Ultimamente mi sentite spesso utilizzare questi due termini, li cito legandoli a fasi di un processo. Ecco nel dettaglio a cosa mi riferisco.

Come sapete ho a cuore la realizzazione concreta delle idee, dei grandi sogni imprenditoriali di innovazione sociale; adoro l’azione e mi prodigo per studiare e condividere la cultura della realizzazione e della messa in pratica, sul tema ci sono molte puntate del PODCAST “palla al balzo” dedicato proprio all’agire.

Posso dire con certezza che la fase “Action” si riferisce proprio a questo, quindi ad un’area di azione che ha a che fare con la realizzazione del progetto, dell’idea imprenditoriale, del sogno che ognuno di noi ha scelto di realizzare.

Cosa contiene la fase ACTION?

Tutte quelle attività visibili, che hanno a che fare con elementi concreti del progetto, con la sua tangibilità, con la sua espressione pratica. La parole che maggiormente si può associare a questa fase è FARE, quindi, nell’action convergono tutte le attività e le azioni riconducibili al FARE visibile e pratico.

Scrivere un testo, redarre un budget, organizzare un incontro, incontrare una persona, compilare un vademecum, implementare una presentazione…

Qui troviamo elementi “volumetrici” di quell’agire che ci conferisce la sensazione di produttività, di efficacia materiale. “Oggi ho lavorato perché ho scritto 100 pagine di relazione”.

In genere queste tipologia di attività sono le più prossime a noi, quelle a cui accediamo più facilmente perché famigliari. Se sono abituato a scrivere e mi piace farlo, quando mi troverò preso dalla mia idea imprenditoriale, mi verrà istintivo iniziare ad occuparmene proprio scrivendo.

L’aspetto più insolito e meno usuale è quello che io inserisco nella fase di “ATTENTION”, che ho chiamato così proprio per la cura e la delicatezza che richiede. Rientrano qui dentro molte cose invisibili che afferiscono prevalentemente ad attività di pensiero, di ricerca interiore che hanno un grande e nobile scopo, lavorare sulla profondità e solidità delle fondamenta.

La fase Attention, utile in molti momenti dello sviluppo progettuale, è definibile attraverso la parola PENSARE. Appoggiamo la penna, o alziamo la testa dalla testiera e aiutiamo la mente a pensare e a estrarre i significati, i nuovi punti di vista, i valori, i perché e le idee che possono contribuire a dare supporto e direzione all’agire.

L’alternanza di queste due fasi migliora e consolida la nostra consapevolezza manageriale. Dare spazio in modo equilibrato ad entrambe le fasi può essere un ottimo modo per offrire sostenibilità alla propria azione imprenditoriale.

Questo è il motivo per cui inviterò sempre ad anteporre il proprio miglioramento alla scelta dei consulenti: migliorarsi tramite un percorso di consapevolezza vi garantisce di poter scegliere meglio a chi affidarvi per azioni specifiche e settoriali. Al contrario un consulente di comunicazione o un professionista fiscale difficilmente potrà trasferirvi competenze simili, finalizzati ad un miglioramento stabile e sostenibile nel tempo.

Per chi volesse ci possiamo allenare insieme a questo approccio durante le attività che ho previsto in ALLENA_MENTE, il format di allenamento per menti manageriali.

Consente di creare routine proattive.

A differenza dei corsi nozionistici e delle consulenze, agisce sullo stato di attenzione per generare proattività, attenzione e pensiero creativo.

Sessioni di educazione non formale e sportiva per favorire anticipazione e governo delle scelte, leadership più assertiva, senso di maggior presenza.

Per partecipare gratuitamente e senza impegno ad una sessione dimostrativa in video di 45 minuti segui il link.

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