Le persone e l’innovazione sociale

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

«Portate innovazione sociale in quella tecnologica perché senza innovazione sociale, i frutti della tecnologia non si vedranno».  Stefano Zamagni

Leggendo questa citazione del prof. Zamagni, visualizzo l’invito alle persone, agli esseri umani, a comprendere che, la differenza la possono fare loro.

Sono loro che possono alzare la testa e umanizzare i processi a cui, con qualità e professionalità, si stanno dedicando. La tecnologia è solo uno dei campi a cui l’uomo è dedito con abnegazione, ma lo stimolo vale per tutti i settori. Ad imprimere la spinta di orientamento sono le persone.

Tutti abbiamo dei super poteri, sta a noi scegliere quando utilizzarli e dove indirizzarli.

A CHI SI RIVOLGE

Changer, attenti e silenziosi lettori, con la sensibilità per cogliere i messaggi e riflettere se e quando intervenire in modo rilevante al fine di contribuire a realizzare un cambiamento importante.

Professionisti e aspiranti tali, dell’innovazione sociale, soprattutto se sportivi, definibili quindi futuri condottieri coraggiosi.

RACCONTO

Può essere che a molti sia capitato di trovarsi in eventi e presentazioni in cui l’oratore termina di esporre il proprio argomento oppure la fila di ospiti istituzionali finisce la propria presentazione. In quel momento c’è silenzio in sala, e viene chiesto se qualcuno ha domande da fare. Un po’ di imbarazzo, passa qualche momento in cui affiorano i pensieri di possibili domande. Magari se lo trasformiamo in un intervento diventa scomodo, non siamo sicuri che sia opportuno .

Poi interviene colui che rompe il ghiaccio e fa la domanda che sposta, che aiuta la giornata a diventare produttiva, trasforma il tempo di tutti in un investimento utile e produttivo. Questo ci farà sicuramente portare a casa arricchimento personale.

Un altra immagine che mi viene alla mente per raccontare l’intenzione rilevante è di tipo sportivo. Prendere l’iniziativa in un’azione sportiva, indipendentemente dall’esito dell’azione stessa. Magari in una partita di squadra in cui il nostro gruppo è in una fase di difficoltà. Intervenire con un’azione personale coraggiosa, può avere un peso importante sull’andamento dell’incontro e sulle persone che insieme a noi affrontano quell’incontro.

In questo caso possiamo equiparare sia la ricerca di una una giocata sensazionale o inaspettata, alla scelta di svolgere un ruolo utile per la squadra, consapevoli e intenzionali.

IL CONTENUTO DI VALORE

Per arrivare ad apprezzare l’importanza di agire in modo rilevante trovo utile pensare consapevolmente a come cambia la nostra vita, i momenti e le cose che viviamo, quando scegliamo di diventare rilevanti, quando prendiamo la responsabilità di una determinata azione e di ciò che essa genera.

Per approfondire il tema, voglio iniziare descrivendo cosa intendo quando dico rilevante:

“Incidere sull’andamento delle cose, della mia vita, del contesto, del mondo con INTENZIONALITÀ.”

L’Intenzionalità, mette insieme determinazione e consapevolezza, prescinde dal risultato e si basa sul senso di agire, certi che quel comportamento (che può comprendere il non fare) sia il più utile ai fini dello scopo.

Ci sono esempi per spiegare la Rilevanza.

Un adulto è rilevante a prescindere nei confronti di un bambino, serve quindi che sia consapevole e determinato per far si che la sua rilevanza produca “frutti sensati” sulla personalità e sui comportamenti del piccolo.

Intervenire sul volante correggendo improvvisamente la direzione dell’auto è rilevante, soprattutto se evita di andare ad impattare contro un ostacolo.

Riprendendo quindi la citazione iniziale e i riferimenti agli inevitabili super poteri,

relativamente all’innovazione Sociale, la differenza per la realizzazione di un’azione efficace, che genera impatto ed è duratura nel tempo, è frutto della somma di tante scelte intenzionali di persone che determinano di incidere sul risultato finale attraverso azioni consapevoli che, agite entro la loro sfera di influenza, possano portare benefici e valore all’esterno.

Ripercorrendo celebri elementi dei corsi di sviluppo personale, invito tutti ad approfondire il concetto di Mission e Vision per comprendere a fondo come e dove si possono trovare motivi e scopi per essere rilevanti.

Realizzare innovazione sociale dipende dalle persone, dalle loro scelte intenzionali di essere rilevanti.

Diverso da eclatante, agire un’azione rilevante non deve per forza significare di fare qualche cosa di dimensioni immense, può essere anche l’opposto, un’azione unica piccola semplice, fatta con l’intenzione di farla, che innesca un meccanismo utile in un processo più grande.

Nello svolgere un ruolo professionale, possiamo quindi scegliere di essere rilevanti, questa caratteristica, nello sport e nell’educazione, riguarda anche quelle scelte che possono generare Innovazione Sociale. Penso, ad esempio, ai dirigenti scolastici che ho avuto la fortuna di incontrare e che, nell’esercizio della loro funzione hanno abbracciato nuove sfide. Sono stati i primi ad accogliere proposte progettuali innovative rispetto alle modalità ordinarie di condurre i progetti educativi per le scuole.

Stessa considerazione vale per coloro che si trovano a ricevere azioni e attività scelte da altri, magari proprio da coloro che, per essere rilevanti, stanno abbracciando un cambiamento nel tentativo di generare nuovo valore. Un esempio possono essere gli insegnanti o i genitori che si trovano in un contesto del genere. Saper accogliere, sviluppare fiducia, pro-agire insieme ai leader rilevanti e, più in generale, sviluppare comportamenti utili, può essere un ottimo modo per generare rilevanza e quindi far sviluppare innovazione sociale, offrire al cambiamento sperato la possibilità di manifestarsi. In ogni ruolo si può scegliere di essere rilevanti.

Molto spesso, la strada che percepiamo più difficile è quella che crea più valore e più soddisfazione e, soprattutto, siamo noi persone a poter scegliere se e come percorrerla.

Questo ed altri temi nella Mini Rubrica gratuita “progettare professionalmente lo sport nell’Innovazione Sociale” di cui trovate qui sotto gli approfondimenti e le modalità di partecipazione.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale. Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore. Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione. Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE
Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.
Real Experience attraverso il progetto “Coach di Quartiere”

I temi saranno i seguenti:
  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History
Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative. Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email. I Temi saranno affrontati utilizzando il progetto Coach di Quartiere come caso di studio e esperienza guida per processare i contenuti formativi con un orientamento già pratico ed applicativo di competenze e mentalità.

Da grande farò l’innovatore

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Nel corso della mia storia mi sono sempre interessato di coloro che erano attivi ad organizzare qualcosa, ho sempre ammirato chi si prodigava, apparentemente senza un motivo particolare, per dare il suo contributo.

La tanta gente attiva per dare vita alle feste di paese, chi metteva in piedi momenti informali per i bambini, coloro che si prendevano cura del cortile, del parco sotto casa o del condominio, diverse forme di condivisione spontanea. Io, da piccolo, li osservavo e ricordo che ne ero positivamente colpito.

