Il contatto con la pratica

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Più volte, nel mio personale percorso di crescita, riesco ad avere acceso a mutate esperienze di consapevolezza, per fortuna. Sostanzialmente cambio idea rispetto a come la pensavo nel senso che rimango aperto a ciò che il percorso, la crescita, può aiutarmi a scoprire, compreso lo sviluppo di nuovi punti di vista relativamente a cose già processate. Nel caso dell’argomento in oggetto, la pratica dell’attività, quando ero più giovane, avevo quasi fretta di smettere di occuparmene per poter “finalmente” accedere a ruoli e mansioni di maggior rilevanza. Oggi ritengo che, nella realizzazione di un progetto di sport e di educazione che prevede l’erogazione di attività pratica per l’utenza, sia fondamentale continuare a mantenersi un accesso alla pratica così da consentirsi una percezione viva di ciò che serve realizzare, con stretto riferimento ai bisogni della società e delle persone. Tale linea di attenzione diretta porta anche informazioni su come raccontare un servizio, ci offre spunti per ragionare sui meccanismi di innovazione, ci porta a verificare i dispendi energetici, nutre la creatività specifica.


A CHI SI RIVOLGE

Nel raccontare questo episodio, mi immagino di parlare a coloro che allenavano e facevano attività in prima linea, che oggi desiderano e ambiscono gestire, ideare, coordinare, condurre e managerializzare chiedendosi se e come continuare a fare attività in prima persona. Mi rivolgo a coloro che in un contesto educativo si trovano a dover coordinare team, tracciare linee guida metodologiche per i propri progetti sportivi ed educativi, estrarne i contenuti e presentarli ai potenziali fruitori.

RACCONTO

Nel condurre il corso per istruttori ed educatori del Centro Nuoto Rosà, presentavo la mia scaletta di esercitazioni previste con l’idea di testare come elementi di marketing potessero entrare nel processo di costruzione di un piano educativo per i camp estivi, mi ero messo in testa questa sfida da realizzare. Ho creato un percorso per verificare quanto ciò che avessi in testa suscitasse interesse ed entusiasmo nei partecipanti. Mi interessava proporre l’attività, in progressione didattica rispetto alla logica della giornata, osservare se e come quanto proponevo tenesse coinvolti i partecipanti. L’osservazione della loro reazione era per me fondamentale per poter comprendere quanto stessi centrando il mio esperimento personale: nutrire il loro bisogno di informazioni coinvolgendoli emotivamente nelle proposte. Raggiungere questo scopo mi avrebbe consentito di poter dimostrare la mia tesi ovvero che l’educatore, l’istruttore che è a contatto con l’utenza è l’anello finale di un processo di realizzazione di una missione educativa che esprime valori e scopi di un più ampio gruppo di lavoro e che è funzionale al perseguimento di risultati anche in termini di funzione sociale che il servizio educativo erogato rappresenta.
Ho alternato esercitazioni ad alto impatto in cui tutti si muovevano e partecipavano a momenti di dialogo e confronto all’interno del gruppo. Cercavo di dare continui strumenti di lettura dell’esperienza che era la cosa per me più importante da far vivere. Io leggevo le proposte e le reazioni del gruppo pensando a quanto l’attenzione al metodo possa ancora fare la differenza e vincere sull’avere esercizi pronti e pre-confezionati da proporre ai gruppi. Per questo, continuavo a spostare l’attenzione sui processi di creazione di un gioco e non sull’esercizio stesso.
Andavo ad ancorare l’esperienza alla creazione di strumenti di feedback per loro stessi, così che potessero comprendere se e come riproporre gli stimoli ricevuti. A me serviva nutrimento per i miei personali test sul metodo e sui principi da perseguire nell’organizzare progetti didattici. (A breve dovrò validare il percorso di formazione per il progetto Coach di Quartiere per formare volontari a fare attività sportiva gratuita per bambini e famiglie con difficoltà socio economiche. Su questo percorso di formazione si baserà molto della strategia di diffusione del progetto stesso, più il metodo sarà efficace, maggiori saranno le opportunità di diffusione del progetto, ecco svelato come la pratica possa avere rilevanza nel sostenere una progettualità di innovazione sociale).

IL CONTENUTO DI VALORE:

