Ricambio generazionale nelle società sportive: fiducia ai giovani

Le società sportive custodiscono storie, valori e relazioni costruite nel tempo. Il loro futuro passa anche dalla capacità di coinvolgere i giovani e accompagnarli verso nuovi spazi di responsabilità. Il ricambio generazionale può diventare un processo da progettare, allenare e sostenere. L’Innovatore Sportivo può contribuire a costruirlo, creando le condizioni perché i giovani diventino protagonisti del presente delle ASD e SSD.

Come ASD e SSD possono costruire protagonismo giovanile e preparare una nuova generazione di Innovatori Sportivi

Costruire oggi i protagonisti dello sport di domani

Quando scrivo gli articoli del mio blog mi capita spesso di visualizzare delle immagini che fotografano la situazione che voglio descrivere.

Questa volta vedo una società sportiva. Potrebbe tranquillamente essere una società del 1990, del 2000 oppure di oggi.
Vedo squadre, atleti, famiglie e una dirigenza rappresentata dai fondatori storici. Persone animate da valori profondi che per anni hanno dedicato tempo ed energie a un progetto nato intorno allo sport, ai propri figli, ai loro amici e al desiderio di costruire qualcosa per la propria comunità.

I figli sono cresciuti. La società sportiva è rimasta. La storia e i valori costruiti negli anni rappresentano ancora un patrimonio importante.

La sfida oggi è dare futuro a quel patrimonio.

Indice

Il ricambio generazionale si costruisce

Incontro spesso dirigenti sportivi che raccontano la difficoltà di trovare persone disponibili a raccogliere progressivamente il loro testimone.

Il desiderio è chiaro: coinvolgere giovani capaci di portare energia, idee e nuove competenze dentro la società sportiva.
Proprio qui vedo uno spazio enorme per l’innovazione sportiva.

Il ricambio generazionale può essere progettato. Possiamo creare percorsi capaci di accompagnare un ragazzo dalla partecipazione alla responsabilità, dalla responsabilità alla progettazione e dalla progettazione alla leadership.

Questo passaggio richiede tempo, intenzionalità e fiducia.

Richiede soprattutto una semina.

La responsabilità cresce attraverso esperienze concrete, occasioni di confronto e spazi nei quali sperimentare. Il giovane entra progressivamente nel progetto, comprende il proprio contributo e trova un luogo nel quale esercitarlo.

Il cambiamento prende forma attraverso un processo.

Ed è proprio il processo che un’organizzazione sportiva può imparare a progettare.

Dalle relazioni tra adulti al protagonismo dei giovani

Ripensando al mio vissuto nello sport istituzionale, ritrovo una grande attenzione dedicata alle relazioni con Federazioni, amministrazioni, assessorati, presidenti, sponsor e altri interlocutori del sistema.

Relazioni importanti per sostenere e sviluppare una società sportiva.

Erano soprattutto relazioni costruite tra adulti.

I giovani vivevano prevalentemente un altro spazio. Erano atleti, tesserati, destinatari delle attività che gli adulti progettavano per loro.

Eppure proprio tra quei ragazzi potevano esserci i futuri allenatori, dirigenti, progettisti e Innovatori Sportivi.

Questa consapevolezza cambia la prospettiva.

Una società sportiva che vuole costruire il proprio futuro può iniziare a considerare i giovani parte del proprio processo organizzativo.

Può ascoltarli.

Può formarli.

Può coinvolgerli nella progettazione.

Può affidare loro responsabilità vere.

Il protagonismo giovanile diventa così una scelta organizzativa.

Significa costruire spazi nei quali adulti e giovani possano progressivamente condividere idee, responsabilità e pezzi di futuro.

La responsabilità si allena

Nello sport questo concetto dovrebbe risultare naturale.

Alleniamo un gesto tecnico centinaia di volte. Costruiamo progressioni. Aumentiamo gradualmente la difficoltà. Osserviamo, correggiamo, riproviamo.

Possiamo applicare la stessa logica alla responsabilità.

Un ragazzo può iniziare occupandosi di una piccola attività. Successivamente può coordinare un momento, proporre un’idea, organizzare un evento, coinvolgere altri ragazzi, partecipare alla progettazione.

Ogni passaggio aumenta esperienza, consapevolezza e autonomia.

Investire sui giovani significa quindi costruire un percorso nel quale possano progressivamente sperimentare la propria capacità di contribuire.

Serve anche la disponibilità dell’adulto ad aspettare.

Un processo educativo ha i suoi tempi. L’inesperienza genera inevitabilmente spazi da riempire, errori, tentativi e risultati differenti da quelli che avrebbe prodotto una persona con maggiore esperienza.

Proprio lì si allena la responsabilità.

Dare ai giovani il nostro meglio

Pochi giorni fa ho vissuto direttamente questa riflessione preparando Superpoteri, una mattinata formativa di quattro ore dedicata ai Coach di Quartiere Senior.

Da qualche settimana riflettevo su un aspetto.

Molte opportunità di formazione dirigenziale e manageriale nello sport sono costruite pensando principalmente a un adulto. Il giovane può partecipare, ma raramente rappresenta il destinatario intorno al quale viene progettata l’esperienza.

Ho provato allora a cambiare la domanda:

Cosa posso dare loro del mio meglio affinché possano passare all’azione e assumersi un pezzo di responsabilità?

