COSA VI REGALERESTE?

Cari Condottieri Coraggiosi,

Come nelle più grandi occasioni, mi conformo al più celebre dei comportamenti di questi giorni dell’anno: “Gli auguri”.Cerco di farlo a mio modo, ovvero immaginando cosa realmente spero possa succedere nel vostra percorso di Condottieri Coraggiosi.

Vi auguro che possiate trovare l’energia, la motivazione e le condizioni necessarie dentro e fuori di voi per perseguire miglioramento.

Migliorate voi per indicare questo tragitto ad altre persone, a coloro che conducete e che credono in voi.

Allenatevi, sportivamente, mentalmente per generare proattività e attitudine migliorativa.Agite i vostri progetti e le vostre idee meravigliose tanto importanti per la vostra comunità, per tutte le persone che ne fanno parte e che ne fruiscono.

Questi sono gli auguri che vi faccio e, come sapete, rappresentano il mio impegno personale quotidiano, parlo a voi per spronare me stesso in egual misura.

Grazie per il tempo che avete dedicato alle nostre attività, ai contenuti proposti.Al link il POD-CAST NATALIZIO su “Miglioramento e regali di Natale”.

Settimana prossima le riflessioni per il nuovo anno.

Il proprio angolo di meraviglia

Cari Condottieri Coraggiosi,

oggi vi racconto di questo splendido esercizio che mi piace inserire all’interno dei miei momenti settimanali.

È una modalità di pratica del miglioramento che utilizzo e consiglio per esercitare e rafforzare a pieno il mio entusiasmo, il mio Sole, la mia forza esclusiva.

Io lo chiamo “angolo di meraviglia” ma ognuno di noi può definirlo come meglio crede, l’importate è il concetto che deve realizzare.

È un area fisica e metafisica protetta, dentro cui entra solo ciò che scelgo di far entrare.

Prevede alcune semplici regole, dei confini di spazio e un limite di durata.

Ecco come lo realizzo: identifico un posto in cui poter stare da solo e determino un tempo di durata definito.

Successivamente mi dedico a pensare solo alle mie idee meravigliose, ovvero proietto una situazione ideale in cui poter vivere l’emozione più profonda di realizzazione di ciò a cui ambisco.

Potete portarvi con voi dei fogli per disegnare, un quaderno su cui prendere appunti, un tablet per scrivere.

Descritto così sembra estremamente semplice e scontato ma in realtà arrivare a svolgere in modo estremamente utile questo esercizio presenta le sue difficoltà.

L’obiettivo è di uscire, dal vostro angolo, ricchi e carichi di entusiasmo, pronti a condurre con coraggio le vostre idee.

Ecco alcuni spunti per poter arrivare nel tempo a far rendere al meglio questa azione:

  • Iniziate da pochi minuti 15, me fatelo in modo continuativo, ogni settimana ogni 3 giorni…
  • Scegliete di dedicargli tempo, ovvero superate il senso di inutilità che può rappresentare in alcuni momenti, che vi può portare a rinunciare o a sostituirlo con impegni ed incombenze a cui associate una maggior importanza.
  • Prestate attenzione a chi e cosa entra con voi, siete voi a sceglierlo. 
  • Siate possibilisti, concedetevi di far funzionare le cose a cui scegliete di pensare.
  • Date vita alle idee, ai sogni, alle intuizioni, siete nell’angolo di meraviglia quindi potete concedervelo, potete essere liberamente voi stessi

ATTENZIONE!Aprirsi al possibilismo è fantastico, fare entrare ciò che desideriamo e chi vogliamo nelle nostre idee e progetti è una sensazione fondamentale da vivere, utilissima a trovare spinta e forza propulsiva, ma è bene prestare attenzione ad alcuni aspetti.  Godete di tutto l’entusiasmo che vi regala ed utilizzatelo per rendere fattibile, realizzabile, ciò che avete in testa, questi i miei 3 suggerimenti da seguire per far rendere al meglio l’esercizio dell’angolo di meraviglia. 