Il contatto con la pratica:
Praticare, ovvero tenere un incontro, una lezione formativa, un discorso, oppure condurre una sessione di allenamento, o un’attività educativa a scuola è riconducibile all’andare in scena, in diretta. Ovvero non c’è una seconda occasione per riavvolgere il nastro e sovrascrivere. Quindi è presente quella componente emotiva che arricchisce il momento con un ingrediente molto particolare che, a seconda del carattere di chi conduce, può essere un vantaggio oppure no.
Personalmente considero questo elemento come filo conduttore: più volte nella vita mi sono trovato a condurre e, l’esperienza in sé, è sempre molto unica, soprattutto se arrivo a confrontare i target che, in diversi momenti, ho avuto davanti: bambini piccoli, adolescenti, giovani adulti, studenti universitari, senior; tra l’altro in contesti anche differenti tra loro. C’è un filo conduttore che unisce e accomuna tutte le esperienze passate e, certamente, anche quelle future. La sensazione che vivo di riuscire ad intrattenere, ovvero coinvolgere emotivamente nell’esperienza la mia audience.
Un buon coinvolgimento è un ottimo presupposto per il trasferimento dei contenuti, dal contatto con la pratica ricerco questo elemento prioritariamente, desidero quindi che sia fortemente presente nei progetti che realizzo e nelle attività che conduco direttamente o per tramite di altri professionisti e collaboratori.
Nel perseguire intrattenimento ecco alcuni elementi che suggerisco di allenare, alimentare e nutrire attraverso pratica e formazione:

  • Metodo.
    • Credo che un buon metodo di lavoro, un processo schematico di erogazione che contenga le più variegate proposte sia un ottimo modo per sostenere ogni performance pratica. Avere schemi che si ripetono fatti da successioni di momenti ci aiuta a dare ordine e ad appoggiarci per creare ed emozionare. come esempio cito 3 dei miei riferimenti metodologici:
      • Il Contenitore Vuoto
        • uno schema di confini che riempio ogni volta con contenuti diversi a seconda del contenitore. Il tipico contenitore vuoto di una lezione può essere: MOMENTO INIZIALE, MOMENTO CENTRALE E MOMENTO FINALE. Ogni momento ha le sue caratteristiche e in base a quelle sceglo in modo più adeguato i contenuti. Ogni spazio del Contenitore vuoto può, a sua volta, ospitare altri sotto-contenitori.
      • Ritmo incalzante
        • orientare il proprio intento all’organizzazione del lavoro affinchè tra una proposta e l’altra sia poco il tempo di latenza in cui può disperdersi l’attenzione degli utenti
      • Misurazione dei numeri di coinvolgimento
        • i 2 numeri da verificare sono quello relativo alle pause e quello che risponde al numero dei soggetti coinvolti nell’esercizio. Sono entrabi influenzabili da scelte organizzative. Proporre attività che coinvolgano tutto il gruppo, fare in modo che l’organizzazione dei giochi riduca i tempi di attesa. (file lunghe)
    • Stimolo dell’attenzione.
      • sorpresa e novità
        • all’interno dello schema metodologico, garantire sempre uno spazio alla sorpresa, alla novità; condire con un po’ di incertezza la giornata dei nostri utenti per riservargli quel pizzico di fascino della scoperta, il gioco a sorpresa, un golden point fuori programma.
      • interazione tramite domande e proposte
        • interrompere le attività e chiedere interpretazioni, approfondimenti, sensazioni
      • coinvolgimento attivo nel programma
        • assegnare ruoli ai partecipanti, chi può segnare i punti, chi fa le squadre, chi si occupa di aiutare a preparare un gioco…
    • Trasferibilità di elementi da altre discipline
      • Riportare cose imparate in altri contesti all’interno dell’attività che stiamo facendo, i simboli del marketing possono essere un ottimo modo per lavorare sull’appartenenza, le tecniche di comunicazione utilizzate nel business possono ispirare esercizi per favorire il dialogo e il coinvolgimento nel gruppo
      • Riportare cose imparate in altri contesti all’interno dell’attività che stiamo facendo, i simboli del marketing possono essere un ottimo modo per lavorare sull’appartenenza, le tecniche di comunicazione utilizzate nel business possono ispirare esercizi per favorire il dialogo e il coinvolgimento nel gruppo

    Nel CONTATTO CON LA PRATICA, ricerco e ritrovo spunti per verificare idee e progetti, per farlo è fondamentale:

    • Osservazione attiva dei partecipanti durante la conduzione. Guardando le loro reazioni capisco se e quanto sono coinvolti
    • Feedback formali creare dei momenti in cui fate una raccolta di feedback su determinati aspetti che volete verificare
    • Domande informali nei momenti di transizione o pausa, chiedete esplicitamente a qualcuno come sta andando.

    “Vi confesso che, quest’anno, Ho sofferto tremendamente le lezioni on-line, fatica a capire se e come stessero andando le mie conduzioni”.
    Qualche riferimento conclusivo sull’importanza del tenere vicina la pratica e del come arrivare a farlo anche da adulti e mentre si evolve nel proprio ruolo professionale.

    Nel caso della conduzione di progetti e attività educative e sportive ecco alcune domande da farsi per comprendere il ruolo del rapporto con la pratica:

    • Che ruolo ha il praticare tutto o parte del processo che ci troviamo ad insegnare proporre e addirittura a vendere?
    • Come e cosa si può praticare di ciò che insegniamo o chiediamo di insegnare ai nostri tecnici ed istruttori?
    • In che tipo di erogazione credo, cosa deve generare secondo me oggi la pratica e quali caratteristiche deve avere il metodo e l’approccio educativo nelle attività?

