Creare valore

Creare Valore,
se ne sente parlare spesso, ma cosa vuol dire? Quali sono i significati che vengono associati alla creazione del valore?Abbiamo una nostra personale e soggettiva definizione per esprimere cosa per noi significa Creare Valore?

Per aiutarmi ad entrare su questo concetto, ho letto articoli e recuperato alcune definizioni di persone affermate che si esprimono così sulla creazione del valore:

Per Steve Blank,
guru della Silicon Valley, il creare valore si misura nel compimento di una missione.
“Una missione può dirsi compiuta solo quando crea valore per il fruitore finale”.

Richard Branson,
invita ad avviare un business solo quando questo potrebbe migliorare la vita delle persone.
Ha fondato la linea aerea Virgin Atlantic perché si è reso conto che il customer service di British Airways non soddisfava i clienti.

Seth Godin
“il metodo per creare valore è fare un lavoro estremamente difficile”.
La scarsità, per Godin, è uno dei fattori che produce valore.
Non dovremmo farci spaventare da quello che spaventa gli altri, altrimenti finiremo per fare soltanto quello che gli altri già fanno, bloccando il circolo di creazione del valore.

Elon Musk
“Quando qualcosa è davvero importante, la fai anche se hai poche probabilità di riuscirci”

Steve Jobs
“Tutto quello che faccio dipende da altri membri della nostra specie che ci reggono sulle loro spalle. Molti di noi vogliono contribuire con qualcosa di nuovo da aggiungere a questo flusso”.

Portare Valore attraverso il nostro Contributo a questo “flusso” con la nostra personale offerta per la creazione di un bene condiviso.

In questo modo si spiega il concetto di Innovazione, ovvero di ricerca di nuove soluzioni partendo da modelli passati.Questo vale in ogni ambito anche per L’Innovazione Sociale.

Per me creare valore significa: fare in modo di essere utili, di contribuire anche in minima parte ad un cambiamento positivo per le persone.
Quindi ricerco continuamente competenze per poterlo fare e strade per poter impattare in modo esponenziale su molte persone.

Nel PODCAST di oggi qualche riflessione su come la creazione di valore sia parte della cultura di impresa e come possa essere messo a disposizione dei progetti di Innovazione Sociale.

Un centro estivo può cambiare il mondo?

Nell’articolo di oggi riprendo uno spunto di riflessione che ho lanciato questa settimana anche sul mio canale telegram

La domanda del titolo è ovviamente provocatoria e totalmente inerente all’argomento Management, Consapevolezza… Sostenibilità, su cui abbiamo riflettuto insieme negli ultimi mesi.

All’interno di un progetto di innovazione sociale, qualunque esso sia, è fondamentale lasciarsi condurre dalla consapevolezza che si agisce sulle persone, sul loro modo di essere, di pensare, di comportarsi.
Associare a questa azione la personale responsabilità del massimo impegno possibile è di fondamentale importanza per conferire al progetto l’energia necessaria a stupire ed entusiasmare le persona che ne vengono coinvolte.

Per fare questo è molto utile accorgersi che, seppure la nostra azione sia un puntino microscopico nel mondo, può portare il suo contributo ad innescare cambiamenti positivi, a lasciare un segno indelebile nella vita delle persone.

Nel condurre le mie attività sia con adulti  che con bambini, penso spesso questo concetto, al fatto che ho la responsabilità di rendere indimenticabile l’esperienza che sto condividendo con le loro. 
Sia per me che per loro sarà un’esperienza unica e significativa e dipende da me il fatto che sia memorabile e di stimolo a continuare a mettersi in gioco, a vivere altre nuove avventure stimolanti.

Questo concetto l’ho fatto mio proprio durante i centri estivi, quando passavo molto tempo con i ragazzi. Rendere meravigliosa, speciale e unica la loro esperienza significava lasciare entusiasmo e predisposizione a fare altre esperienze simili credendo in sé stessi… Quindi un centro estivo può cambiare il mondo.

Pensiatelo! Qualunque sia il vostro ruolo in un progetto. Questo approccio può rivelarsi molto utile.

Nella puntata di oggi approfondisco questo concetto spaziando dai bambini agli adulti con un’ulteriore lettura ed interpretazione…

Canti o porti la croce

Cari Condottieri Coraggiosi, eccoci qui, solo qualche ora fa eravamo nel pieno di un momento idilliaco in cui pensavamo di pianificare una vacanzina.

Magari a Pasqua o poco dopo, in una zona di mare. E invece… ci troviamo catapultati in una dimensione differente in cui, lo scenario ci costringe a pensieri profondamente differenti da quelli che ci immaginavamo e che avevamo programmato.

Ecco che ora, proprio ora, si porta la croce. Qui, in questo preciso istante tocca a noi, che amiamo cantare, che ci impegniamo a ispirare e condurre, siamo chiamati a guidare la barca con il mare in burrasca.

Serve investire un tempo ed un’energia imprevista. Dobbiamo affrontare dinamiche noiose, fuori dalla nostra zona di comfort, mai desiderate. Magari l’istinto è quello di ripudiarle, allontanarle, scacciarle e mettere la testa sotto la sabbia. Ma per poter cantare e gioire, penso che si debba accettare sempre, e dico sempre, di dover portare la croce, anche quando pensiamo che non sia giusto che capiti proprio a noi, condottieri coraggiosi.

Se ci pensate alla fine è solo una questione di interpretazione emotiva, di come scegliamo di pensare di vivere un determinato momento. Sono certo che, anche mentre si porta la croce, dentro ognuno di noi, c’è una parte che canta, perché fiera e contenta di portare la croce. Probabilmente sono i “veri perchè” quelli che ci hanno fatto trovare in un ruolo cardine in un momento così importante.