Stessa cosa vale, in età più adulta, per gli organizzatori di iniziative, attività, progetti; la categoria degli intraprendenti mi affascina e mi incuriosisce, soprattuto quando vedo energia investita oltre ogni apparente motivo, quando scorgo sorrisi nonostante la fatica, entusiasmo del creare un qualcosa da rendere fruibile, disponibile, utile.

A CHI SI RIVOLGE

Professionisti e aspiranti tali, dell’innovazione sociale, soprattutto se sportivi, definibili quindi futuri condottieri coraggiosi.

Changer, attenti e silenziosi lettori, con la sensibilità per intervenire in modo rilevante per realizzare un cambiamento importante.

RACCONTO

Nel cercare la mia strada secondo la filosofia della pratica, mi sono trovato spesso a mettere in relazione persone, a cercare ponti tra pubblico e privato. Più volte nell’ascoltare persone che si presentavano a me, mi immaginavo chi fargli concoscere tra i miei contatti per generare valore per entrambi.

Notavo che ero spontaneamente orientato a pensare a come essere utile, una sorta di predisposizione naturale.

Questa attitudine si è tradotta in molte esperienze di vita, quindi anche professionali, in cui ho svolto funzioni di facilitazione, costruito rete di collaborazioni, armonizzato persone e contesti.

Poi ho scoperto l’innovazione sociale, ovvero ho preso consapevolezza che nell’evoluzione della società, tali attitudini potevano trovare una loro collocazione professionale all’interno di questo grande campo di azione.

La visione sempre più nitida si è creata nel processare l’applicazione delle attività e dei progetti che conducevo.

Da piccolino alle elementari, passavo dalla scuola allo sport, uscivo e filavo dritto in piscina o a giocare a pallone con i mie compagni.

Ho un’immagine bella nitida e felice della mia infanzia sportiva e scolastica, ricordo persone che si curavano di noi e del nostro tempo libero; tantissimi sorrisi e spontaneità.
Trovo in quelle immagini, in quel ricordo lo stimolo per pensare a generare un egual soddisfazione per i bambini e le famiglie di oggi.
L’unione tra questa motivazione e le attitudini pratiche di facilitazione relazionale, mi hanno portato nel cuore dell’innovazione sociale.

IL CONTENUTO DI VALORE

Può essere quindi che qualcuno si trovi immerso nell’Innovazione Sociale senza saperlo e senza avere idee sul da farsi.

Altri, magari, si stanno interrogando sull’eventualità di dedicarcisi, sulla validità di investire tempo risorse ed energie in questo settore.

Come fare a capirlo? quali possono essere i modi per arrivare a comprendere se può essere questa la nostra strada?

La risposta merita molta dedizione e tantissime parole e, sicuramente, tra i vari articoli del mio blog presenti e futuri potranno esserci approfondimenti specifici. Anche una prima descrizione generale può aiutare ed essere di stimolo ad approfondire.

Ecco quindi un primo accenno sulle 4 tematiche chiave che, secondo me, possono aiutare a comprendere e verificare se la strada dello “sport, dell’educazione per l’innovazione sociale” può rappresentare un percorso da intraprendere.

  • PREDISPOSIZIONE: Ritengo fondamentale una predisposizione individuale e personale verso questo settore, con specifico orientamento agli argomenti che ognuno desidera approfondire. Per comprendere quanto siamo “predisposti” può essere utile un lavoro individuale per riconoscere sempre meglio i propri valori personali e la propria mission avendo l’accortezza di verificare se, ciò che emerge, è o può essere orientato verso l’innovazione sociale.
  • RICONOSCERE E ACCETTARE LE SFIDE: Spesso la concretizzazione di un’idea o di un progetto che deve realizzare e consolidare innovazione sociale si porta dietro l’atmosfera della sfida. Su tutti cito la sfida del superamento delle obiezioni, delle tante persone che, ancor prima di iniziare, ci descrivono come impossibile la realizzazione di tale percorso.
    Ascoltiamo noi stessi, colleghiamo i puntini del nostro passato come in un gioco della settimana enigmistica per riconoscere quanto l’affrontare la sfida appartiene alle nostre caratteristiche di personalità.
  • ATTITUDINE RILEVANTE: A mio parere l’attitudine più rilevante per realizzare idee e progetti di Innovazione Sociale è staro in campo, ovvero vivere nel processo attuativo molte fasi. Tale meccanismo ci mette a contatto con le persone ed i loro bisogni, conferisce concretezza alle idee e feedback qualitativi per poter riprogettare velocemente le azioni. Prima la nostra idea si applica prima avremo i feedback per migliorare, accelerare o cambiare strada. Dall’attitudine di praticare ogni fase raccoglieremo le emozioni e le sensazioni che saranno utili per molte altre azioni utili dei nostri progetti: raccontare le esperienze, scrivere contenuti, interpretare le opportunità
  • COMPETENZA CHIAVE: Difficile indicarne una precisa perché, soprattutto nel ruolo di conduttore, si richiedono tante competenze ed è necessario che queste siano tutte sviluppate ad un livello medio alto. Come Competenza rilevante cito “L’ascolto attivo”. Probabilmente sto utilizzando questo termine in modo improprio, definendo cosa intendo sarà più facile comprenderne il significato e il valore che gli attribuisco.

Nel tipo di azioni progettuali che realizzo, una caratteristica rilevante è la presenza di molte persone, target molto distinti, tipologie di utenza molto variegata, ruoli professionali agli antipodi tra loro. Ogni persona ha la sua particolarità, il suo specifico tratto caratteristico, il suo dettaglio per il quale può essere rilevante. Sta a noi sviluppare un ascolto attivo attraverso un’attenzione che va oltre le parole, entra nell’approfondimento delle modalità, dei dettagli che scorgiamo per arricchire la nostra idea di lui, di lei, di loro. Questa capacità ci darà la possibilità di trovare, spesso, le modalità migliori per coinvolgere le persone nelle nostre idee, le potremo far sentire rilevanti all’interno delle azioni progettuali perché, riconoscendone i tratti distintivi, le sapremo valorizzare

In Cuor mio mi auspico che le nuove generazioni di futuri professionisti dello sport e dell’educazione, abbiamo voglia e coraggio per abbracciare questo percorso professionale, di scegliere la dimensione dell’Innovazione sociale come ambito di applicazione della propria professionalità. Penso sia un settore con molte aree in cui crescere e realizzarsi professionalmente.

A tutti gli aspiranti tali va il mio invito a fruire della Mini Rubrica gratuita progettare professionalmente lo sport nell’Innovazione Sociale di cui trovate qui sotto gli approfondimenti e le modalità di partecipazione.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale. Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore. Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione. Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE
Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.
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I temi saranno i seguenti:
  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
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Ribaltare l’iceberg per trovare la propria strada professionale nello sport

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Questa Estate, durante le Olimpiadi, ho ascoltato dai telecronisti un tratto della storia di Adam Peaty, pluricampione olimpico del nuoto mondiale, più precisamente della rana Mondiale, e ho scoperto che arriva da un contesto di povertà educativa.

Nella sua carriera, uno dei primi elementi di svolta è stato l’intervento di una sua allenatrice/talent Scout che si è offerta per rendere disponibile una macchina affinché la famiglia potesse portare il bambino ad allenarsi.

Avevano già rinunciato a far praticare il nuoto ad Adam perché non potevano permettersi il costo dell’automobile, per fortuna questa persona è intervenuta con un processo di facilitazione.