  • Semplicità
  • Sfera di influenza
  • Principio di realtà

Ve li racconto nel podcast di oggi e vi aspetto per gli approfondimenti all’interno dei miei prossimi eventi.Registratevi al prossimo disponibile all’interno della sezione dedicata sul sito. www.claudiomassa.it/eventi

Miglioramento: percorso o risultato?

Se penso ad percorso di miglioramento pratico, ad esempio la mia lezione settimanale del corso di batteria, ricordo più di ogni altra cosa che, ogni lunedì, vedevo il mio maestro e i miei compagni. Le emozioni e gli attimi di vita legati ai momenti del percorso erano moltissimi.Vivevo una forte passione per ogni singolo centimetro, comprese le piccole conquiste quotidiane di crescita specifica: un rullo, un feel, un pattern ritmico.Un monte di tasselli che insieme, successivamente l’uno all’altro, fanno il peso valoriale del percorso.

In realtà però, accedo al percorso attratto e stimolato dal traguardo della trasformazione, ovvero per ciò che saprò fare una volta terminato. Al momento della scelta, tra l’altro, molti se potessero, si farebbero installare le nuove skills fatte e finite, ignari del valore del percorso.

Quindi, mi approccio all’apprendimento per ciò che saprò fare una volta terminato o per tutto ciò che succederà nel percorso di apprendimento?

Sono mosso dal traguardo trasformazionale da raggiungere ma vivrò nel presente per come si concretizzerà e si manifesterà nella mia vita quella scelta. La mia personale visione è di rendere massima la presenza a noi stessi nel percorso così da potenziare a pieno la trasformazione. Essere nel presente del percorso conferirà forza al tutto, il traguardo passerà in un attimo ma avrà avuto un senso propulsivo.

Nel podcast di oggi vi racconto alcuni esempi pratici presi dai percorsi di miglioramento in cui spesso mi trovo a cimentarmi.
Ne parlo anche durante i miei eventi de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi”, puoi registrarti al prossimo in programma direttamente al link.

Oh Mamma Mamma Mamma

Cari Condottieri Coraggiosi,

Sono cresciuto sportivamente negli anni di Maradona, ero bimbo e vivevo il dualismo Maradona – Platini, assistevo da bordo campo al fenomeno degli olandesi e godevo di tutte le emozioni che accompagnavano quei fantastici anni sportivi.

Scelsi Platini, diventai juventino e guardavo di nascosto i virtuosismi del pibe de oro, negli scontri diretti Juve Napoli sapevo che poteva affondarci. La gente diventava matta per lui, ricordo i filmati di Napoli che, rispetto a Milano sembrava un posto di un’altra terra, un popolo urlante e impazzito intorno al suo idolo.

Nel ’99 all’interno di uno spettacolo sportivo mi serviva una maglia di Maradona, un giorno, camminando al Lido di Milano, vidi un ragazzo che indossava quella vera, con lo sponsor Buitoni e lo scudetto da campioni d’Italia. Gli andai incontro, gli chiesi dove l’avesse comprata, lui se la sfilò e me la regalò.

Quest’anno invece, poco prima delle ferie ero in libreria per scegliere il libro dell’estate, mi piace leggere biografie per entrare nei racconti veri delle persone ed estrarre spunti ed insegnamenti da fare miei.

L’attenzione è stata rapita dalla biografia non autorizzata di Diego, scritta da Jimmy Burns.Non potevo fare scelta migliore, un racconto mozzafiato, denso di emozioni e di tanta verità sulla persona, sul ragazzo che, dalla miseria, ha costruito e vissuto in toto il suo riscatto sociale, sostenuto da una Nazione che lo ha portato in trionfo eleggendolo a proprio idolo in diversi momenti storici.

Ho trascorso giornate a leggere e intanto cercavo altri racconti in internet per assaporare ancora di più la sua storia. Al termine ho avuto la sensazione di consocerlo meglio, di esserne amico e sostenitore. Al rientro a casa ho guardato film e serie su di lui quindi, oggi, alla notizia della sua scomparsa sono particolarmente colpito.

Spesso mi sono chiesto se “Dieci” fosse il numero dei condottieri coraggiosi, pensando a Diego posso dire che in lui ci sono tante caratteristiche a cui potersi ispirare per essere un condottiere coraggioso.

