Sport sociale e approccio professionale: quando il management diventa strumento di valore

Lo sport sociale nasce da relazioni, comunità e valori condivisi.
Oggi, per generare le stesse sensazioni di felicità, accessibilità e appartenenza, è necessario affiancare a quei valori un approccio professionale al management.
Un percorso che unisce visione, sostenibilità economica e cura delle relazioni per dare prospettiva ai progetti sportivi di utilità sociale.

Dai cortili degli anni ’80 ai progetti di oggi: perché per esprimere pienamente il potenziale dello sport sociale serve competenza, consapevolezza e una nuova cultura manageriale.

Indice

  1. Lo sport del quartiere: un’esperienza che ha generato valore
  2. Il contesto cambia, la felicità resta l’obiettivo
  3. Dalla spontaneità al progetto consapevole
  4. La causa sociale come punto di partenza
  5. Perché oggi serve un approccio professionale
  6. Le aree chiave del management nello sport sociale
  7. Formarsi per generare impatto
  8. Vivere di sport sociale: un percorso possibile
  9. Conclusione

Lo sport del quartiere: un’esperienza che ha generato valore

Lo sport da cui provengo è quello dei quartieri degli anni ’80. Un tempo in cui lo sport rappresentava uno spazio naturale di crescita, relazione e felicità. Spensieratezza, allegria, relazioni e accessibilità sono le parole che ancora oggi definiscono quell’esperienza.
Il cortile e la società sportiva vivevano in stretta connessione. Capitava spesso di arrivare agli allenamenti già sudato, dopo aver giocato per ore sotto casa. A volte, prima delle partite, gli allenatori raccomandavano di evitare il cortile per conservare le energie. Un dettaglio semplice che racconta un intero mondo.

Il contesto cambia, la felicità resta l’obiettivo

Quell’esperienza appartiene a un tempo e a un contesto sociale precisi. L’innovazione sociale invita oggi a una riflessione profonda: quali sono i meccanismi che, nel presente, permettono ai bambini di vivere attraverso lo sport le stesse sensazioni di felicità, appartenenza e allegria?
Se il gioco libero nasceva allora da condizioni sociali spontanee, oggi richiede progettazione, intenzionalità e nuove forme di organizzazione.

Dalla spontaneità al progetto consapevole

Le società sportive di quartiere erano spesso il risultato dell’impegno di genitori, nonni e cittadini attivi. Nascevano come progetti condivisi, pensati per la comunità e vissuti come luoghi di relazione, educazione e identità: veri circoli sportivi.
Il contributo volontario rappresentava il motore principale. Le persone investivano tempo ed energie perché ricevevano valore dal far parte di un progetto carico di senso, capace di trasmettere sogni e valori comuni. L’istruzione tecnico–sportiva arrivava dopo, sostenuta da un ambiente ricco di relazioni.

La causa sociale come punto di partenza

Anche il rapporto con il denaro seguiva una logica diversa. Le quote associative e di partecipazione erano strumenti funzionali alla cura del progetto. Ogni contributo economico sosteneva un valore condiviso, spesso arricchito da donazioni spontanee mosse dallo scopo comune.
Oggi la causa sociale di una ASD o SSD può restare simile a quella del passato. Ciò che cambia profondamente è il come viene realizzata.

Perché oggi serve un approccio professionale

Nel passato il senso di utilità sociale era spesso implicito. Oggi diventa fondamentale renderlo consapevole, esplicitarlo, condividerlo e farlo vivere all’interno dell’organizzazione.
Da qui nasce il cuore di questo articolo: per impostare, governare e condurre progetti sportivi di utilità sociale serve competenza e preparazione professionale nell’area del management.

Le aree chiave del management nello sport sociale

Area strategico–valoriale

È il punto di partenza. Un lavoro profondo su sé stessi che si traduce in mission, vision e valori chiave. Questa dimensione, che spesso definisco mindset, si nutre di letture, percorsi interiori e strumenti di management orientati alla coerenza e all’allineamento.
Per chi lo desidera, questa area può includere anche pratiche legate alla spiritualità e alla connessione con il proprio scopo.

Area economico–finanziaria

Nel sociale questa dimensione è particolarmente affascinante. Non riguarda solo i numeri, ma la capacità di intrecciare costi e ricavi in modo creativo e sostenibile. Ogni progetto può trovare la propria struttura economica coerente con il valore sociale che intende generare.
Conoscere questi meccanismi amplia le possibilità di costruire soluzioni durevoli e capaci di sostenere l’impatto nel tempo.

Area delle relazioni e dello stakeholdering

Mi piace definire questa area come stakeholdering: l’arte di coltivare relazioni. La mia esperienza mi ha portato a passare da un approccio orientato al risultato immediato a uno narrativo e aperto, fondato sull’ascolto e sulla condivisione autentica.
Raccontarsi con coerenza, senza aspettative, migliora la percezione reciproca e rafforza l’identità del progetto nel tempo.

Formarsi per generare impatto

Percorsi universitari e di specializzazione rappresentano basi solide. Allo stesso tempo, un miglioramento quotidiano fatto di corsi, letture, sperimentazioni e pratica consapevole permette di integrare competenze in modo progressivo e personale.
Questo approccio è particolarmente adatto a chi sente il desiderio di ripensare il proprio percorso professionale e orientarlo verso progetti sportivi di utilità sociale.

Vivere di sport sociale: un percorso possibile

È esattamente ciò che intendo con vivere di sport sociale. Giorno dopo giorno ho integrato nella mia vita il management a orientamento sociale, unendo formazione, sperimentazione e lavoro sul mindset.
Molti di questi concetti sono raccolti nel mio ebook “Vivere di Sport Sociale”, disponibile al link dedicato.
L’ebook è disponibile a questo link
Negli ultimi anni condivido esperienze, strumenti e supporto attraverso il blog, i webinar, i corsi e i progetti realizzati insieme a L’Orma.

Conclusione

Lo sport sociale esprime il suo massimo potenziale quando valori, competenze e visione camminano insieme. Il management, in questo senso, diventa uno strumento al servizio della comunità.

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