Quindi, anche la pratica dello sport è sempre più una possibilità legata alle condizioni socio economiche, l’accesso alla maggior parte delle attività sportive è subordinato a disponibilità di risorse da parte delle famiglie.

Questo oltre a creare divario sociale, esclude potenziali sportivi.

Intendo dire che difficilmente gli “esclusi” sarebbero tutti campioni, ma l’azione meritevole del singolo allenatore, rivolta al proprio atleta talentoso, lascia immaginare come tanti ragazzi con qualità sportive normali sono tenuti lontani dalla pratica, anche loro però, sebbene di caratura sportiva modesta, trarrebbero beneficio dal poter praticare sport.

La parte dell’iceberg a cui rivolgere attenzione è quella che non si vede, quella di tutti coloro, grandi e piccini che per motivi culturali e socio economici, non hanno possibilità di accedere alla dimensione sportiva.

Il nostro compito professionale è costruire soluzioni che funzionano.

Se fosse un compito facile il valore generato dal suo funzionamento sarebbe basso.
Il fatto che sia meno scontato implica che tutte le azioni che riusciranno a generare pratica sportiva per le fasce più fragili, porteranno grande valore sociale.

Ovviamente, siamo liberissimi di tenere lo sguardo nella parte di Ghiaccio che emerge dall’acqua e ricercare la nostra dimensione professionale nello sport professionistico, lamentandoci che i posti di lavoro sono pochi, che lavorano sempre gli stessi o che sono tutti raccomandati.

Io continuo ad essere convinto che sia giunto il momento di guardare sotto l’acqua, attivarci per sviluppare una professionalità pronta a risolvere il problema culturale dell’accesso allo sport.

Servono professionisti e azioni progettuali funzionanti, ovvero basate su modelli di funzionamento economico in grado di renderli sostenibili.

A CHI SI RIVOLGE

Ogni professionista che si occupa di sport può appassionarsi al tema dell’Innovazione Sociale, io credo che questa sfida sia dei Giovani in cerca di una direzione professionale da perseguire e da costruire, tale sfida è quella adatta a futuri condottieri coraggiosi.

RACCONTO

Nel ricercare l’origine della mia motivazione verso l’affrontare questa sfida, mi scopro spesso ad osservare le immagini della mia vita in cortile, da bambino.

Momenti, tanti, densi di felicità! Amici, risate, giochi e tantissimo sport.

Ci appassionavamo ciclicamente ad uno sport e ci organizzavamo per praticarlo tra noi, non solo il calcio ma anche tennis, pallacanestro, pallavolo e tanti altri giochi di movimento.

Andavamo a periodi, influenzati magari da ciò che succedeva in televisione, il periodo più florido era certamente quello delle olimpiadi.

Da quelle emozioni spesso prendo gli spunti per immaginare la destinazione, la meta.

Mi sforzo per comprendere come possa modificarsi quel fenomeno aggregativo per essere attuale nell’era odierna.

La sfiducia, la diffidenza e la paura dei genitori, limita la frequentazione di gruppi spontanei come erano quelli del cortile.

Quindi un percorso per riportare fiducia e sicurezza può essere una buona chiave per tornare a rendere la pratica sportiva un modello aggregativo e sociale alla portata di genitori e bambini.

IL CONTENUTO DI VALORE

Facciamo un passaggio di mentalità, spediamo qualche minuto a fare caso a come si orienta il pensiero della maggior parte delle persone.

I professionisti dello sport, quantomeno coloro che operano per scelta professionale, all’interno del grande mondo dello sport, sono orientati a soddisfare i bisogni di chi accede al centro sportivo, a coloro che si iscrivono a corsi ed attività.

Pensiamo se può essere possibile diventare dei professionisti in grado di soddisfare bisogni per chi resta fuori dal centro sportivo.

Per coloro che conducono una vita sedentaria, che difficilmente parteciperebbero ad un corso sportivo o ad una attività strutturata.

Capita spesso di intercettare il consiglio di pensare OUT of THE BOX, ovvero secondo logiche diverse da quelle con cui siamo abituati a costruire il ragionamento. Pertanto il primo elemento su cui porre attenzione è un aspetto di mentalità del professionista:

  • Mentalità: Siamo orientati a ragionare per soddisfare i bisogni di chi accede al centro sportivo, non di chi resta fuori.
  • Operatività: Capire chi resta fuori, quali target hanno comportamenti che li tengono lontani dal centro sportivo.

Sono molte le persone che nella loro quotidianità non contemplano l’adesione ad un movimento sportivo. Una categoria sociale ampia che va da chi pratica sport liberamente per proprio conto a chi non si sogna nemmeno di alzarsi dal divano.
Le origini di tali comportamenti possono risiedere in diversi fattori scatenanti, dalla mancanza di cultura sportiva, all’impossibilità economica, ai problemi organizzativi di conciliazione vita lavoro dei genitori.

Un fenomeno che attraversa persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale.

Ecco che un pensiero OUTOFTHEBOX, ci porta ad orientare il nostro intenti alla ricerca di soluzioni per favorire, ricercare ed attuare, processi che facilitino l’aumento della pratica sportiva da parte di tutti coloro che non ne fanno, o la svolgono senza indirizzo e criteri specifici.

Il risultato di questo processo è una possibilità, che dipende solo da noi, di costruirsi il proprio percorso professionale rafforzando tutte quelle competenze che supportano professionalmente la nostra preparazione di base.

Intendo quella di tipo generalista scolastica/universitaria, che ci ha fornito indicazioni valide ma decontestualizzate, ancora da orientare.

L’orientamento spontaneo, maggiormente comune alle scelte dei giovani, è il modello istituzionale, verso il centro sportivo, per intenderci. Attenzione che è la strada più battuta, quella in cui ormai è difficile fare la differenza, racchiude professionalità già note e si rischia di andare verso l’assenza di differenziazione individuale con il conseguente livellamento dei valori economici.

Certamente ci vuole coraggio e questo lo si può trovare pensando a ritroso, immaginandoci che, dalle nostre scelte si potranno generare nuovi importanti risultati. Mi riferisco non solo alla scoperta di talenti dello sport mondiale che altrimenti non avrebbero praticato, ma anche alla generazione di opportunità inclusive e utili a generare più salute e benessere.

Proprio per questo la definisco una conduzione coraggiosa e se ti interessa proseguire l’esperienza sui temi della progettazione professionale di sport ed educazione nell’innovazione sociale, puoi leggere quanto scritto qui sotto.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale. Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore. Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione. Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE
Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.
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I temi saranno i seguenti:
  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History
Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative. Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email. I Temi saranno affrontati utilizzando il progetto Coach di Quartiere come caso di studio e esperienza guida per processare i contenuti formativi con un orientamento già pratico ed applicativo di competenze e mentalità.

