Regaliamo ai bambini ore di sport: quando il fundraising diventa infrastruttura di progetto

Come può il fundraising diventare una leva strutturale per lo sport sociale? In questo articolo racconto il passaggio da una logica di raccolta fondi episodica a una campagna permanente orientata alla causa. “Regaliamo ai bambini ore di sport” è l’evoluzione di un approccio manageriale che genera sostenibilità, affidabilità e impatto nel tempo.

Un percorso manageriale che trasforma il fundraising da raccolta fondi occasionale a infrastruttura strategica di progetto. La campagna “Regaliamo ai bambini ore di sport” diventa un modello permanente di Sport Welfare e sostenibilità nel tempo.

Indice

Introduzione: sostenibilità e maturazione manageriale

Tra le evoluzioni che sto vivendo nel percorso che quotidianamente mi ridefinisce come innovatore sportivo, ce n’è una che considero decisiva: l’interiorizzazione di modalità funzionali capaci di garantire ai progetti di performare anche economicamente.
La sostenibilità economica rappresenta una dimensione chiave. Quando viene costruita con approccio professionale, offre profondità temporale alle azioni e genera prospettiva di durabilità.
Negli anni ho approfondito il tema del modello ibrido dei ricavi nei progetti di sport sociale. Oggi desidero condividere un passaggio per me rilevante: il cambiamento di approccio sul fundraising.

Dal gesto estemporaneo al processo manageriale

Il fundraising, inteso come procedura manageriale, supera il concetto della donazione occasionale. Diventa parte integrante del modello di progetto.
Per inserirlo realmente nel processo di realizzazione, occorre:

  1. concepirlo con logica professionale
  2. dotarlo di strumenti di analisi e riprogettazione
  3. monitorarne i dati nel tempo
  4. integrarlo nella strategia complessiva

In questo modo, la raccolta fondi diventa uno degli elementi strutturali del modello ibrido dei ricavi. Non una risposta a un’urgenza, ma una leva di sviluppo.

La scelta strategica per Coach di Quartiere

L’ultima sperimentazione che ho implementato riguarda il progetto Coach di Quartiere.
La scelta è stata chiara: far convergere tutto in una campagna permanente legata alla causa sociale del progetto.
Il focus si è spostato completamente. Dalla richiesta di donazioni alla promozione di una causa.
La causa è semplice e potente:

Regaliamo ai bambini ore di sport.

Questa è la nostra direzione.
La campagna è permanente. Si sviluppa con momenti di attivazione specifici, capaci di accendere l’attenzione su elementi sempre nuovi e attuali.

La Milano Marathon e il Charity Program

In questa fase abbiamo scelto di collegare la campagna al charity program della Milano Marathon, promosso da Rete del Dono.
Abbiamo attivato 8 staffette, ognuna legata ai territori che fanno parte di Coach di Quartiere.
La corsa diventa metafora concreta: passaggio di testimone, squadra, resistenza, prospettiva.
La causa resta al centro. La donazione è la conseguenza naturale di una condivisione di senso.
In questo momento la campagna vive anche attraverso le 8 staffette attive sulla piattaforma Rete del Dono, collegate ai territori di Coach di Quartiere. È possibile conoscere i team attivi e sostenere la causa attraverso la pagina dedicata: I TEAM

Una campagna è un ecosistema

L’approccio professionale richiede coerenza e continuità.
Per questo la campagna vive attraverso:

  • il blog ricorrente
  • il corso di formazione solidale per innovatori sportivi “100% Innovatore Sportivo”
  • la prima stagione del podcast “Regaliamo ai bambini ore di sport”
  • un piano editoriale strutturato
  • strumenti operativi per fundraiser e promotori territoriali

Ogni azione alimenta la causa. Ogni contenuto rafforza il posizionamento. Ogni attivazione costruisce fiducia.

Dall’urgenza alla profondità temporale

Per me questo passaggio è stato manageriale prima ancora che operativo.
Ho attraversato una trasformazione: da un atteggiamento guidato dall’urgenza a un approccio progettuale sostenuto da un processo organizzato e orientato al lungo periodo.
Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, i dati offriranno un indice di affidabilità della raccolta fondi. Questa affidabilità genera capacità di programmazione. La programmazione rafforza l’impatto.
Avere una campagna permanente e progettarla con profondità temporale significa scegliere di generare impatto stabile.

Vivere la campagna

Questo approccio permette di stare dentro la campagna. Di viverla sulla propria pelle. Di farne parte in modo autentico.
È un altro tassello del vivere di sport sociale.
Molti di questi concetti sono raccolti nel mio ebook “Vivere di Sport Sociale”, disponibile al link dedicato.

Regaliamo ai bambini ore di sport

Ogni ora donata è:

  • tempo di crescita
  • spazio di relazione
  • esperienza educativa
  • opportunità di futuro

Costruire una campagna permanente significa costruire un’infrastruttura di impatto.
È una scelta manageriale. È una scelta culturale. È una scelta di prospettiva.
Se desideri partecipare attivamente alla campagna “Regaliamo ai bambini ore di sport”, puoi sostenere una delle staffette attive o condividere la causa nel tuo territorio.

La pagina ufficiale della campagna è disponibile qui: Regaliamo ai bambini ore d sport
Ogni contributo diventa un’ora di sport. Ogni ora diventa futuro.

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Sviluppare attenzione per il management sportivo sociale richiede tempo, ma anche competenze e presupposti specifici. Per questo ho scelto di svilupparlo insieme ad MSA, l’Associazione Italiana dei Manager Sportivi. In MSA trovi confronto, strumenti e un network di innovatori con cui crescere davvero.

Se vuoi darmi un tuo parere sui temi trattati nell’articolo scrivi pure nei commenti.

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