Si prendeva la responsabilità della squadra, si buttava nella lotta con tutto se stesso, senza preservarsi, senza paura di farsi male. Conduceva con coraggio la squadra verso la vittoria, fedele a se stesso e agli altri che, di fatto, lo sostenevano e lo riconoscevano sempre come guida

Il Comfort e ingredienti per le nostre idee

Cari Condottieri coraggiosi, oggi voglio condividere come mi procedo quando mi cimento nella realizzazione di un progetto, alla messa in pratica di un’idea meravigliosa.

Ognuno di noi ha un suo procedimento strutturato, in comfort, che è meglio sia sempre messo in discussione. Ci si arriva per gradi a modificare ciò che ci rende sicuri, si tende sempre ad andare in comfort, quindi a tendere al procedere per come siamo abituati a fare. Questo riguarda anche la messa in pratica di idee e progetti. Esiste un procedimento che secondo noi è la strada e che prevedere quelle determinate fasi e quelle determinate azioni.Il primo consiglio che condivido è quello di diventare consapevoli del nostro procedimento, del modo con cui battezziamo la strada giusta: “si fa così”. Successivamente di prendere ogni singolo tassello e “stressarlo”, chiederci insomma se ha senso, se lo stiamo facendo al momento giusto, perché e, soprattutto, accorgersi se noi, abbiamo bisogno di occuparci di quella cosa a prescindere dal fatto che sia sensata, giusta corretta. Se traiamo sicurezza dal dedicarci ad un particolare azione di preparazione del progetto, oppure necessitiamo comunque di anteporre un’operatività ad un’altra teoricamente più corretta, trovo giusto seguire questa inclinazione, almeno fino a quando saremo pronti a modificarla, a cambiare la nostra condizione, quindi quando avremo maturato una nuova consapevolezza.Se per me è fondamentale scrivere a mano l’idea progettuale, fare disegni, schematizzare concetti, che sia quella un’azione realizzativa. Indipendentemente dalle teorie più quotate sulla realizzazione dei progetti, da cui vale sempre la pena prendere spunti e ascoltare istruzioni ma che dobbiamo sapere inserire nel nostro personale percorso di pratica.
C’è chi parte da scrivere, chi da contare, chi investe giorni e settimane e soldi, in immagini grafiche; ognuno preso dalla sua convinzione che quel passaggio gli servirà e gli sarà utile per compiere il prossimo passo. Un Condottiere Coraggioso, quindi, segue questa pulsione e si alimenta di informazioni per diventare consapevole del perché utilizza i suoi strumenti. Nel percorso di pratica possiamo maturare anche queste chiavi di lettura del nostro essere Condottiere Coraggioso, queste modalità sono processi di miglioramento personale. Nel podcast vi racconto i miei punti fissi, di questa fase, l’ho personalmente chiamato “Avanzamento a macchia”.

Vi aspetto ai miei Eventi “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi

Avere un allenatore è magnifico

Cari Condottieri Coraggiosi,

Siamo sempre in grado di trovare gli stimoli giusti per noi per progredire nel miglioramento? Pensare noi stessi alla nostra preparazione è sempre la scelta azzeccata?
Negli ultimi anni mi ritengo molto fortunato perché, nel nuoto, sono sostenuto dall’allenatore, anzi dagli allenatori. Ecco alcuni spunti su come può influire sul nostro miglioramento la scelta di avere un allenatore accanto:

  • L’allenatore è fuori da noi, quindi ci può consentire di affrontare la prestazione allenante senza il coinvolgimento emotivo che ci condiziona vivendo gli sforzi dall’interno. Ne osserva l’esecuzione, la misura, la sostiene con una distanza emotiva funzionale al miglioramento stesso della prestazione.
  • Diventa il nostro locus of control esterno, gli diamo il potere del “giusto”, gli affidiamo la guida, il controllo. Area fondamentale per tendere al miglioramento, l’abbassamento del controllo su di noi e sui nostri pensieri.
  • Può diventare la presenza anche nei momenti in cui non è lì con noi, la figura a cui rendere conto del nostro lavoro. Questo influisce sulla qualità del nostro impegno in allenamento.
  • Può fare cose che noi non controlliamo, prendere un tempo, decidere un esercizio fuori programma, aggiungere del lavoro.
  • Ci parla, ci dice parole, bravo, bene, forza, migliora, dai… quindi genera in noi un’aspettativa di feedback della nostra prestazione offrendoci quindi un motivo in più per fare l’allenamento…

Sicuramente, nel tempo me ne verranno in mente altre, nel podcast di oggi qualche aneddoto vissuto dall’interno pensando proprio al valore dell’allenatore.