    Ognuno potrà trovare le proprie risposte, il contatto con la pratica garantisce la possibilità di verificare se la dimensione di attività pensata è attuale e utile all’utenza.
    La pratica è un test, per garantirmi micro unità in cui verificare ciò che poi mi consente di scrivere, riflettere e pensare ad idee di progetti imperniati sull’erogazione.

    Questo è il motivo per cui mi salvo alcuni slot annuali in cui mi metto in gioco, vado a realizzare io in prima persona le attività che voglio testare e su cui poi vado a progettare l’intera dinamica progettuale.

    Ecco alcune delle cose pratiche che mi concedo di realizzo direttamente:

    • giornate per istruttori sportivi, massimo 3 all’anno, in genere sul tema dei centri estivi perché consente di testare più temi compresa la relazione tra marketing e prodotto.
    • unit per educatori, (2/4 annue) collaboratori diretti che dovranno ispirare e stare con utenza
    • lezioni universitarie (2/4 annue)
    • sessioni di businesscoaching ad imprenditori del mondo dell’innovazione sociale e dello sport,
    • webinar su progetti speciali (Insegnanti sul tema dell’educazione civica, corsi per volontari,)

    Potrei fregarmene della pratica perchè ora ho prevalentemente ruoli gestionali ma è ancora troppo rilevante nel farmi capire e orientare, mi da contatto.

    Nel rapporto con altri istruttori ed educatori che devo coordinare o con cui sono chiamato a collaborare, dal mio rapporto con la pratica capisco se l’istruttore/educatore, mi percepisce, può seguirmi, si nutre delle mie intuizioni e sperimentazioni.
    Posso raccogliere da loro stimoli e idee per innovare e progettare prodotti e servizi superpower in grado di rappresentare un’offerta educativa al passo con ciò che l’Innovazione Sociale merita di realizzare.

    In un processo evolutivo ecco alcuni elementi da considerare relativamente al rapporto con la pratica:

    • considerate l’osservazione ed il coordinamento come strumenti di accesso alla pratica.
    • Proponete e partecipate a focus group in cui create scambio e partecipate alla scelta definendo degli aspetti cardine da rispettare.
    • Praticare il processo aiuta a tenerlo vivo.
    • Se dovete coordinare gli istruttori, gli educatori, vi serve mantenere un’apertura alla pratica diretta dei metodi e dei processi.
    • Posso stabilire un legame di scambio e trasferimento sulla pratica con una persona che ho incaricato di dedicarsi alla sperimentazione dei processi.
    • Se sono un istruttore, è bene praticare alcuni gesti, giochi e stare molto a contatto con l’erogazione tanto da comprenderne sempre l’efficacia, la buona progettazione e la buona esecuzione.
    • Mettetevi dall’altra parte, partecipate a corsi e sessioni in cui subite la didattica altrui e pensate a come innovarla e migliorarla con la vostra attitudine da istruttori condottieri
    • Auto ispiratevi partecipando ad un corso e mettendo in pratica le vostre idee meravigliose, e le vostre intuizioni

    Dal racconto di questa giornata vi presenterò ancora un tema per approfondire altri elementi utili a comprendere il percorso di progettazione e di esistenza di idee e progetti nell’innovazione sociale:

    • la relazione tra prodotto e marketing

    Se ti interessa proseguire l’esperienza sui temi della Conduzione Coraggiosa e della progettazione di sport ed educazione nell’innovazione sociale, puoi leggere quanto scritto qui sotto.

    PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE

    Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.

    I temi saranno i seguenti:

    1. Per il Condottiere Coraggioso:
      • Riflessioni di Mentalità e di approccio all’Innovazione Sociale
      • Primi strumenti di Cultura di impresa
      • Allenarsi all’Innovazione Sociale
    2. Contenuti specifici:
      • Comunità Educante
      • Paternariati territoriali
      • Networking
    3. Materiali:
      • Video didattici
      • Download con schede/esercizio
      • Case History

    Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative.
    Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email.

L’istruttore condottiere, come ispirarsi per poter innovare i progetti

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Nel raccontare di sport ed Innovazione Sociale, nel declinarle le diverse sfaccettature professionali con cui mi trovo ogni giorno a contatto, oggi ho piacere a condividere alcune riflessioni emerse durante il corso che ho tenuto per istruttori sportivi in una società di nuoto. Voglio dare spazio ad approfondimenti su come questa esperienza mi abbia consentito di generare ed ottenere, al tempo stesso,  enorme valore professionale. Nello specifico vi racconto dell’Istruttore Condottiere, dell’importanza che ha per me il contatto con la pratica, senza tralasciare l’importante relazione con gli approfondimenti sulla Cultura di Impresa dove nello specifico mi focalizzo sulla relazione tra prodotto e marketing. Seguendo questi temi ho diviso in 3 il contenuto


A CHI SI RIVOLGE

Nello scrivere queste parole mi immagino di parlare a coloro che, partendo da una base di amore per lo sport, hanno scelto di dedicarcisi come professionisti, indipendentemente dal ruolo che, nella filiera, rivestono. Penso spesso di parlare a Giovani che arrivano da un percorso di pratica e che sentono forte la chiamata per proseguire il rapporto con queso mondo anche da adulti e da professionisti. A loro, ma non solo, rivolgo questi spunti di interpretazione dello sport verso L’innovazione Sociale che, oggi più che mai, necessita di protagonisti in grado di ri-orientarne l’efficacia e la funzione.
Mi auguro anche di poter ispirare chi guida se stesso nello sport da tempo e tiene vivo ancora il sogno di realizzare cose di grande valore.
Questo articolo può essere interpretato da diversi punti di vista, dall’istruttore educatore, dalle figure di coordinamento e di management delle società, dai conduttori delle attività.

