La preparazione fisica del manager sportivo sociale

Quali caratteristiche fisiche e di personalità può migliorare un buon piano di allenamento

Indice

Introduzione

Oggi voglio scrivere un articolo un po’ out of topic, maggiormente orientato verso “l’interno” del manager. Una serie di concetti e spunti che hanno a che fare sempre con lo sport ma che riprendono la parabola dell’atleta come interprete di prestazioni sportive frutto di attenta e minuziosa preparazione.

Il Manager sportivo sociale come atleta, ognuno con la sua soggettività, con il suo percorso di provenienza e direzione ma con la possibilità di potersi allenare per migliorare, sia considerando le proprie caratteristiche personali ma anche identificando e perseguendo il tipo di professionista che vuole diventare.

Un ulteriore punto di vista di mentalità, con suggerimenti pratici, per praticare l’azione di evoluzione della nostra natura di Innovatore Sportivo.

Il mindset dell’allenamento

Tra i mie più grandi valori c’è quello della ricerca del miglioramento, della passione per la crescita, l’apprendimento. Un’attrazione che ho fin da piccolo dove la curiosità per le nuove cosa da imparare mi ha sempre emozionato.

Nella mia vita mi sono interessato sempre più ai saperi pratici, quelli che mi generavano un nuovo saper fare. All’interno di questo mondo sicuramente la gestualità sportiva. Il mio percorso universitario presso l’ISEF Lombardia ha conferito solidità a questa mia natura fornendomi definitivamente le nozioni funzionali a consolidare in me la convinzione potenziante sulla perseguibilità del miglioramento. Attraverso l’allenamento ci si può migliorare. L’allenamento tecnico attraverso la ripetizione di gesti e quello fisiologico/condizionale attraverso il traning prestazionale. Se associato allo sport, il concetto di allenamento si porta con sè il valore del miglioramento.

Mi alleno per migliorare, indipendentemente dal contenuto, solo il fatto di dire che vado ad allenarmi sottende all’intenzione di un qual si voglia miglioramento.

Questo fa si che se mi impegno e utilizzo la mia consapevolezza, posso applicare il concetto di allenamento ad altri ambiti della vita in cui desidero migliorare. In questo modo potrò prendere in prestito da tutto il mondo dello sport tantissimi concetti, contenuti e pratiche, funzionali alla mi crescita di personalità e tecnico specifica per alcune mansioni.

L’allenamento sportivo è quindi il mio alleato per lavorare sulla mia attitudine al miglioramento e alla crescita. Cosa desiderare di meglio per un Innovatore Sportivo?

Supercopmpensazione

La teoria e la metodologia dell’allenamento è un ambito ricco ed ampio con i suoi tratti di complessità. Ne traggo l’essenza, l’assioma, il concetto base: La supercompensazione. Allenarsi è funzionale al miglioramento delle prestazioni perchè il nostro organismo è costruito per proteggersi sempre più dalle “insidie” che lo possono indebolire. Ogni volta che percepisce un stimolo che in qualche modo lo depotenzia, lui, per farsi trovare pronto alla sfida successiva, saprà ricostruire una dose maggiore di equipaggiamento energetico. Quindi ogni allenamento, o meglio, ogni stimolo allenante ha lo scopo di indebolire, depauperare, l’organismo per stimolare in lui una sua risposta migliorativa, una super compensazione. Sapere dell’esistenza di questa caratteristica ci pone in modo differente davanti ad ogni difficoltà, sappiamo che tutto ciò che ci appare faticoso è un ottima occasione per stimolare un miglioramento. Ovviamente per giovare al meglio della supercompensazione è bene conoscerne le regole e i principi per fare in modo che si possa arrivare a determinare con specificità il miglioramento che vogliamo ottenere. Questo è il motivo per cui si sono sviluppati approcci scientifici attorno a tale principio, mi riferisco al macro mondo della Teoria e Metodologia dell’allenamento. Per lasciare uno spunto utile a tutti, soprattutto nella società attuale che ci contiene come Innovatori Sportivi, un riferimento fondamentale per lavorare sul miglioramento è la capacità di saper programmare con attenzione i recuperi. Nella freneticità di tutti i giorni, sebbene stimolante per favorire varie supercompensazioni, è bene sapere che il miglioramento avviene se e solo se sappiamo alternare la durata degli stimoli a corretti momenti di recupero, riposo, ripristino.