Cultura di Impresa, la relazione tra prodotto e marketing

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Se ci occupassimo di vendere prodotti, macchinari ad esempio, si potrebbe innescare un processo molto pericoloso nell’avviamento della nostra attività, quello di andare a realizzare investendo risorse in un prodotto all’avanguardia e subordinare alla produzione del primo prototipo, ai relativi test e alla successiva eventuale vendita, il successo progettuale. Spendere soldi senza aver appurato eventuali bisogni e necessità del target. Nel parlare di servizi, specialmente per quelli che devono essere in grado di agire sulla persona, generando anche una partecipazione emotiva per poter essere efficaci, gli elementi inerenti al “prodotto/servizio” sono fortemente connessi con tutto ciò che concerne il marketing. Tutte le caratteristiche del servizio educativo e formativo possono essere alleate delle azioni di marketing. In particolar modo mi riferisco a: comprendere gli elementi di unicità e differenziazione. Imparare a descrivere sensazioni ed emozioni che si generano tramite la nostra azione educativa/formativa, sapere misurare l’effettiva coerenza con ciò che ci aspettiamo che il servizio offra in termini di risultato atteso.

A CHI SI RIVOLGE

Coloro che nel tentativo di realizzare azioni prodigiose attraverso lo sport, incappano in dirigenze obsolete, in procedimenti organizzativi poco illuminati e sviluppano frustrazione per la propria incapacità di poter generare valore per sé, per la società sportiva in cui operano e per gli utenti dei servizi. Giovani ambiziosi pronti a dare tutto per un pezzo di sogno realizzato della propria idea sportiva. Presidenti illuminati, a caccia di talenti giovani in grado di risollevare le sorti del proprio sodalizio sportivo.

RACCONTO

Sempre come nei due racconti precedenti, mi riferisco alla lezione per gli educatori sportivi del Centro Nuoto Rosà. Nella lezione, durata in tutto 3,5 ore pratiche, ho realizzato momenti attivi con esercizi in cui tutto il gruppo era coinvolto attivamente, altri spezzoni di speach frontali in cui raccontavo le interpretazioni degli stimoli didattici. Mentre dispongo i cinesini, rifletto sul cosa deve realizzare il gioco che sto spiegando. Perché è con quel gioco che voglio tradurre in pratica l’essenza di ciò che raconto essere il motivo per cui devono scegliere il nostro servizio educativo. Così per ogni singola azione didattica mostrata, siamo differenti perché lo diciamo e lo sappiamo fare. Penso anche che devo trovare il modo affinché, poi, chi lo eseguirà al posto mio, avrà colto modalità e tecniche per la realizzazione di tale “promessa” di servizio. Mi serve quindi verificare che comprendano i processi, uno dei modi e accorgersi come eseguono i giochi e gli esercizi, se lo fanno correttamente, molto probabilmente, sapranno comprenderne i processi. Mentre faccio parlo e spiego perché li sto coinvolgendo nella pratica, racconto loro che sto realizzando azioni di marketing, spiego che dirò all’utenza che le nostre attività saranno così: incalzanti, multidisciplinari, autorealizzative. Riporto l’attenzione continuamente su questa dimensione, vado a legare il prodotto al marketing. Mi accerto che si evidenzi costantemente il nostro elemento di unicità (il sorriso? l’energia alta?). Gli racconto del ruolo dell’Istruttore Condottiere nel processo di Marketing e della stretta relazione che c’è con l’erogazione delle attività. Favorire la soddisfazione degli utenti relativamente al mantenere la promessa fatta passa dall’erogazione del servizio, quindi chi eroga deve essere consapevole che molto di ciò che potrà svilupparsi con gli utenti è frutto del lavoro dell’istruttore educatore in chiave Marketing.

IL CONTENUTO DI VALORE

Marketing VS prodotto Come accennato sopra, ecco 3 caratteristiche a cui prestare particolare attenzione circa la relazione che c’è tra il marketing e il prodotto, ovvero l’erogazione del servizio.
  1. unicità e differenziazione. Sapete davvero qual’è l’elemento che rende unico e diverso il vostro servizio? Quella cosa per cui gli altri dovrebbero sceglierlo perchè è solo attraverso questo servizio che si può accedere a quell’esperienza, a quel beneficio, a quell’elemento. (in approfondimento sul tema ci sono tanti contenuti di marketing, avremo modo in futuro di tornaci e approfondirli in chiave social innovation,). Ai fini della trattazione odierna mi interessa passare il messaggio che, il prodotto/servizio, se lo praticate, la vivete e lo seguite, potete trovare risposte circa l’effettivo elemento di unicità, qual’è tra le sue tante caratteristiche quello unico? Provate, sperimentate, trovate il modo per essere voi nelle sensazioni ed emozioni che possono rafforzare la scelta e l’individuazione di tale indispensabile elemento. Stare a contatto con la realizzazione aiuta a vivere a pieno in prima persona questa importante caratteristica, alle volte aiuta ad affinarne la percezione di quel valore unico che si crea con il nostro servizio. Attraverso il marketing arriveremo a raccontare ai nostri potenziali utenti questo elemento e tutti i benefici che offre a contrario di altre esperienze. Pensare OUT of The BOX, cercare unicità e differenziazione è tutt’altro che facile, un metodo può essere quello di pensare in modo diverso da come fatto usualmente, si usa dire FUORI DALLA SCATOLA, quindi secondo criteri e principi che partono da nuovi punti di osservazione. Fate praticamente questi esercizi:
    1. se il vostro servizio educativo fosse un oggetto, quale sarebbe e perché.
    2. un bambino, come racconterebbe il vostro servizio se dovesse dire cos’è?
    3. la seconda e la terza funzione del tuo servizio quali sono? (se erogo un corso sportivo, la prima funzione utile al target è insegnargli i fondamentali tecnici di quello sport. La seconda e la terza funzione quali possono essere?)
  2. Imparare a descrivere sensazioni ed emozioni che si generano tramite la nostra azione educativa/formativa. Provare e sperimentare il nostro servizio, raccogliere emozioni dirette da chi ne beneficia, osservare le persone che agiscono nel servizio per coglierne le espressioni e i comportamenti. Tutto questo offre spunti e contenuti per saperlo descrivere e raccontare nelle strategie promozionali. In genere un servizio risolve bisogni e problemi. Per sapere bene come, non c’è modo migliore di realizzare azioni di sperimentazione e di contatto con l’erogazione stessa del servizio. Come fate a trovare spunti per raccontare cosa di prova… Mettere in pratica questo elemento è importante ma tutt’altro che facile, sopratutto se non si è abituati. Un ottimo esercizio per farlo è, una volta vissuto il servizio da vicino, raccontarlo in ordine processando le informazioni attraverso i 5 sensi
    1. cosa avete visto
    2. cosa avete sentito con le orecchie
    3. il vostro servizio può avere un odore e/o un gusto
    4. che sensazioni fisiche riconducibili al tatto avete raccolto
    Per le emozioni, il mio suggerimento è di creare contatto con la fruizione del servizio, oltre che da parte vostra, anche da parte del target, degli istruttori educatori. Potete farlo raccogliendo testimonianze dirette anche attraverso l’osservazione stessa durante la pratica del servizio. Quali emozioni vi comunicano le espressioni ed i comportamenti delle presone coinvolte nel servizio.
  3. sapere misurare l’effettiva coerenza con ciò che ci aspettiamo che il servizio offra in termini di risultato atteso. Quante volte siamo rimasti scottati da un servizio che ha disilluso le aspettative generate da una promozione ben fatta, accattivante che ha toccato le giuste corde per avvicinarci a quel servizio. Cerchiamo quindi di perseguire coerenza tra ciò che promettiamo con il marketing e ciò che offriamo nel servizio finale. Spesso un servizio ha diverse fasi ed elementi che portano al compimento finale dell’azione “promessa”. Funzionano tutte le fasi così per come le abbiamo descritte? Raccogliamo esperienze in cui il nostro percepito sia vicino, ci offra concretezza di quelle sensazioni finali, del risultato che offre in termini seriamente veri. Sgonfiamo fino all’osso la descrizione e sosteniamola con la nostre esperienza diretta ed indiretta, supportiamola con testimonianze e racconti. Nei servizi l’erogazione passa dalle persone, ovvero dei collaboratori e dei colleghi, questi devono essere a conoscenza della promessa fatta e di come loro possono incidere, con il loro operato, alla contribuzione sul risultato finale inteso come la soddisfazione piena dell’utente. In questo modo, si pensa al prodotto come elemento di un processo continuo di marketing. Questo può essere un elemento di estremo valore nella motivazione delle persone che fanno parte del gruppo e del progetto. Puoi trovare altri contenuti di valore sul racconto di questa giornata, possono esserti utili a comprendere il percorso di progettazione e di esistenza di idee e progetti nell’innovazione sociale:
Se ti interessa proseguire l’esperienza sui temi della Conduzione Coraggiosa e della progettazione professionale di sport ed educazione nell’innovazione sociale, puoi leggere quanto scritto qui sotto.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale. Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore. Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione. Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE
Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.
Real Experience attraverso il progetto “Coach di Quartiere”