La presenza funzionale di un allenatore lavora su un aspetto su cui consiglio sempre di riflettere per la propria crescita che è la fiducia. Affidarsi, concedersi, dare fiducia è il presupposto affinché il lavoro del miglioramento sportivo abbiamo senso ed efficacia. Come in tutte le relazioni, anche in quella con l’allenatore, avere fiducia l’uno nell’altro garantisce il miglior scambio possibile. Ascoltare l’allenatore, chiedere e approfondirne i consigli e le scelte tecniche, ma anche eseguire impegnandosi al massimo, i suoi programmi, mettere in pratica al meglio e rispondere a stimoli nuovi idee e suggerimenti. 

Allenare il miglioramento nello sport, per trovare riscontro nella quotidianità. Torniamo spesso su questa dimensione di stimolo per stimolare la nostra crescita. Scegliere un allenatore può essere una scelta anche per la vita quotidiana, per prepararsi e migliorare nel percorso di attuazione delle nostre idee e dei nostri progetti.

Se desiderata approfondire tutto ciò che sottende alla pratica del miglioramento, è arrivato il momento di condividere questo percorso… partecipate al “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi” scopri sul sito la prossima data gratuita e registrati.

Alleniamoci per realizzare noi stessi, mettiamo in pratica le idee ed i progetti per tendere al miglioramento.
(Un dedica speciale ai miei allenatori Malco e Giorgio e al mi supporter Alessio).

Formazione personale e realizzazione di idee

Cari Condottieri Coraggiosi,
nel perseguire il mio miglioramento, nutro il mio entusiasmo e il mio Sole? Agire sul proprio miglioramento personale come influenza il percorso di realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee meravigliose?

Immaginiamo di riferirci ai “corsi di formazione”, ovvero tutte quelle attività che ognuno di noi sceglie di intraprendere per modificare, incrementare, arricchire, le proprie competenze e le proprie conoscenze, le proprie abilità.

Ce ne sono di tutti i tipi, alcuni molto tecnici, abilitanti per alcune mansioni professionali, scelti, magari, per poter svolgere nuovi lavori, altri che riguardano miglioramenti su capacità maggiormente trasversali come il comunicare, il guidare un gruppo.Realmente un mondo vasto a cui ognuno di noi può accedere per passione, per esigenze legate alla propria sfera personale o per motivi professionali.

Io adoro imparare nuove cose e trovo molto stimolante tutto ciò che genera apprendimento continuo; l’esempio della mia vita che porto spesso è la musica. Suonare uno strumento musicale è una sfida quotidiana fatta sempre di nuovi apprendimenti, c’è sempre da imparare un tecnica nuova, uno stile, un modo artistico.
La ricerca di miglioramento può quindi essere un elemento in cui trovare l’entusiasmo per sostenere il lungo percorso di realizzazione di idee e progetti. Ecco alcune considerazioni a supporto delle scelte individuali dei percorsi di miglioramento.

  1. Credo fortemente che un Condottiero Coraggioso debba ricercare il miglioramento, condurre prevede anche ispirare, spesso possiamo trovare all’interno di nuovi contenuti esempi, spunti, stimoli che ci possono servire per esercitare il nostro ruolo e per rafforzare il percorso di realizzazione dei progetti. Destiniamo tempo all’apprendimento e occupiamoci di riempirlo con attività formative, applichiamo quanto imparato nei nostri percorsi per fare esercizio.
  1. Ricerchiamo la consapevolezza di cosa e perchè vogliamo migliorare. Questo per allineare sempre alla motivazione ciò che facciamo. Miglioriamo tanto maggiore è la nostra disponibilità e motiva a metterci in gioco e a fare tutte le cose che il percorso di crescita prevede.
  1. Alleniamo il miglioramento ovvero ricerchiamo nelle abitudini quotidiane spunti e metodi per renderci “plastici”. Diventiamo delle spugne, pronti a reagire in fretta ai nuovi stimoli. Per fare questo ci sono delle tecniche, alcune ve le racconto nel podcast.