Ad ogni manager sportivo le sua pratica

In questo approfondimento alternativo, abbiamo la possibilità di ragionare su quale pratica sportiva possiamo associare al nostro essere manager per fare in modo di ottenere giovamento sul nostro miglioramento generale e, perchè no, specifico per alcuni tratti del nostro essere e/o del nostro fare. Si rende necessario un recap delle proprie caratteristiche personali per capire la nostra natura.

Io suggerisco una prima analisi sulle caratteritsiche legate alla modalità di applicazione del lato manageriale. Sono attento, minuzioso, dedito al lavoro di programmazione e pianificazione, oppure mi concentro molto sulle relazioni? Mi bastano poche informazioni per poter già agire un piano di azione e generare valore? Tendo a prediligere piani di esecuzione lenti e laboriosi oppure mi piacciano maggiormente le azioni flash, gli eventi ad esempio a discapito di progettualità con parti operative più lunghe?

Fatto questo, consiglio un approfondimento del lato sportivo, un’indagine sulla nostre attitudini predilette. Mi piace camminare, correre, fare stretching oppure nuotare, fare fitness o solevare pesi? Sono solito farlo oppure la pratica sportiva è attualmente assente dalla mia vita?

A seguire si possono iniziare a sovrapporre le due cose andando a comprendere a quale immagine di Innovatore Sportivo possiamo ambire cercando di immaginarci una figura che possa coniugare le due dimensioni.

Un manager sportivo sociale che sa da dove parte e vuole definire dove arrivare integrando un’idea di azioni sportive utili e funzionali al supporto della propria personalità e delle proprie attitudini.

Tale esercizio ci servirà per rendere più consapevole l’integrazione del piano di miglioramento sportivo nelle nostre giornate. Se al momento assente lo inseriremo oppure, se già votati allo sport e alla preparazione fisica, potremo finalizzarlo anche al supporto della nostra identità di Innovatore sportivo.

Un primo consiglio che posso darvi è quello di utilizzare definizioni sportive per descrivere la vostra natura principale di Manager Sportivo sociale. Vi definite o ambite a divenire un Innovatore sportivo, rapido, veloce, dinamico, oppure ritenete più vicino a voi un dimensione resistente, riflessiva capace di lunghe performance lavorative? Siete un’atleta veloce, resistente o forte? Uno sprinter o un maratoneta? Un sollevatore di pesi o una ginnasta ritmica…?

le caratteristiche da allenare

Preso atto che secondo questa logica possiamo prevedere di allenarci, di fare esercizio fisico, per ricercare un miglioramento nelle nostre performance di vita quotidiana, andiamo ad orientare il mindset della nostra preparazione.

Mi preparo fisicamente, mi alleno per ricercare miglioramento in due macro aree, Area fisiologica, Area di personalità. Siccome lo scopo della preparazione non sarà quello di andare alle olimpiadi va da sé che nel nostro caso la preparazione fisica è a supporto e sottende il lavoro sul consolidamento dell’area di personalità.

Il lavoro Fisico, declinato attraverso contenuti variabili in base al nostro gradimento, prevede 3 macro ambiti RESISTENZA, VELOCITA’, FORZA, FLESSIBILITA’.

La ricaduta sull’area di personalità la possiamo dedurre ragionando sulle macro caratteristiche di queste 3 aree.

Parliamo prima delle dei benefici diretti che possiamo ottenere da un punto di vista fisiologica applicandoci con esercitazioni specifiche dei 4 ambiti

  • RESISTENZA:
    • devo prevedere esercitazioni cicliche lunghe (camminata, corsa, bici, nuoto, step, aerobica… ; durata da 30 minuti in su)
    • beneficio possibile o da ricercare: miglioramento della capacità di concentrazione per lunghi periodi, di impegno prolungato, di presenza.
  • VELOCITA’:
    • Esercitazioni sprint. per come la intendo io sprint è sprint: scatti veloci per tempi brevissimi con larghi tempi di recupero
    • beneficio possibile o da ricercare: Capacità di agire in tempi brevi, di aumentare i picchi di attenzione per periodi più brevi, di muoversi concentrati in tempi brevi con grande efficenza.
  • FORZA:
    • Esercizi a corpo libero o con sovraccarico che prevedano lo spostamento di pesi (piegamenti, flessioni, trazioni… pilates)
    • beneficio possibile o da ricercare: Si sopporteranno sempre meglio gli sforzi più intensi, ad esempio le giornate che richiedo dinamismo e impegno muscolare
  • FLESSIBILITA’:
    • Esercizi prevalentemente a corpo libero che sollecitino l’allungamento muscolare e la mobilità articolare (stretching, posture, pilates…)
    • beneficio possibile o da ricercare: tolleranza posturale ad esempio ai tragitti in macchina,

Ci sono ovviamente attività che connettono più ambiti, per aiutare la comprensione ho volutamente scelto di descrivere le azioni in modo molto settoriale.

