Ho conosciuto Giulia perché un amico le ha consigliato di scrivermi in ragione di una comune passione per lo sport vissuto e praticato come strumento di crescita personale e di esperienza continua di sé e del proprio miglioramento.

Mi ha fatto piacere confrontarmi, abbiamo parlato di tutto e, durante la chiacchierata, c’è stato un attimo in cui abbiamo intrecciato una riflessione interessante sulla consapevolezza e l’innovazione sociale.

Più volte, durante i miei articoli, ho scritto di come sia complesso e delicato il ruolo di Condottiero, di leader, soprattutto nel contesto della sostenibilità e delle azioni a ricaduta sociale.

Tra gli aspetti più delicati c’è quello di come attuare i piccoli cambiamenti innovativi in quanto questi passano inevitabilmente dalla persone, sono loro che li mettono in pratica.

Può essere che noi Condottieri Coraggiosi abbiamo una visione, una proiezione di come potrebbero funzionare diversamente e in meglio cose e progetti. L’immagine del film di tutto che si muove nel modo giusto ci si proietta davanti agli occhi. Cosa ci impedisce di renderla immediatamente reale? Nulla, è solo una questione di tempo. Abbiamo necessità di portare le persone che faranno quel cambiamento a nuovi comportamenti. Ci sono molte strade per farlo e noi possiamo sfruttare la nostra consapevolezza per aiutare il sistema ad arrivarci con i propri mezzi e gli strumenti a disposizione. Siamo noi condottieri che, avendo già visto come andrà a finire, potremo, con sagacia, trovare i giusti modi per “portare le persone verso quella direzione”.

Possiamo forzare il limite del cambiamento con consapevolezza dando spazio ai tempi di accettazione delle proposte, assumendo interiormente un atteggiamento paziente e promuovendo la pazienza per arrivare al risultato.

Nel podcast vi racconto anche il processo di forzatura del limite attraverso la metafora sportiva.

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