Da questa domanda ho riprogrammato il mio modo di preparare la formazione.

Abbiamo parlato di energia di attivazione, comunicazione, tone of voice, responsabilità e progettazione.

Ho cercato soprattutto di trasferire strumenti utilizzabili immediatamente.

L’invito era semplice: prendetevi uno spazio e provate a costruire qualcosa.

Un momento di progetto che domani potrà essere vissuto da un bambino. Un’esperienza che potrà coinvolgere un altro giovane volontario. Un pezzo di Coach di Quartiere che potrà portare anche la loro firma.

Formazione e azione diventano così parti dello stesso processo.

Formarsi acquista ancora più valore quando possiamo utilizzare subito ciò che abbiamo imparato.

Il valore dell’adesso

Parliamo spesso ai giovani del loro futuro.

Studio, lavoro, carriera, autonomia, responsabilità, leadership.

Traguardi importanti, spesso collocati qualche anno più avanti.

Un progetto sportivo può offrire qualcosa di estremamente potente: l’adesso.

Oggi posso essere utile.

Oggi posso assumermi una responsabilità.

Oggi posso realizzare qualcosa insieme ad altri ragazzi.

Oggi posso mettere alla prova una mia idea.

Oggi posso contribuire alla vita della mia comunità.

Mentre costruisce il proprio futuro, un giovane può vivere un presente fatto di relazioni, emozioni, competenze e senso di utilità.

Lo sport possiede uno spazio straordinario per generare queste esperienze.

Le ASD e SSD hanno già migliaia di giovani dentro i propri impianti, palestre e campi sportivi.

Possiamo iniziare a guardarli anche come una straordinaria risorsa per costruire comunità.

L’Innovatore Sportivo: fiducia a loro!

Qui entra in gioco l’Innovatore Sportivo.

Me lo immagino impegnato a scrivere il copione di un nuovo spettacolo sportivo nel quale i giovani possano assumere progressivamente un ruolo da protagonisti.

L’Innovatore Sportivo rimane dentro la scena.

Porta esperienza.

Propone, forma, affida, monitora, contiene, canalizza, condivide ed educa con l’esempio.

Soprattutto crea spazio.

L’esperienza dell’adulto diventa una risorsa per accompagnare quella del giovane. La sua competenza permette di sostenere i momenti di difficoltà, leggere gli errori e mantenere il percorso nella giusta direzione.

Serve anche capacità di aspettare.

Ogni esperienza aggiunge un pezzo. Ogni errore può diventare apprendimento. Ogni responsabilità esercitata prepara quella successiva.

Anche questo è management sportivo sociale.

Per questo considero importante formarsi come Innovatore Sportivo. Comprendere i processi, acquisire strumenti e sperimentarli sul campo permette di diventare progressivamente più capaci di accompagnare ASD e SSD nei loro percorsi di cambiamento.

Se dovessi scegliere una password per accedere all’area di lavoro con i giovani sarebbe questa:

Fiducia a loro!

Una fiducia costruita attraverso responsabilità progressive, formazione, ascolto, accompagnamento e possibilità di sperimentare.

Una società sportiva possiede già un patrimonio enorme di ragazzi. Dentro quel patrimonio ci sono energie, sensibilità, competenze e idee che possono contribuire alla sua evoluzione.

L’Innovatore Sportivo può aiutare ASD e SSD a creare le condizioni perché questo patrimonio emerga.

Può costruire processi.

Può accompagnare adulti e giovani.

Può trasformare il ricambio generazionale in un progetto di innovazione sociale.

La mia missione: far crescere Innovatori Sportivi

Io parto dai miei ragazzi.

Da quelli che ho accanto e che stanno crescendo insieme a me.

Provo a mettere a loro disposizione ciò che ho imparato. Cerco di consegnare strumenti, esperienze e pezzi progressivamente più grandi di responsabilità.

Mi alleno anch’io alla pazienza, all’ascolto e alla fiducia.

Il viaggio che facciamo insieme ha già valore.

È anche per questo che continuo a studiare, sperimentare e condividere quello che imparo.

Immagino centinaia di Innovatori Sportivi capaci di agire dentro le società sportive dei nostri territori. Persone preparate a costruire processi di cambiamento, attivare nuove energie e aiutare ASD e SSD a esprimere tutto il proprio potenziale sociale.

A breve sperimenteremo anche Capitani del Futuro, incontri esperienziali dedicati ai giovani atleti delle società sportive.

Un altro laboratorio nel quale trasformare una riflessione in azione.

Se questo percorso ti interessa, segui i prossimi articoli, partecipa agli incontri, condividi le tue esperienze e porta questi stimoli nella tua realtà sportiva.

Il futuro dello sport è già dentro le nostre società. Diamogli spazio, strumenti e fiducia.

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Percorso verso il management sportivo sociale

Sviluppare attenzione per il management sportivo sociale richiede tempo, ma anche competenze e presupposti specifici. Per questo ho scelto di svilupparlo insieme ad MSA, l’Associazione Italiana dei Manager Sportivi. In MSA trovi confronto, strumenti e un network di innovatori con cui crescere davvero.

Se vuoi darmi un tuo parere sui temi trattati nell’articolo scrivi pure nei commenti.

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