Nel podcast approfondisco anche la relazione che esiste tra, l’occuparsi della propria formazione e del proprio miglioramento e la realizzazione delle proprie idee meravigliose.

Tutti spunti presenti anche negli incontri de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi“, trovi al link tutte le informazioni per partecipare al prossimo in calendario.

Circondati dall’incertezza

Cari Condottieri Coraggiosi,
inutile nascondersi e fare finta di niente, conta sicuramente avere un approccio ottimista e fiducioso nel futuro ma, diciamocelo, è realmente un momento estremamente complicato e complesso in cui ognuno di noi ha la sua parte di disagio e difficoltà.

Stiamo attraversando un periodo molto complicato e difficile da governare e, tra le cose su cui mi trovo spesso ad impattare, c’è l’incertezza e il suo effetto nella vita di tutti i giorni.Il nostro cervello cerca sempre di proiettare cosa succederà nel futuro, ha bisogno di “accendere la luce” nella stanza buia per rassicurarsi; lo fa continuamente! È il suo modo per uscire da stati d’animo che governa difficilmente quelli che generano apprensione perché non si sà cosa accadrà; quindi proietta, ovvero prende informazioni dal presente e crea immagini del futuro. L’attuale situazione di continuo cambiamento, il perdurare di continui cambi di scenari agisce sulla capacità di fare proiezioni più o meno certe, lasciandoci, nella maggior parte dei casi, con stati d’animo difficili da gestire.Questo si amplifica anche perché le sfere della proiezione incerta riguardano aspetti molto delicati come la salute, nostra e dei nostri cari, le opportunità di lavoro e le condizioni sociali.Confesso che sono a corto di lungimiranti consigli in quanto anche io avverto la fatica dei tanti mesi trascorsi in questa situazione, mi limito quindi a condividere i 3 principali processi che, personalmente attuo per convivere al meglio con questo incerto periodo.

  • Area di influenza:
    mi sforzo di continuare ad applicarmi sia nel pensiero che nella pratica a tutto ciò che può dipendere da me e solo da me. Mi dedico ad esempio a progettare, scrivere, creare contenuti, sistemare, riordinare
  • Miglioramento personale;
    studio e mi esercito, leggo e guardo video tutorial per arricchire il mio know-how, non solo professionale.
  • Pratica del qui ed ora;
    mi esercito praticamente nelle cose che realizzano a pieno la mia presenza, sport, suono la batteria e le percussioni.

Nel podcast di oggi approfondisco qualche riflessione in più sulla resistenza all’incertezza, sulla pratica esperienziale e sul self help proprio a supporto del periodo.

Anche questo argomento si inserisce nell’attenzione alla cultura del miglioramento e ne parlo diffusamente durante gli incontri de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi“, trovi al link tutte le informazioni per partecipare al prossimo.

Battute d’arresto

Cari Condottieri Coraggiosi,

nel percorso di realizzazione delle nostre idee meravigliose, può capitare (spesso) di rallentare, di sentirsi fuori strada, di svegliarsi all’improvviso in un altro posto e non nell’incantato paradiso in cui tutto ciò che abbiamo in testa splende e brilla trovando le migliori e più agili soluzioni per arrivare in fondo.

Ho elencato alcune possibili situazioni in cui potrà capitare di trovarsi mentre si realizzano i propri progetti, fasi che possono portare a riflessioni differenti, a riprogettare passi del percorso.

  • Piace solo a me

La mia idea, non incontra l’entusiasmo di chi i sta intorno, dei miei interlocutori o, anche solo, delle persone a me vicine. 

  • Resistenze

Nel percorso di ricerca della miglior strada per mettere in atto le fasi del progetto, incappo in resistenze, di cose e persone, ovvero di elementi che ne impediscono la realizzazione.