I temi saranno i seguenti:
  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History
Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative. Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email. I Temi saranno affrontati utilizzando il progetto Coach di Quartiere come caso di studio e esperienza guida per processare i contenuti formativi con un orientamento già pratico ed applicativo di competenze e mentalità.

Il contatto con la pratica

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Più volte, nel mio personale percorso di crescita, riesco ad avere acceso a mutate esperienze di consapevolezza, per fortuna. Sostanzialmente cambio idea rispetto a come la pensavo nel senso che rimango aperto a ciò che il percorso, la crescita, può aiutarmi a scoprire, compreso lo sviluppo di nuovi punti di vista relativamente a cose già processate. Nel caso dell’argomento in oggetto, la pratica dell’attività, quando ero più giovane, avevo quasi fretta di smettere di occuparmene per poter “finalmente” accedere a ruoli e mansioni di maggior rilevanza. Oggi ritengo che, nella realizzazione di un progetto di sport e di educazione che prevede l’erogazione di attività pratica per l’utenza, sia fondamentale continuare a mantenersi un accesso alla pratica così da consentirsi una percezione viva di ciò che serve realizzare, con stretto riferimento ai bisogni della società e delle persone. Tale linea di attenzione diretta porta anche informazioni su come raccontare un servizio, ci offre spunti per ragionare sui meccanismi di innovazione, ci porta a verificare i dispendi energetici, nutre la creatività specifica.


A CHI SI RIVOLGE

Nel raccontare questo episodio, mi immagino di parlare a coloro che allenavano e facevano attività in prima linea, che oggi desiderano e ambiscono gestire, ideare, coordinare, condurre e managerializzare chiedendosi se e come continuare a fare attività in prima persona. Mi rivolgo a coloro che in un contesto educativo si trovano a dover coordinare team, tracciare linee guida metodologiche per i propri progetti sportivi ed educativi, estrarne i contenuti e presentarli ai potenziali fruitori.

RACCONTO

Nel condurre il corso per istruttori ed educatori del Centro Nuoto Rosà, presentavo la mia scaletta di esercitazioni previste con l’idea di testare come elementi di marketing potessero entrare nel processo di costruzione di un piano educativo per i camp estivi, mi ero messo in testa questa sfida da realizzare. Ho creato un percorso per verificare quanto ciò che avessi in testa suscitasse interesse ed entusiasmo nei partecipanti. Mi interessava proporre l’attività, in progressione didattica rispetto alla logica della giornata, osservare se e come quanto proponevo tenesse coinvolti i partecipanti. L’osservazione della loro reazione era per me fondamentale per poter comprendere quanto stessi centrando il mio esperimento personale: nutrire il loro bisogno di informazioni coinvolgendoli emotivamente nelle proposte. Raggiungere questo scopo mi avrebbe consentito di poter dimostrare la mia tesi ovvero che l’educatore, l’istruttore che è a contatto con l’utenza è l’anello finale di un processo di realizzazione di una missione educativa che esprime valori e scopi di un più ampio gruppo di lavoro e che è funzionale al perseguimento di risultati anche in termini di funzione sociale che il servizio educativo erogato rappresenta.
Ho alternato esercitazioni ad alto impatto in cui tutti si muovevano e partecipavano a momenti di dialogo e confronto all’interno del gruppo. Cercavo di dare continui strumenti di lettura dell’esperienza che era la cosa per me più importante da far vivere. Io leggevo le proposte e le reazioni del gruppo pensando a quanto l’attenzione al metodo possa ancora fare la differenza e vincere sull’avere esercizi pronti e pre-confezionati da proporre ai gruppi. Per questo, continuavo a spostare l’attenzione sui processi di creazione di un gioco e non sull’esercizio stesso.
Andavo ad ancorare l’esperienza alla creazione di strumenti di feedback per loro stessi, così che potessero comprendere se e come riproporre gli stimoli ricevuti. A me serviva nutrimento per i miei personali test sul metodo e sui principi da perseguire nell’organizzare progetti didattici. (A breve dovrò validare il percorso di formazione per il progetto Coach di Quartiere per formare volontari a fare attività sportiva gratuita per bambini e famiglie con difficoltà socio economiche. Su questo percorso di formazione si baserà molto della strategia di diffusione del progetto stesso, più il metodo sarà efficace, maggiori saranno le opportunità di diffusione del progetto, ecco svelato come la pratica possa avere rilevanza nel sostenere una progettualità di innovazione sociale).

IL CONTENUTO DI VALORE:

Il contatto con la pratica:
Praticare, ovvero tenere un incontro, una lezione formativa, un discorso, oppure condurre una sessione di allenamento, o un’attività educativa a scuola è riconducibile all’andare in scena, in diretta. Ovvero non c’è una seconda occasione per riavvolgere il nastro e sovrascrivere. Quindi è presente quella componente emotiva che arricchisce il momento con un ingrediente molto particolare che, a seconda del carattere di chi conduce, può essere un vantaggio oppure no.
Personalmente considero questo elemento come filo conduttore: più volte nella vita mi sono trovato a condurre e, l’esperienza in sé, è sempre molto unica, soprattutto se arrivo a confrontare i target che, in diversi momenti, ho avuto davanti: bambini piccoli, adolescenti, giovani adulti, studenti universitari, senior; tra l’altro in contesti anche differenti tra loro. C’è un filo conduttore che unisce e accomuna tutte le esperienze passate e, certamente, anche quelle future. La sensazione che vivo di riuscire ad intrattenere, ovvero coinvolgere emotivamente nell’esperienza la mia audience.
Un buon coinvolgimento è un ottimo presupposto per il trasferimento dei contenuti, dal contatto con la pratica ricerco questo elemento prioritariamente, desidero quindi che sia fortemente presente nei progetti che realizzo e nelle attività che conduco direttamente o per tramite di altri professionisti e collaboratori.
Nel perseguire intrattenimento ecco alcuni elementi che suggerisco di allenare, alimentare e nutrire attraverso pratica e formazione:

  • Metodo.
    • Credo che un buon metodo di lavoro, un processo schematico di erogazione che contenga le più variegate proposte sia un ottimo modo per sostenere ogni performance pratica. Avere schemi che si ripetono fatti da successioni di momenti ci aiuta a dare ordine e ad appoggiarci per creare ed emozionare. come esempio cito 3 dei miei riferimenti metodologici:
      • Il Contenitore Vuoto
        • uno schema di confini che riempio ogni volta con contenuti diversi a seconda del contenitore. Il tipico contenitore vuoto di una lezione può essere: MOMENTO INIZIALE, MOMENTO CENTRALE E MOMENTO FINALE. Ogni momento ha le sue caratteristiche e in base a quelle sceglo in modo più adeguato i contenuti. Ogni spazio del Contenitore vuoto può, a sua volta, ospitare altri sotto-contenitori.
      • Ritmo incalzante
        • orientare il proprio intento all’organizzazione del lavoro affinchè tra una proposta e l’altra sia poco il tempo di latenza in cui può disperdersi l’attenzione degli utenti
      • Misurazione dei numeri di coinvolgimento
        • i 2 numeri da verificare sono quello relativo alle pause e quello che risponde al numero dei soggetti coinvolti nell’esercizio. Sono entrabi influenzabili da scelte organizzative. Proporre attività che coinvolgano tutto il gruppo, fare in modo che l’organizzazione dei giochi riduca i tempi di attesa. (file lunghe)
    • Stimolo dell’attenzione.
      • sorpresa e novità
        • all’interno dello schema metodologico, garantire sempre uno spazio alla sorpresa, alla novità; condire con un po’ di incertezza la giornata dei nostri utenti per riservargli quel pizzico di fascino della scoperta, il gioco a sorpresa, un golden point fuori programma.
      • interazione tramite domande e proposte
        • interrompere le attività e chiedere interpretazioni, approfondimenti, sensazioni
      • coinvolgimento attivo nel programma
        • assegnare ruoli ai partecipanti, chi può segnare i punti, chi fa le squadre, chi si occupa di aiutare a preparare un gioco…
    • Trasferibilità di elementi da altre discipline
      • Riportare cose imparate in altri contesti all’interno dell’attività che stiamo facendo, i simboli del marketing possono essere un ottimo modo per lavorare sull’appartenenza, le tecniche di comunicazione utilizzate nel business possono ispirare esercizi per favorire il dialogo e il coinvolgimento nel gruppo
      • Riportare cose imparate in altri contesti all’interno dell’attività che stiamo facendo, i simboli del marketing possono essere un ottimo modo per lavorare sull’appartenenza, le tecniche di comunicazione utilizzate nel business possono ispirare esercizi per favorire il dialogo e il coinvolgimento nel gruppo

    Nel CONTATTO CON LA PRATICA, ricerco e ritrovo spunti per verificare idee e progetti, per farlo è fondamentale:

    • Osservazione attiva dei partecipanti durante la conduzione. Guardando le loro reazioni capisco se e quanto sono coinvolti
    • Feedback formali creare dei momenti in cui fate una raccolta di feedback su determinati aspetti che volete verificare
    • Domande informali nei momenti di transizione o pausa, chiedete esplicitamente a qualcuno come sta andando.

    “Vi confesso che, quest’anno, Ho sofferto tremendamente le lezioni on-line, fatica a capire se e come stessero andando le mie conduzioni”.
    Qualche riferimento conclusivo sull’importanza del tenere vicina la pratica e del come arrivare a farlo anche da adulti e mentre si evolve nel proprio ruolo professionale.

    Nel caso della conduzione di progetti e attività educative e sportive ecco alcune domande da farsi per comprendere il ruolo del rapporto con la pratica:

    • Che ruolo ha il praticare tutto o parte del processo che ci troviamo ad insegnare proporre e addirittura a vendere?
    • Come e cosa si può praticare di ciò che insegniamo o chiediamo di insegnare ai nostri tecnici ed istruttori?
    • In che tipo di erogazione credo, cosa deve generare secondo me oggi la pratica e quali caratteristiche deve avere il metodo e l’approccio educativo nelle attività?

    Ognuno potrà trovare le proprie risposte, il contatto con la pratica garantisce la possibilità di verificare se la dimensione di attività pensata è attuale e utile all’utenza.
    La pratica è un test, per garantirmi micro unità in cui verificare ciò che poi mi consente di scrivere, riflettere e pensare ad idee di progetti imperniati sull’erogazione.

    Questo è il motivo per cui mi salvo alcuni slot annuali in cui mi metto in gioco, vado a realizzare io in prima persona le attività che voglio testare e su cui poi vado a progettare l’intera dinamica progettuale.

    Ecco alcune delle cose pratiche che mi concedo di realizzo direttamente:

    • giornate per istruttori sportivi, massimo 3 all’anno, in genere sul tema dei centri estivi perché consente di testare più temi compresa la relazione tra marketing e prodotto.
    • unit per educatori, (2/4 annue) collaboratori diretti che dovranno ispirare e stare con utenza
    • lezioni universitarie (2/4 annue)
    • sessioni di businesscoaching ad imprenditori del mondo dell’innovazione sociale e dello sport,
    • webinar su progetti speciali (Insegnanti sul tema dell’educazione civica, corsi per volontari,)

    Potrei fregarmene della pratica perchè ora ho prevalentemente ruoli gestionali ma è ancora troppo rilevante nel farmi capire e orientare, mi da contatto.

    Nel rapporto con altri istruttori ed educatori che devo coordinare o con cui sono chiamato a collaborare, dal mio rapporto con la pratica capisco se l’istruttore/educatore, mi percepisce, può seguirmi, si nutre delle mie intuizioni e sperimentazioni.
    Posso raccogliere da loro stimoli e idee per innovare e progettare prodotti e servizi superpower in grado di rappresentare un’offerta educativa al passo con ciò che l’Innovazione Sociale merita di realizzare.

    In un processo evolutivo ecco alcuni elementi da considerare relativamente al rapporto con la pratica:

    • considerate l’osservazione ed il coordinamento come strumenti di accesso alla pratica.
    • Proponete e partecipate a focus group in cui create scambio e partecipate alla scelta definendo degli aspetti cardine da rispettare.
    • Praticare il processo aiuta a tenerlo vivo.
    • Se dovete coordinare gli istruttori, gli educatori, vi serve mantenere un’apertura alla pratica diretta dei metodi e dei processi.
    • Posso stabilire un legame di scambio e trasferimento sulla pratica con una persona che ho incaricato di dedicarsi alla sperimentazione dei processi.
    • Se sono un istruttore, è bene praticare alcuni gesti, giochi e stare molto a contatto con l’erogazione tanto da comprenderne sempre l’efficacia, la buona progettazione e la buona esecuzione.
    • Mettetevi dall’altra parte, partecipate a corsi e sessioni in cui subite la didattica altrui e pensate a come innovarla e migliorarla con la vostra attitudine da istruttori condottieri
    • Auto ispiratevi partecipando ad un corso e mettendo in pratica le vostre idee meravigliose, e le vostre intuizioni

    Dal racconto di questa giornata vi presenterò ancora un tema per approfondire altri elementi utili a comprendere il percorso di progettazione e di esistenza di idee e progetti nell’innovazione sociale:

    • la relazione tra prodotto e marketing

    Se ti interessa proseguire l’esperienza sui temi della Conduzione Coraggiosa e della progettazione professionale di sport ed educazione nell’innovazione sociale, puoi leggere quanto scritto qui sotto.

    Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

    Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale.
    Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore.
    Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione.
    Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

    PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE

    Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.

    Real Experience attraverso il progetto “Coach di Quartiere”

    I temi saranno i seguenti:

    1. Per il Condottiere Coraggioso:
      • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
      • Primi strumenti di Cultura di impresa
      • Allenarsi all’Innovazione Sociale
    2. Contenuti specifici:
      • Comunità Educante
      • Paternariati territoriali
      • Networking
    3. Materiali:
      • Video didattici
      • Download con schede/esercizio
      • Case History

    Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative.
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    I Temi saranno affrontati utilizzando il progetto Coach di Quartiere come caso di studio e esperienza guida per processare i contenuti formativi con un orientamento già pratico ed applicativo di competenze e mentalità.

L’istruttore condottiere, come ispirarsi per poter innovare i progetti

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Nel raccontare di sport ed Innovazione Sociale, nel declinarle le diverse sfaccettature professionali con cui mi trovo ogni giorno a contatto, oggi ho piacere a condividere alcune riflessioni emerse durante il corso che ho tenuto per istruttori sportivi in una società di nuoto. Voglio dare spazio ad approfondimenti su come questa esperienza mi abbia consentito di generare ed ottenere, al tempo stesso,  enorme valore professionale. Nello specifico vi racconto dell’Istruttore Condottiere, dell’importanza che ha per me il contatto con la pratica, senza tralasciare l’importante relazione con gli approfondimenti sulla Cultura di Impresa dove nello specifico mi focalizzo sulla relazione tra prodotto e marketing. Seguendo questi temi ho diviso in 3 il contenuto


A CHI SI RIVOLGE

Nello scrivere queste parole mi immagino di parlare a coloro che, partendo da una base di amore per lo sport, hanno scelto di dedicarcisi come professionisti, indipendentemente dal ruolo che, nella filiera, rivestono. Penso spesso di parlare a Giovani che arrivano da un percorso di pratica e che sentono forte la chiamata per proseguire il rapporto con queso mondo anche da adulti e da professionisti. A loro, ma non solo, rivolgo questi spunti di interpretazione dello sport verso L’innovazione Sociale che, oggi più che mai, necessita di protagonisti in grado di ri-orientarne l’efficacia e la funzione.
Mi auguro anche di poter ispirare chi guida se stesso nello sport da tempo e tiene vivo ancora il sogno di realizzare cose di grande valore.
Questo articolo può essere interpretato da diversi punti di vista, dall’istruttore educatore, dalle figure di coordinamento e di management delle società, dai conduttori delle attività.

RACCONTO

Domenica 16 Maggio, sono stato accolto dal Centro Nuoto Rosà, di Bassano del grappa, per tenere una sessione di aggiornamento sulle attività estive. 4 Ore per trasferire stimoli, contenuti e modalità utili a creare insieme al gruppo progetti e attività estive il più adeguate possibili per bambini e famiglie.
Da qualche tempo, mi tengo ogni anno 2/3 giornate, per realizzare attività di formazione con educatori ed istruttori su temi che siano anche legati ai contenuti delle attività. Questo mi serve per mantenere contatto con la dimensione pratica e attuativa dei progetti di sport e di educazione. E’ uno stimolo fondamentale per poter poi progettare tutto ciò che sta sopra alle azioni che tramite gli istruttori arrivano agli utenti. Senza il respiro delle sensazioni faticherei a comprenderne attualità, efficacia e senso, sarei molto più sterile nello scrivere, nel progettare, nel motivare partner e collaboratori.
La giornata era carica di emozioni, pensate che, proprio quel giorno, i collaboratori della società si incontravano in presenza dopo 8 mesi. Avevano una voglia matta di fare e mettersi in gioco e questo è stato per me di grande stimolo.
Il centro sportivo molto accogliente ed estremamente adeguato per l’attività, con l’opportunità di poter fare sia attività al chiuso che all’aperto.
La richiesta era stimolare, con attività e proposte pratiche, la fantasia e la propositività degli educatori verso l’attività dei centri estivi in procinto di iniziare, considerando anche le eventuali necessità di prestare attenzione al particolare momento post-pandemico. In questa richiesta ho letto la voglia di guardare oltre la semplice erogazione del servizio, mi è arrivato un grande senso di responsabilità per il valore che, soprattutto la prossima estate, avrà un centro estivo. Cura e attenzione per le persone, sia gli istruttori, che i bambini che parteciperanno. Ognuno con il proprio vissuto e con la personali emozioni che si porta dopo questi ultimi particolari mesi.

SVILUPPO

L’Istruttore/educatore Condottiere:
Spesso constato concretamente che siamo il frutto delle esperienze che viviamo e più ci lasciamo permeare da queste traendone le informazioni utili, maggiori saranno le possibilità di far fruttare al meglio tutto ciò che abbiamo fatto.
Oggi mi trovo spesso a parlare di sport e di progetti sociali di impresa e, nel farlo mi accorgo che raccolgo informazioni dall’interno percorso maturato in questo settore.
Come molti ho iniziato facendo l’istruttore, appassionandomi di apprendimento e di tecniche di trasmissione, ricerca didattica in ambito sportivo ed educativo.
Sono sempre stato affascinato dalla ricerca innovativa, ovvero la sperimentazione pratica di modi, mezzi e metodi che potessero migliorare ciò che già esisteva.
La mia tesi universitaria nel 2000 è stata la presentazione di un CD-Rom di gestione con giochi ed esercizi per scuole-sport di avviamento allo sport di base. Progetto che oggi farebbe ridere per la diffusione e la crescita che ha avuto il digitale, a quei tempi però era una novità.
Anche nel 2000 a darmi lo stimolo per ideare una soluzione di gestione era la pratica, il campo, la sperimentazione.

Oggi mi sento stimolato dalla ricerca di nuove soluzione sociali, che mettano sport ed educazione nelle condizioni di poter fare davvero la differenza in termini di valore generato a bambini e giovani soprattutto, alle persone in generale.

Parlando di Conduzione Coraggiosa, ognuno può essere condottiere coraggioso in ogni punto della filiera, un elemento di estremo valore nell’intera catena che porta valore agli utenti sono gli istruttori, gli educatori i tecnici, gli insegnanti. Ovvero coloro che poi agiscono a diretto contatto con gli utenti.

Chi eroga ha un compito delicatissimo che è la finalizzazione di un percorso progettuale di insegnamento più ampio che magari fa riferimento a sovrastrutture come la società sportive di appartenenza, il particolare percorso educativo o sportivo.
Che sia una settimana di centro estivo o anni di rapporto tra allenatore e atleti, possiamo essere rilevanti nel percorso di crescita dei nostri giovani, possiamo, ispirare, condizionare educare, portare valore.
Questo processo avviene a prescindere, ovvero, solo per il ruolo che riveste, un istruttore o un allenatore, è in una posizione di particolare rilievo educativo, può incidere, può fare la differenza, nel bene e nel male.