RACCONTO

Domenica 16 Maggio, sono stato accolto dal Centro Nuoto Rosà, di Bassano del grappa, per tenere una sessione di aggiornamento sulle attività estive. 4 Ore per trasferire stimoli, contenuti e modalità utili a creare insieme al gruppo progetti e attività estive il più adeguate possibili per bambini e famiglie.
Da qualche tempo, mi tengo ogni anno 2/3 giornate, per realizzare attività di formazione con educatori ed istruttori su temi che siano anche legati ai contenuti delle attività. Questo mi serve per mantenere contatto con la dimensione pratica e attuativa dei progetti di sport e di educazione. E’ uno stimolo fondamentale per poter poi progettare tutto ciò che sta sopra alle azioni che tramite gli istruttori arrivano agli utenti. Senza il respiro delle sensazioni faticherei a comprenderne attualità, efficacia e senso, sarei molto più sterile nello scrivere, nel progettare, nel motivare partner e collaboratori.
La giornata era carica di emozioni, pensate che, proprio quel giorno, i collaboratori della società si incontravano in presenza dopo 8 mesi. Avevano una voglia matta di fare e mettersi in gioco e questo è stato per me di grande stimolo.
Il centro sportivo molto accogliente ed estremamente adeguato per l’attività, con l’opportunità di poter fare sia attività al chiuso che all’aperto.
La richiesta era stimolare, con attività e proposte pratiche, la fantasia e la propositività degli educatori verso l’attività dei centri estivi in procinto di iniziare, considerando anche le eventuali necessità di prestare attenzione al particolare momento post-pandemico. In questa richiesta ho letto la voglia di guardare oltre la semplice erogazione del servizio, mi è arrivato un grande senso di responsabilità per il valore che, soprattutto la prossima estate, avrà un centro estivo. Cura e attenzione per le persone, sia gli istruttori, che i bambini che parteciperanno. Ognuno con il proprio vissuto e con la personali emozioni che si porta dopo questi ultimi particolari mesi.

SVILUPPO

L’Istruttore/educatore Condottiere:
Spesso constato concretamente che siamo il frutto delle esperienze che viviamo e più ci lasciamo permeare da queste traendone le informazioni utili, maggiori saranno le possibilità di far fruttare al meglio tutto ciò che abbiamo fatto.
Oggi mi trovo spesso a parlare di sport e di progetti sociali di impresa e, nel farlo mi accorgo che raccolgo informazioni dall’interno percorso maturato in questo settore.
Come molti ho iniziato facendo l’istruttore, appassionandomi di apprendimento e di tecniche di trasmissione, ricerca didattica in ambito sportivo ed educativo.
Sono sempre stato affascinato dalla ricerca innovativa, ovvero la sperimentazione pratica di modi, mezzi e metodi che potessero migliorare ciò che già esisteva.
La mia tesi universitaria nel 2000 è stata la presentazione di un CD-Rom di gestione con giochi ed esercizi per scuole-sport di avviamento allo sport di base. Progetto che oggi farebbe ridere per la diffusione e la crescita che ha avuto il digitale, a quei tempi però era una novità.
Anche nel 2000 a darmi lo stimolo per ideare una soluzione di gestione era la pratica, il campo, la sperimentazione.

Oggi mi sento stimolato dalla ricerca di nuove soluzione sociali, che mettano sport ed educazione nelle condizioni di poter fare davvero la differenza in termini di valore generato a bambini e giovani soprattutto, alle persone in generale.

Parlando di Conduzione Coraggiosa, ognuno può essere condottiere coraggioso in ogni punto della filiera, un elemento di estremo valore nell’intera catena che porta valore agli utenti sono gli istruttori, gli educatori i tecnici, gli insegnanti. Ovvero coloro che poi agiscono a diretto contatto con gli utenti.

Chi eroga ha un compito delicatissimo che è la finalizzazione di un percorso progettuale di insegnamento più ampio che magari fa riferimento a sovrastrutture come la società sportive di appartenenza, il particolare percorso educativo o sportivo.
Che sia una settimana di centro estivo o anni di rapporto tra allenatore e atleti, possiamo essere rilevanti nel percorso di crescita dei nostri giovani, possiamo, ispirare, condizionare educare, portare valore.
Questo processo avviene a prescindere, ovvero, solo per il ruolo che riveste, un istruttore o un allenatore, è in una posizione di particolare rilievo educativo, può incidere, può fare la differenza, nel bene e nel male.