  • Le motivazioni

Fatico a spingere perché mi accorgo che ho calibrato male le motivazioni, ovvero, non ho compreso bene come il progetto potrebbe innescare in altre persone la spinta per portarlo a termine.

  • I bisogni

Preso dall’idea e dall’emozione di farla come l’ho concepita, trascuro i bisogni del target da coinvolgere, del contesto di applicazione.

Succede, molto più di quanto possiamo pensare, per questo ci tengo a rimarcare due modi di agire che tengo fortemente presente nel tentativo di superare ogni battuta d’arresto:

  • Il primo è di rafforzare la consapevolezza di poter agire solo su cose che dipendono da me, quindi all’interno della mia area di influenza; in questo modo posso circoscrivere fortemente il mio agire eliminando dal mio modo di pensare il dare “la colpa” agli altri o attribuendo a fattori esterni il non funzionamento delle mie azioni.
  • Il secondo è di ricercare all’interno del mio primo principio ispiratore una nuova soluzione; come e dove posso migliorare. Una battuta d’arresto è una retro-informazione in grado di darmi suggerimenti per una nuova e più efficace progettazione.

Quindi, relativamente alla possibilità di migliorarsi, se avessimo la possibilità di tornare indietro… come attueremmo il nuovo processo pratico? Nel podcast di oggi approfondisco questa risposata, raccontando la mia esperienza su processare le informazioni per ripraticare le proprie azioni…

Sul miglioramento ne parlo diffusamente agli incontri de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi“, trovi al link tutte le informazioni per partecipare al prossimo in calendario.

Sul Miglioramento… tornassi indietro rifarei tutto

Cari condottieri coraggiosi,

a molti di noi è capitato spesso di ripetere la frase “Se tornassi indietro rifarei tutto”. Un modo di dire utilizzato per rafforzare la piena coscienza con cui, nel passato si sono compiuti alcuni particolari passi; un modo per evitare di negare sè stessi, per accettare pienamente il proprio presente e anche per sottolineare, in alcuni casi, la buonafede con cui si è arrivati ad oggi, errori compresi.

Nella realtà, però, mi viene da dire che, se ne avessimo la possibilità, difficilmente rifaremmo tutto nel medesimo modo.

Trovandosi all’interno di un contenitore che parla di mettere in pratica idee e progetti, queste riflessioni appartengono certamente al “percorso del fare”. Un tragitto che ci offre grandi opportunità per sviluppare la nostra consapevolezza e quindi portarci verso il nostro cambiamento.

Se tornassimo indietro, come “rifaremmo” le cose?

2 considerazioni in merito:

  1. L’Agire, già mentre si compie, innesca il meccanismo della riprogettazione attraverso il feedback. Soprattutto quando non ho mai fato una cosa, le informazioni che acquisisco nel realizzarla sono molte e parecchie di queste vengono processate mentre le agisco e, in modo inconsapevole le rendo nuovamente pronte per una seconda applicazione ottimizzata. A questo si aggiunge la riprogettazione consapevole, ovvero quella fatta da noi. Per intenderci mi riferisco tutte quelle riflessioni che ci fanno dire, la prossima volta mi comporto in questo modo, rifaccio quel percorso ma invertendo alcune azioni del processo… etc.
  2. Un forte condizionamento nel fare e rifare le azioni è rappresentato da ciò che per noi si trova “in comfort”, ovvero all’interno di un’area più immediata, più facile da innescare. Posso citarvi due  riferimenti di questo processo d’azione:
  • ciò che mi piace fare (o che so già fare, o che so fare meglio)
  • ciò di cui sono profondamente (e anche inconsapevolmente) convinto

Quindi, relativamente alla possibilità di migliorarsi, se avessimo la possibilità di tornare indietro… come attueremmo il nuovo processo pratico? Nel podcast di oggi approfondisco questa risposata, raccontando la mia esperienza su processare le informazioni per ripraticare le proprie azioni…

Sul miglioramento ne parlo diffusamente agli incontri de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi“, trovi al link tutte le informazioni per partecipare al prossimo in calendario.