Ecco perché trovo utile, fondamentale, necessario coinvolgere gli istruttori nel percorso di conduzione coraggiosa.
Nella catena del valore generato, a quel livello si può creare, ideare innovare per incidere ed essere rilevanti. C’è un’area infinita di ricerca e sperimentazione. In questo ruolo si incide verso il basso (l’utenza) e si favorisce crescita, ricerca e sviluppo verso l’alto (la società sportiva o il contesto in cui si opera).

L’istruttore Condottiere, è tale perché consapevole del suo ruolo e del valore che può portare all’intero processo di erogazione dei servizi. È lui responsabile della sua continua ricerca di miglioramento per sè e per il contesto.

Concludo questa prima riflessione evidenziando tre modalità con cui andare ad interpretare e vivere l’importanza di un Istruttore Condottiere:

  1. Nel condurre un’impresa, soprattutto in ambito socio educativo (lo sport rientra a pieno titolo in questa categoria di attività) saper riconoscere queste caratteristiche in una persona è fondamentale, individuare elementi di conduzione coraggiosa nelle persone che andranno a gestire staff educativi o avranno contato diretta con l’utenza può fare la differenza.
  2. Se avete un ruolo di coordinamento e/o di management considerate a pieno il valore di chi si troverà a contatto con l’utenza. Favoritene la crescita e verificate che l’offerta formativa, educativa, sportiva, sia sempre allineata ai valori della società che rappresentate. Se avete modo, garantitevi occasioni di contatto e di pratica dei processi di erogazione dei servizi, riprocessateli anche attraverso i contributi degli istruttori condottieri per favorire scambio e aumento di valore dell’offerta formativa. Lasciatevi nutrire e contaminare dagli istruttori condottieri per accrescere continuamente il vostro knowhow.
  3. Se siete voi l’Istruttore Condottiere vivete a pieno il ruolo chiave che avete nell’essere voi a contatto con l’utente finale, arricchitevi tramite ispirazione, formazione, studio. Impegnatevi nel processo innovativo per fare la differenza con gli utenti generando valore anche alla società e al contesto in cui state operando e che vi consente di poter realizzare questa importante parte della vostra identità, l’istruttore condottiere. Mantenete continuamente un processo attivo nella ricerca e nella sperimentazione delle vostre idee meravigliose per ciò che concerne la ricerca educativa e l’innovazione nella didattica applicata.

Distribuire su questi tre livelli, il pensiero organizzativo e manageriale di un processo educativo è già un risultato di grande valore. Un’attenzione che sposta il servizio dall’essere semplicemente un offerta di risposta a un bisogno e lo colloca in una modalità Innovativa. La persona è al centro (utente, istruttore, coordinatore, conduttore) e da questo punto fermo nasce il processo di pensiero di progetti che realizzino impatti rilevati e realmente innovativi.

Dal racconto di questa giornata vi presenterò ancora due temi per approfondire altri elementi utili a comprendere il percorso di progettazione e di esistenza di idee e progetti nell’innovazione sociale:

  • Il contatto con la pratica
  • la relazione tra prodotto e marketing

Se ti interessa proseguire l’esperienza sui temi della Conduzione Coraggiosa e della progettazione professionale di sport ed educazione nell’innovazione sociale, puoi leggere quanto scritto qui sotto.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale.
Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore.
Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione.
Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE

Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.

Real Experience attraverso il progetto “Coach di Quartiere”

I temi saranno i seguenti:

  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History

Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative.
Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email.

I Temi saranno affrontati utilizzando il progetto Coach di Quartiere come caso di studio e esperienza guida per processare i contenuti formativi con un orientamento già pratico ed applicativo di competenze e mentalità.

Un centro estivo può cambiare il mondo?

Nell’articolo di oggi riprendo uno spunto di riflessione che ho lanciato questa settimana anche sul mio canale telegram

La domanda del titolo è ovviamente provocatoria e totalmente inerente all’argomento Management, Consapevolezza… Sostenibilità, su cui abbiamo riflettuto insieme negli ultimi mesi.

All’interno di un progetto di innovazione sociale, qualunque esso sia, è fondamentale lasciarsi condurre dalla consapevolezza che si agisce sulle persone, sul loro modo di essere, di pensare, di comportarsi.
Associare a questa azione la personale responsabilità del massimo impegno possibile è di fondamentale importanza per conferire al progetto l’energia necessaria a stupire ed entusiasmare le persona che ne vengono coinvolte.

Per fare questo è molto utile accorgersi che, seppure la nostra azione sia un puntino microscopico nel mondo, può portare il suo contributo ad innescare cambiamenti positivi, a lasciare un segno indelebile nella vita delle persone.

Nel condurre le mie attività sia con adulti  che con bambini, penso spesso questo concetto, al fatto che ho la responsabilità di rendere indimenticabile l’esperienza che sto condividendo con le loro. 
Sia per me che per loro sarà un’esperienza unica e significativa e dipende da me il fatto che sia memorabile e di stimolo a continuare a mettersi in gioco, a vivere altre nuove avventure stimolanti.

Questo concetto l’ho fatto mio proprio durante i centri estivi, quando passavo molto tempo con i ragazzi. Rendere meravigliosa, speciale e unica la loro esperienza significava lasciare entusiasmo e predisposizione a fare altre esperienze simili credendo in sé stessi… Quindi un centro estivo può cambiare il mondo.

Pensiatelo! Qualunque sia il vostro ruolo in un progetto. Questo approccio può rivelarsi molto utile.

Nella puntata di oggi approfondisco questo concetto spaziando dai bambini agli adulti con un’ulteriore lettura ed interpretazione…

Canti o porti la croce

Cari Condottieri Coraggiosi, eccoci qui, solo qualche ora fa eravamo nel pieno di un momento idilliaco in cui pensavamo di pianificare una vacanzina.

Magari a Pasqua o poco dopo, in una zona di mare. E invece… ci troviamo catapultati in una dimensione differente in cui, lo scenario ci costringe a pensieri profondamente differenti da quelli che ci immaginavamo e che avevamo programmato.

Ecco che ora, proprio ora, si porta la croce. Qui, in questo preciso istante tocca a noi, che amiamo cantare, che ci impegniamo a ispirare e condurre, siamo chiamati a guidare la barca con il mare in burrasca.

Serve investire un tempo ed un’energia imprevista. Dobbiamo affrontare dinamiche noiose, fuori dalla nostra zona di comfort, mai desiderate. Magari l’istinto è quello di ripudiarle, allontanarle, scacciarle e mettere la testa sotto la sabbia. Ma per poter cantare e gioire, penso che si debba accettare sempre, e dico sempre, di dover portare la croce, anche quando pensiamo che non sia giusto che capiti proprio a noi, condottieri coraggiosi.

Se ci pensate alla fine è solo una questione di interpretazione emotiva, di come scegliamo di pensare di vivere un determinato momento. Sono certo che, anche mentre si porta la croce, dentro ognuno di noi, c’è una parte che canta, perché fiera e contenta di portare la croce. Probabilmente sono i “veri perchè” quelli che ci hanno fatto trovare in un ruolo cardine in un momento così importante.