Ecco perché trovo utile, fondamentale, necessario coinvolgere gli istruttori nel percorso di conduzione coraggiosa.
Nella catena del valore generato, a quel livello si può creare, ideare innovare per incidere ed essere rilevanti. C’è un’area infinita di ricerca e sperimentazione. In questo ruolo si incide verso il basso (l’utenza) e si favorisce crescita, ricerca e sviluppo verso l’alto (la società sportiva o il contesto in cui si opera).

L’istruttore Condottiere, è tale perché consapevole del suo ruolo e del valore che può portare all’intero processo di erogazione dei servizi. È lui responsabile della sua continua ricerca di miglioramento per sè e per il contesto.

Concludo questa prima riflessione evidenziando tre modalità con cui andare ad interpretare e vivere l’importanza di un Istruttore Condottiere:

  1. Nel condurre un’impresa, soprattutto in ambito socio educativo (lo sport rientra a pieno titolo in questa categoria di attività) saper riconoscere queste caratteristiche in una persona è fondamentale, individuare elementi di conduzione coraggiosa nelle persone che andranno a gestire staff educativi o avranno contato diretta con l’utenza può fare la differenza.
  2. Se avete un ruolo di coordinamento e/o di management considerate a pieno il valore di chi si troverà a contatto con l’utenza. Favoritene la crescita e verificate che l’offerta formativa, educativa, sportiva, sia sempre allineata ai valori della società che rappresentate. Se avete modo, garantitevi occasioni di contatto e di pratica dei processi di erogazione dei servizi, riprocessateli anche attraverso i contributi degli istruttori condottieri per favorire scambio e aumento di valore dell’offerta formativa. Lasciatevi nutrire e contaminare dagli istruttori condottieri per accrescere continuamente il vostro knowhow.
  3. Se siete voi l’Istruttore Condottiere vivete a pieno il ruolo chiave che avete nell’essere voi a contatto con l’utente finale, arricchitevi tramite ispirazione, formazione, studio. Impegnatevi nel processo innovativo per fare la differenza con gli utenti generando valore anche alla società e al contesto in cui state operando e che vi consente di poter realizzare questa importante parte della vostra identità, l’istruttore condottiere. Mantenete continuamente un processo attivo nella ricerca e nella sperimentazione delle vostre idee meravigliose per ciò che concerne la ricerca educativa e l’innovazione nella didattica applicata.

Distribuire su questi tre livelli, il pensiero organizzativo e manageriale di un processo educativo è già un risultato di grande valore. Un’attenzione che sposta il servizio dall’essere semplicemente un offerta di risposta a un bisogno e lo colloca in una modalità Innovativa. La persona è al centro (utente, istruttore, coordinatore, conduttore) e da questo punto fermo nasce il processo di pensiero di progetti che realizzino impatti rilevati e realmente innovativi.

Dal racconto di questa giornata vi presenterò ancora due temi per approfondire altri elementi utili a comprendere il percorso di progettazione e di esistenza di idee e progetti nell’innovazione sociale:

  • Il contatto con la pratica
  • la relazione tra prodotto e marketing

Se ti interessa proseguire l’esperienza sui temi della Conduzione Coraggiosa e della progettazione di sport ed educazione nell’innovazione sociale, puoi leggere quanto scritto qui sotto.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale.
Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore.
Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione.
Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE

Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.

I temi saranno i seguenti:

  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History

Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative.
Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email.

Segnali dalle Istituzioni per lo SPORT & INNOVAZIONE SOCIALE

DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Il mondo dello sport per tutti, dell’associazionismo sportivo legato alla pratica e alla promozione delle attività di base è spesso animato da lamentale, la maggior parte di enti e federazioni faticano a proporre soluzioni efficaci e stabili per garantire progettualità al sistema dell’associazionismo sportivo. Una delle conseguenze è una scarsa proposta professionale, sia in termini di offerta formativa all’utenza che per ciò che concerne le opportunità di accogliere professionisti formati che dedichino le loro carriere professionali allo sviluppo dei movimento socio-sportivi. Un circolo vizioso probabilmente destinato all’implosione, se non per tutte le sue componenti, almeno per quelle che si rifiutano di osservare i cambiamenti e cogliere le possibili opportunità.
Con questo contenuto voglio iniziare a raccontare la mia personale lettura del processo di cambiamento che ho percepito rispondendo ai bandi emanati da sport e Salute e destinati ad associazioni e società sportive. Raconterò la mia lettura professionale degli avvisi pubblici, descriverò quelle che secondo me, a medio e lungo termine, potranno essere delle buone strade di orientamento professionale, trasferirò elementi della mia esperienza pratica di attivazione di idee e progetti imprenditoriali.


