4 ruoli che possono essere rivestiti professionalmente, secondo me, per lavorare all’interno del mondo sportivo di terzo settore.
Scrivo perchè chi viene da un percorso di formazione sportiva tende ad orientare la propria dimensione professionale all’interno della società sportiva in due principali modi o nello staff tecnico o nella gestione menageriale tipicamente sportiva.
Nel mondo del terzo settore invece, si tende a proporre temi e contenuti che esulano dallo sport.
Partiamo da 2 figure già esistenti e tipicamente in azione nell’ambito no-profit puro e meno diffuse (quasi assenti) in ambito sportivo:
Progettista
Il Progettista degli interventi sociali è un professionista, che si occupa di ideare, pianificare, gestire, monitorare progetti di intervento sociale e/o socio-sanitario, di natura pubblica o privata, in risposta a bandi, avvisi, pubblicazioni e altro. È importante che egli possegga abilità comunicative, promozionali, organizzative, da approfondire e sviluppare mediante la frequentazione di corsi di formazione , diretti altresì agli aspetti teorici, pratici e metodologici necessari alla stesura e valutazione di un progetto sociale.
In ambito sportivo è una figura meno diffusa perchè è un mondo che applica poco in ambito welfare.
Fundrasaiser
Le organizzazioni no profit e le associazioni del Terzo settore in generale spesso devono trovare delle risorse per finanziare i loro progetti rivolgendosi a dei donatori esterni. Ed è lì che scende in campo la figura del fundraiser, cioè la persona incaricata di procurare quelle risorse. Il fundraiser è colui che, all’interno di un’organizzazione no profit, si occupa di definire e portare a termine la strategia di una raccolta fondi, trovando e mettendo in contatto dei potenziali donatori con l’ente per il quale lavora.
E’ un settore in forte crescita anche per tutto ciò che concerne la formazione professionale, ci sono siti, corsi, libri e riviste per potersi informare e formare professionalmente. Molte realtà del no-profit hanno in organico fundraiser, nel mondo sportivo è un figura che stenta ad essere inserita in organico. A mio avviso il motivo risiede nella mancanza di una visione strategica che integri progettualità sociale di medio lungo periodo all’attività sportiva ordinaria.
Per approfondimenti: https://www.fundraising.it/
Arriviamo ora a due ruoli che appartengono ad una mia visione legata al bisogno presente e futuro a cui lo sport può dare risposte concrete
Facilitatore territoriale
Figura territoriale di raccordo, relazionale che si interfaccia per conto di un ente sportivo locale con stakholder e beneficiari con l’obiettivo di dare anima alle relazioni quotidiane per dimensionare bisogni e risposte progettuali.
Può essere un figura di matrice educativa con attitudine pratica, orientato al fare.
A seconda del target di riferimento può essere dedicato a creare un ponte con le scuole elementari, ad esempio, per fungere da attuatore di azioni e programmi sportivi. Oppure essere orientato a stringere relazioni con gli over 65 del territorio e a rappresentare presso le istituzioni locali la propria società sportiva per comprendere quali azioni e servizi sarebbe opportuno realizzare insieme a favore del target.
Nei prossimi articoli realizzerò un approfondimento su questa figura sulla base dell’esperienza implementativa che stiamo conducendo sui PLAYMAKER del Coach di Quartiere.
Innovatore Sportivo
Afferisce all’area del Management è colui che vede e provvede per garantire al proprio ente sportivo di terzo settore una progettualità di medio lungo periodo. E’ una figura ancora inesplorata ma che potrà avere spazio nell’imminente futuro anche in ragione di quante persone sceglieranno di sperimentarsi in questo ruolo.
Si configura come puzzle di elementi, competenze e parti di altri ruoli. E’ una figura di area management, con propensione all’autoimprenditorialità. Possiede senso civico-sportivo-territoriale ed è orientato al valore sociale, ha passione per lo sport per la sua funzione, se ex praticante può essere d’aiuto ma non è così fondamentale. Tende al voler portare contributo attraverso il suo apporto e due punti di forza sono emaptia e Inteligenza emotiva. Proprio l’ambito Relazioni umane sarà campo di grande pratica nella dialogo con collaboratori e stakholder.
Senza tralasciare l’area che vede i numeri e i meccanismi burocratici per la gestione delle attività, l’innovatore sportivo potrà far crescere gradualmente la propria dimensione professionale: libero professionista o auto imprenditore che mette in leva le società sportive del territorio per sviluppare la propria figura professionale mentre crea valore sociale.
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