“Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e donna, e niente potrà mai ricompensare la sua assenza.”
Pierre de Coubertin

Un’azione ripetuta, indipendentemente dalla sua natura, diventa una abitudine. Sicuramente in questo ultimo anno tra le nuove abitudini, di cui probabilmente non siamo ancora del tutto consapevoli, ci sono quelle di carattere sociale. Mi riferisco prevalentemente al drastico cambiamento delle abitudini sportive di bambini e famiglie proprio come “abitudine sociale” allo stare insieme, al fare sport all’aperto, al ricercare l’occasione sportiva di confronto proprio perchè apparteneva alla vita di tutti i giorni.

La bici, il parco, gli amici di scuola, la società sportiva. Si stava insieme per fare sport, per giocare, e grazie a questo si viveva una continua esperienza sociale, di relazione, di crescita.

Sicuramente, dopo un anno di “diversità”, qualche cosa è cambiato. Difficile capire quali nuove abitudini si siano instaurate, l’istericità generata dai continui cambiamenti sta impedendo il consolidamento di nuovi equilibri comportamentali, di certo si è perso molto del fare che apparteneva alle routine delle nostre vite di più di un anno fa.

La socializzazione sportiva sicuramente è stata alterata, la sua presenza nelle nostre vite e, sopratutto in quella dei bambini e dei giovani ha ricevuto una brusca interruzione e quindi, andando lo scorrere del tempo verso il futuro ovvero in avanti, necessiterà di una nuova ridefinizione.Quale sarà la nuova dimensione di questo elemento sociale? Cosa possiamo e potremo fare di proattivo per generare nuove abitudini sportive nella vita sociale delle persone e dei bambini?Si accettano idee, proposte, soluzioni e ogni cosa che possa essere fonte di stimolo.Ecco alcune delle cose che mi son balenate in testa e su cui penso di orientare energie e sforzi nelle prossime settimane.

Penso al sistema sportivo di base che, per più motivi, dovrà cambiare, nella sua struttura organizzativa, enti, spazi e proposte dovranno rispondere ad un nuovo scenario sociale.
Difficilmente troveremo le soluzioni di prima, perchè avremo nuovi bisogni ma anche perchè il cambiamento avvenuto si ripercuoterà sul sistema sportivo. Non tutte le realtà sportive esisteranno ancora, gli spazi sociali di aggregazione pubblici e privati saranno necessariamente diversi perchè le regole di frequentazione li cambieranno, l’accessibilità economica sarà condizionante rispetto alla proposte e tante altre cose ancora in definizione.

Ecco cosa vedo all’orizzonte in termini di soluzioni da cercare

  • Uno spazio per il volontariato sportivo.
  • Uno spazio per l’attività all’aria aperta condotta da professionisti in modo informale con possibilità smart di accesso e partecipazione.
  • Società e Associazioni sportive a vocazione sociale, ovvero che potranno ripensarsi al di fuori degli spazi canonici sportivi, centri sportivi e corsi sportivi avranno nuove caratteristiche fisiche e metafisiche.
  • La tecnologia a supporto dello sport potrà risultare molto utile per conoscere servizi e progetti, per accedervi con più facilità.

La discussione è aperta… si accettano spunti e riflessioni.

Nel podcast vi racconto cosa vedo e cosa penso possa accadere alla socializzazione sportiva.

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