A CHI SI RIVOLGE

Nello scrivere queste parole mi immagino di parlare a giovani che desiderano lavorare come professionisti nello sport e nell’innovazione sociale magari con l’ambizione di realizzare proprie idee e propri progetti.
Mi auguro anche di poter stimolare riflessioni e, perché no, commenti e risposte, da professionisti che operano nei ruoli dirigenziali e di management di enti no profit (non solo sportivi).

RACCONTO

“Hai visto i nuovi bandi del CONI?” Questo è stata la domanda di un collega presidente di una società sportiva. Per dare seguito alla sua domanda ho cercato in rete e mi sono accorto che il CONI non aveva emanato bandi. Si trattava infatti di Sport & Salute.

Caro Condottiere Coraggioso,
ti racconto questo aneddoto prima di entrare nel contenuto che voglio trattare, proprio perché lo ritengo rilevante nel processo di consapevolezza del cambiamento e quindi delle possibili opportunità professionali che potremo intercettare ora e nel futuro.
Da qualche tempo appartengo anche al mondo istituzionale sportivo rivesto cariche di rappresentanza di federazioni nazionali e ho vissuto il processo di nascita della nuova istituzione Sport e Salute. Tralasciando le caratteristiche politiche della vicenda, c’è un elemento di contenuto forte e rilevante che mi ha colpito e che mi è arrivato in modo chiaro.
Ho avuto la sensazione che l’emanazione di questi due bandi si stesse rivolgendo proprio all’animo del Condottiere Coraggioso che c’è in me. Ho vissuto l’avviso pubblico come un’apertura verso la progettazione strutturata dello sport come strumento di inclusione sociale. Un allargamento sostanziale del raggio di utilità degli enti che svolgono lo sport di base. Leggo come una dichiarazione di esistenza di un contenitore istituzionale e riconosciuto che accoglie anche la dimensione non solo agonistica e tecnica dello sport. Se su questa riflessione appoggio anche dei ragionamenti numerici, arriva velocemente la constatazione che forse è molto più larga la fetta della pratica ludica e amatoriale che non quella realmente sportiva e agonistica. Conferendo alla dimensione sportiva ANCHE questo riconoscimento ne si legittima e consacra il potenziale di strumento formativo, inclusivo e socialmente utile.
La ricaduta per la dimensione professionale è una conseguenza di questa visione. Si può quindi concepire una nuova forza progettuale e tutta una serie di azioni che potranno favorire anche una legittimazione professionale di contenuti, attività e professionisti in grado di generare valore da questo importante processo.

SVILUPPO

Fatte queste debite premesse, arrivo a dirvi perché, secondo me, un professionista dello sport, o colui che ambisce a rivestire un ruolo professionale nel panorama dei servizi sportivi e di innovazione sociale, insieme a un conduttore di attività sociale educativa e sportiva, deve essere contento dell’uscita dal bando “Quartieri”.

  1. FINALMENTE i destinatari sono ASD e SSD.
    Per molto tempo mi sono occupato di ideare, far crescere e realizzare progetti di promozione sociale in cui lo sport e l’educazione sono sempre stati messi al centro come contenuto di valore. La difficoltà è sempre stata quella di dovere chiedere se anche una ASD o una SSD potesse partecipare al bando, in alternativa si creavano paternariati con altri enti del privato sociale e del terzo settore che, però, toglievano focus alle azioni.
    Inoltre la leggo come una dichiarazione di legittimazione all’esistenza.
  2. Catena del Valore.
    L’avviso pubblico è un invito a ragionare sul valore sociale generato dal progetto, sulla sostenibilità nel medio e nel lungo termine, su logiche di progettualità territoriale che puntino a creare valore alla comunità ed alle persone che la vivono allargando lo sguardo a tutte le fasce sociali. Questo inizia a stimolare nuove sinapsi in cui anche la pratica sportiva da parte di soggetti appartenenti alle fasce deboli può essere considerata nello sviluppo di impresa della società sportiva.
    “Offrire servizi di valore a categorie fragili e deboli può coincidere con attività di impresa utili a perseguire il sostentamento dell’ente no profit”.
    Trovo rilevante l’inizio di una semina sulla cultura dell’impatto sociale, quindi del risultato, nel tempo, in termini di sostenibilità sociale del sistema generato. Significa che si offre lo spunto per pensare e realizzare inclusione per incidere, oltre che sullo stile di vita dei singoli, anche sul costo degli stessi per la società. Soggetti sani e in armonia con il contesto sociale costeranno meno alla società e saranno maggiormente in grado di generare valore.
  3. Nuovi input economici
    Si rivolgono ad associazioni e società sportiva stimoli economici progettuali, ovvero si presentano opportunità di ricevere contribuzioni economiche a fronte della realizzazione professionale di progetti. Quindi si presuppone l’esistenza, nel mondo sportivo, di professionisti che vengono impiegati per competenze e valore riconducibile a elementi di tipo professionale. La società sportiva stessa quindi si può orientare a progettare, si supera la logica della richiesta del contributo agli enti, delle rendicontazioni fittizie e sterili e figlie di logiche poco progettuali, spesso lobbistiche e politicizzate.