Ma un programma di allenamento quotidiano, declinato con esercitazioni ed attività di diverso genere, può essere visto come una dieta equilibrata che possiamo scegliere di seguire per perseguire volutamente determinati miglioramenti. La cosa che invito a considerare, come detto sopra, è che, oltre ai potenziali miglioramenti fisici descritti per ognuno dei 4 ambiti, lavorando all’interno di essi posso ricercare un miglioramento di alcune attitudini di personalità. Questo perchè nell’esecuzione dell’allenamento sarò io a mettere in pratica le attività vivendo così un esperienza sensoriale molto profonda e interconnessa con tutti i miei sistemi percettivi.

Attraverso la consapevolezza potrò quindi portare l’utilità dell’allenamento anche alle aree di personalità più attinenti ad alcune mie SOFT SKILLS.

Ecco degli esempi sempre declinati schematicamente come possibile beneficio

  • RESISTENZA:
    • beneficio possibile o da ricercare: resilienza mentale, perseveranza, applicazione per obiettivi di lungo periodo, pazienza, tolleranza dei momenti più difficili.
  • VELOCITA’:
    • beneficio possibile o da ricercare: rapidità di risposta, capacità di reagire, offrire intensità ad alcune azioni
  • FORZA:
    • beneficio possibile o da ricercare: Sopportazione, connessione con il concetto di sforzo,
  • FLESSIBILITA’:
    • beneficio possibile o da ricercare: tolleranza, flessibilità mentale, morbidezza carattariale, negoziazione

Questi sono esempi semplici per consentire una rapida percezione della possibilità di realizzare un transfert utile per rendere ancor più efficace la propria preparazione fisica.

E’ importante dire che, contemplando nella preparazione del manager sportivo sociale anche la dimensione fisica, il semplice programmare e rispettare il piano di allenamento ha una fortissima ricaduta sul mindset.

Rilevante l’effetto sulla proattività, sull’action, sull’integrità, soprattutto se ci prendiamo l’impegno di attuare il piano di allenamento: lo facciamo veramente!

Io e il nuoto

Dal 2016 ho ripreso ad allenarmi, da ragazzino avevo affiancato il nuoto al calcio mollandolo nauseato intorno ai 18 anni per poi riprenderlo ad intermittenza negli anni a seguire.

Sono ora alla mia nona stagione da master con una media di 3 allenamenti a settimana e qualche garetta durante l’anno. Negli ultimi tempi notavo come la dimensione atletica abbia favorito un notevole cambiamento in me nell’approccio alla dimensione vita in generale.

L’evidenza recente che constatavo è relativa alla tolleranza; ho notato grande allineamento tra la capacità sviluppata di accogliere, accettare e sostenere l’allenamento, con il mio approccio quotidiano alle intemperie che una dimensione professionale come quella che vivo prevede. Lunghe attese, tanti rifiuti, molta solitudine professionale, periodi di impegno con pochi feedback soprattutto positivi. Serve quindi capacità di restare dentro alla dimensione pratica, alla sopportazione dello sforzo poco apprezzato e, da questo punto di vista, dall’acqua ho portato all’esterno tante emozioni e sensazioni utili con cambiamenti sulla mia personalità nella vita di tutti i giorni.

Action

Come detto altre volte, la parte più difficile è trasformare le mille buone intenzioni in un’azione concreta. Questi i mie 3 consigli se ancora non sei partito o se non hai mai progettato un lavoro metodico di allenamento:

  1. Ritaglia del tempo
    Individua un momento nella tua giornata che puoi destinare ogni giorno o almeno 3 volte a settimana e assegnagli l’etichetta di allenamento. Vale tutto, il mio consiglio se parti da zero è che, anche 15 minuti valgono, anche a casa vale.
  2. fai il tuo programma
    riempi i 15 minuti con contenuti per te facili da fare, vale tutto, nella fase iniziale l’importante è rispettare il programma. Camminata intorno al tuo palazzo, stretching, corpo libero… ogni tua scelta vale.
  3. Progetta nel programma

Quando noti che il tuo programma è diventato una buona abitudine puoi iniziare a progettare contenuti più specifici all’interno. Allora qui potrai scaricare app, vedere video, sottoscrivere abbonamenti….

L’azione guida! Prima agisci poi pensa alla struttura.

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