conferire al progetto l’energia necessaria a stupire ed entusiasmare le persona che ne vengono coinvolte.

Per fare questo è molto utile accorgersi che, seppure la nostra azione sia un puntino microscopico nel mondo, può portare il suo contributo ad innescare cambiamenti positivi, a lasciare un segno indelebile nella vita delle persone.

Nel condurre le mie attività sia con adulti  che con bambini, penso spesso questo concetto, al fatto che ho la responsabilità di rendere indimenticabile l’esperienza che sto condividendo con le loro. 
Sia per me che per loro sarà un’esperienza unica e significativa e dipende da me il fatto che sia memorabile e di stimolo a continuare a mettersi in gioco, a vivere altre nuove avventure stimolanti.

Questo concetto l’ho fatto mio proprio durante i centri estivi, quando passavo molto tempo con i ragazzi. Rendere meravigliosa, speciale e unica la loro esperienza significava lasciare entusiasmo e predisposizione a fare altre esperienze simili credendo in sé stessi… Quindi un centro estivo può cambiare il mondo.

Pensiatelo! Qualunque sia il vostro ruolo in un progetto. Questo approccio può rivelarsi molto utile.

Nella puntata di oggi approfondisco questo concetto spaziando dai bambini agli adulti con un’ulteriore lettura ed interpretazione…

Perché siamo riusciti a Partire

Cari Condottieri coraggiosi, la settimana appena trascorsa è stata molto particolare, sono saltati alcuni schemi organizzativi delle mie giornate e la maggior parte delle azioni ed attività che ho svolto sono state di carattere urgente, emergente e non programmato.Come ho scritto in alcuni dei miei post, le ultime giornate lavorative le ho vissute immerso nelle relazioni territoriali per l’attivazione dei servizi di conciliazione estiva dell’Orma.
Camp Estivi Territoriali e Colonie. Un susseguirsi di decisioni, di accettazione di novità e di riprogrammazione di azioni. Sono emerse molte nuove richieste, alcune inaspettate, per cui è stato necessario decidere in tempi brevi; abbiamo dovuto riadeguare alcune routine a cui eravamo ancorati, rivedere ruoli e mansioni.
Nelle ultime ore, dopo la prima ondata di attivazioni del servizio, pensavo a cosa ci ha consentito di riuscire ad erogare un’attività così delicata e piena di variabili organizzative oltre che di responsabilità.Ho individuato tre principali punti:

  1. Avevamo un “perchè” forte, la nostra mission è fare educazione e rispondere al bisogno di bambini e famiglie con servizi all’altezza dell’aspettativa di vivere esperienze educative e formative uniche; mai come quest’anno l’esperienza del centro estivo sarà unica. Tale “perchè”, nel mio caso personale, si estende anche al desiderio di fare rete con gli enti e le istituzioni nei percorsi di Innovazione Sociale.
  1. Nel momento della massima incertezza, all’inizio del periodo di quarantena, abbiamo deciso come tenerci pronti e abbiamo preparato un piano di azione e di risposta pratico che potesse essere pronto in poco tempo e che consentisse flessibilità.

  2. Abbiamo scelto di agire consapevolmente, mettendoci in gioco e dando il meglio, con responsabilità e disponibili ad accettare la nostra imperfezione. Nel condurre molte delle scelte di azione, ho notato che la consapevolezza della possibilità di poter rispondere ed agire, era data dal percorso continuo di preparazione e di formazione che, come una goccia che scava nella roccia, governa la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità.

In tutto questo processo, che peraltro è solo all’inizio, ho ritrovato molte delle cose scritte in questi mesi relativamente alla consapevolezza manageriale per la sostenibilità.Nella puntata del podcast approfondisco e vi racconto nel dettaglio alcune riflessioni manageriali degli ultimi giorni.

Immerso nell’innovazione sociale

Queste ultime settimane mi sono trovato immerso, all’improvviso, nel profondo senso dell’Innovazione Sociale.

Rifletto con piacere su quanto accade nella mia vita in questo periodo che come sappiamo, si presenta molto diverso dagli scorsi anni e da sempre.

L’Orma, nell’occuparsi di Educazione, propone da sempre servizi di conciliazione, ovvero Camp Multidisplinare di Educazione non formale incentrati sullo sport e sul movimento espressivo.

Nell’arco dei vent’anni di Storia, abbiamo visto mutare bisogni ed interlocutori intorno a questo servizio, siamo passati dall’eredità delle più Storiche Colonie Estive a dimensioni locali di welfare aziendale per i figli di dipendenti di grandi aziende.

Nel centrare la mission di scopo delle attività sulle famiglie, abbiamo sempre identificato il territorio e quindi l’amministrazione comunale, come interlocutore principale proprio perché connettore sociale e protagonista principale di tutti quei servizi rivolti alla collettività.

Negli anni abbiamo più volte pensato e ridefinito il servizio estivo proprio sul mutare delle condizioni storico culturali ed economiche delle pubbliche amministrazioni.

Oggi nel 2020 ci sentiamo dentro come non mai a questa dimensione, stiamo vivendo un senso di adeguatezza splendido nel rispondere presenti a tutti quei Comuni che ci stanno contattando per chiederci il nostro contributo professionale nel trovare una soluzione Innovativa al particolare momento che vede uno scenario insolito.

Nella rete dei soggetti del territorio, infatti, vista la situazione sanitaria straordinaria, c’è chi non riuscirà a svolgere la sua importante funzione. Mi riferisco ad Oratori, piccole associazioni locali, amministrazioni comunali stesse che non potranno allestire il solito servizio di centri estivi istituzionali.

Ecco che prende forma l’Innovazione Sociale pura, svolta da realtà e professionisti in grado di sapere scegliere di rispondere. Quindi con la Consapevolezza di sé, delle proprie possibilità e della propria natura secondo cui è necessario impegnarsi per esserci, nonostante la difficoltà e le maggiori e oggettive criticità.

Vivo quindi, nel turbinio delle cose da fare, la piacevole sensazione di essere profondamente vivo e sensato, di aver dato vita negli anni ad un atteggiamento utile e molto ben radicato su principi e valori. Prendo ancor più convinzione potenziante su quanto raccontato e scritto negli ultimi mesi riguardo al rendersi consapevoli del processo, dei perché, delle identità e dei ruoli che noi, i nostri progetti e le nostre realtà professionali svolgono verso la sostenibilità.

Nella puntata di “palla al balzo” vi racconto i dettagli e un approfondimento sul senso del rispondere presenti in queste situazioni.