 

COSA MI AUSPICO
  1. Continuità
    Che tale azione possa trovare nel tempo altre e nuove call da parte di Sport e Salute e magari di altre istituzioni, fondazione ed enti, che possano annoverare e riconoscere tra i soggetti beneficiari per contribuzioni su di azioni di innovazione sociale, le realtà sportive.
  2. Possibilità di sostenibilità nel tempo
    Spesso gli avvisi, non sono ricorrenti nel tempo, oppure hanno durata “corta” massimo a 365 giorni. In questo modo si esclude la possibilità di finanziamenti a progetti di continuità, a seconde edizioni. Serve medio lungo termine, serve verifica, supporto e riprogettazione per trovare azioni valide ed in grado di riprodursi nel tempo e, magari, diventare ripetibili su altri territori.
  3. Racconto e diffusione di cultura di impresa nell’innovazione sociale
    Affinché si sviluppi fiducia e credibilità di tale visione progettuale serve dare luce e notorietà a progetti di successo, a racconti di storie vere di come un percorso progettuale di innovazione sociale possa arrivare a trovare successo, valenza e efficacia.
  4. Azione dei Giovani professionisti

Sviluppare competenze specifiche per quest’area di azione può essere un’ottima soluzione di orientamento per la propria carriera professionale, soprattutto se si sente la vocazione. Un giovane desideroso di lavorare nello sport e di operare attraverso le logiche che questa visione social oriented garantisce, può costruire il proprio percorso di crescita e applicazione lavorativa in molti modi. Mi auguro quindi che si generi interesse, voglia di approfondire e, soprattutto, sperimentazione, azione, occasioni di mettersi alla prova concretamente.
Questo punto mi sta molto a cuore, è questo il motivo per cui desidero condividere contenuti, esperienze ed opportunità. In coda al contenuto puoi trovare una spiegazione di tutto ciò che sto realizzando per favorire lo sviluppo di cultura e di professionalità attorno al mondo dello sport e dell’educazione per L’innovazione Sociale.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale.
Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore.
Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione.
Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE

Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.

I temi saranno i seguenti:

  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History

Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative.
Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email.

Scrivendo di sport e Innovazione Sociale

Cari Condottieri Coraggiosi,

In questi ultimi giorni mi sto occupando di organizzare tutto il lavoro necessario per rispondere al meglio a bandi ed avvisi pubblici che presentano opportunità interessanti per i progetti che seguo e che sto implementando.Tra i vari aspetti che è necessario seguire, c’è quello della scrittura e della rivisitazione di testi e racconti di materiali già prodotti in passato.

Questo processo mi ha dato la possibilità di sfogliare all’indietro alcune pagine della mia recente storia e riprendere testi elaborati in tempi relativamente vicini, diciamo degli ultimi tre anni.Vi riporto 3 considerazioni principali fatte osservando e collegando i puntini a ritroso dei miei lavori e progetti:

(Meno contenuto più perché)

  • Scrivevo contenuti che nutrivano il bisogno realizzativo di un compito o di una competenza, ora i miei messaggi sono maggiormento orientati a stimolare motivazione a creare valore, a trovare il perchè ci adoperiamo per un progetto o vogliamo realizzare un’attività

(Da settorialità ad apertura)

  • mi è capitato di fare due lezione con il medesimo titolo, “MKTG per dilettanti”, una realizzata nel 2019 l’altra nel 2021, la profonda differenza è che ho notato di come mi sia orientato, oggi, a dare consigli e suggerimenti di maggior apertura. Suggerimenti di modalità e tecniche per fare marketing che puntino ad allargare la propria visuale integrando saperi di altri mondi affini a quelli dello sport.

(Un nuovo messaggio)

  • Lo respiro dall’ambiente che frequento, dalle persone che lo vivono, dalle istituzioni che ne parlano: proprio oggi si desidera dare allo sport un nuovo compito di speranza, affidiamo a lui una missione, quella di tornare a farci sorridere a garantirci una nuova serenità e condivisione.

Nel podcast qualche orientamento per i condottieri coraggiosi per trovare, secondo me, nuove possibilità di realizzazione di idee progetti e percorsi imprenditoriali/sostenibili

Giornata mondiale dello sport

“Il 23 agosto 2013, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella Risoluzione 67/296 decise di proclamare il 6 aprile Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace. L’ONU, con questa commemorazione, riconosce il potere dello sport nel guidare il cambiamento sociale, lo sviluppo della comunità e promuovere la pace e la comprensione”.

Da che ho memoria, nella mia vita c’è sport!

Collegando a ritroso i puntini mi accorgo di come la sua forma si sia manifesta sotto più aspetti.

Atleta, allenatore, imprenditore, scrittore, formatore, insegnante, preparatore, docente e ancora atletaIdentità e ruoli tutti declinati intorno alla parola sport.

Oggi mi aggrappo allo sport, lo osservo e lo respiro per coglierne significati, indizi ed indicazioni per il futuro.

In questo momento storico lo sport mi appare come un racconto di un nuovo e importante futuro, mi immagino possano esserci posti per bambini e famiglie in cui praticarlo liberamente.

In questa immagine , si rende particolarmente evidente la felicità dello stare insieme tra bambini.

Passa in secondo piano la natura della pratica e trova spazio la dimensione sociale di interconnessione e scambio.

Colgo desiderio di rivedere nella pratica sportiva l’elemento che sicuramente, per me, nel mio percorso è stato il più caratterizzante, quello della condivisione con gli altri, della narrazione di momenti spensierati insieme a compagni, allenatori, genitori.

In questi giorni è proprio questa visualizzazione a muovermi e a farmi restare attivo nel mio lavoro, nel pensare alla realizzazione dei miei progetti di sport per l’innovazione sociale.

Scrivo, mi confronto, mi fermo e penso, riparto a progettare, cerco realtà con cui fare rete, organizzo meeting, tutto per mettere in moto un principio che realizzi l’idea di fare sport e attività insieme.

In questo modo porto avanti la mia convinzione che lo sport sarà un grande protagonista dell’attuazione della nuova Innovazione Sociale.

Tengo attiva, sempre, un’altra dimensione dello sport, da buon Atleta Quotidiano, mi alleno. Pratico sport per restare a contatto con parti intime del mio modo di essere, di vivere e di affrontare la vita.

Lo sport, da sempre, è il mio strumento per spiegarmi e scoprire le mie caratteristiche, il mio stato d’animo. Nella pratica trovo risposte e approfondisco la conoscenza di me stesso.

La futura dimensione sociale dello sport

“Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e donna, e niente potrà mai ricompensare la sua assenza.”
Pierre de Coubertin

Un’azione ripetuta, indipendentemente dalla sua natura, diventa una abitudine. Sicuramente in questo ultimo anno tra le nuove abitudini, di cui probabilmente non siamo ancora del tutto consapevoli, ci sono quelle di carattere sociale. Mi riferisco prevalentemente al drastico cambiamento delle abitudini sportive di bambini e famiglie proprio come “abitudine sociale” allo stare insieme, al fare sport all’aperto, al ricercare l’occasione sportiva di confronto proprio perchè apparteneva alla vita di tutti i giorni.

La bici, il parco, gli amici di scuola, la società sportiva. Si stava insieme per fare sport, per giocare, e grazie a questo si viveva una continua esperienza sociale, di relazione, di crescita.

Sicuramente, dopo un anno di “diversità”, qualche cosa è cambiato. Difficile capire quali nuove abitudini si siano instaurate, l’istericità generata dai continui cambiamenti sta impedendo il consolidamento di nuovi equilibri comportamentali, di certo si è perso molto del fare che apparteneva alle routine delle nostre vite di più di un anno fa.

La socializzazione sportiva sicuramente è stata alterata, la sua presenza nelle nostre vite e, sopratutto in quella dei bambini e dei giovani ha ricevuto una brusca interruzione e quindi, andando lo scorrere del tempo verso il futuro ovvero in avanti, necessiterà di una nuova ridefinizione.Quale sarà la nuova dimensione di questo elemento sociale? Cosa possiamo e potremo fare di proattivo per generare nuove abitudini sportive nella vita sociale delle persone e dei bambini?Si accettano idee, proposte, soluzioni e ogni cosa che possa essere fonte di stimolo.Ecco alcune delle cose che mi son balenate in testa e su cui penso di orientare energie e sforzi nelle prossime settimane.

Penso al sistema sportivo di base che, per più motivi, dovrà cambiare, nella sua struttura organizzativa, enti, spazi e proposte dovranno rispondere ad un nuovo scenario sociale.
Difficilmente troveremo le soluzioni di prima, perchè avremo nuovi bisogni ma anche perchè il cambiamento avvenuto si ripercuoterà sul sistema sportivo. Non tutte le realtà sportive esisteranno ancora, gli spazi sociali di aggregazione pubblici e privati saranno necessariamente diversi perchè le regole di frequentazione li cambieranno, l’accessibilità economica sarà condizionante rispetto alla proposte e tante altre cose ancora in definizione.

Ecco cosa vedo all’orizzonte in termini di soluzioni da cercare

  • Uno spazio per il volontariato sportivo.
  • Uno spazio per l’attività all’aria aperta condotta da professionisti in modo informale con possibilità smart di accesso e partecipazione.
  • Società e Associazioni sportive a vocazione sociale, ovvero che potranno ripensarsi al di fuori degli spazi canonici sportivi, centri sportivi e corsi sportivi avranno nuove caratteristiche fisiche e metafisiche.
  • La tecnologia a supporto dello sport potrà risultare molto utile per conoscere servizi e progetti, per accedervi con più facilità.

La discussione è aperta… si accettano spunti e riflessioni.

Nel podcast vi racconto cosa vedo e cosa penso possa accadere alla socializzazione sportiva.