Modelli di Sport Welfare

Durante le mie letture mi sono imbattuto in un passaggio che miscelava welfare, innovazione sociale e impatto generato…

La necessità di soffermarsi sul tema dell’impatto generato dalle imprese sociali nasce dal passaggio da un modello di welfare state ad uno di welfare society (o “civile”), all’interno del quale il terzo settore – agente fondamentale del rinnovato modello di welfare – subisce anch’esso una metamorfosi, passando dall’essere redistributivo a produttivo.

Quando mi trovo davanti ad un concetto che mi attrae e che risuona in me, inizio a pensare a come applicarlo, scatta automaticamente la modalità ATTUAZIONE!

Questo appena citato era sulla rivista “impresa Sociale”, tema welfare, argomento su cui recentemente sto riflettendo per trovarne l’applicazione sportiva dei concetti.
Entriamo quindi nella traduzione PRATICA di queste affermazioni:
Come si fa ad agire un progetto sportivo che possa essere 1) di welfare 2) produttivo.

Pensarlo “di welfare” si porta dietro quella necessità di legarlo al soddisfacimento di bisogni delle persone a cui, istituzionalmente, ha sempre pensato lo stato proprio attraverso la dimensione ridistributiva delle risorse (dal prelievo tramite le tasse venivano ridistribuiti servizi). Oggi che il settore pubblico fatica a far fronte a tutte le necessità in termini di welfare, si fa spazio la possibilità e l’opportunità che, per soddisfare quei bisogni, nascano progetti in grado di produrre autonomamente le risorse per coprirne i costi.
La difficoltà diventa quindi immaginarsi un servizio di welfare senza quella componente legata all’emanazione pubblica, al supporto economico da parte dello stato o dell’amministrazione locale.

Renderlo “produttivo” diventa quindi la nuova sfida. Per farlo serve dotare di un modello di funzionamento economico che possa generare in modo autonomo le risorse necessarie alla sua realizzazione o, quantomeno, contribuire a tale processo integrandosi con altre risorse.

Ecco alcune mie considerazioni al riguardo:

  • SFIDANTE: Trovo molto stimolante il motivo che spinge a cercare il funzionamento del modello di business di un progetto di questo tipo: dare risposte concrete di aiuto e di supporto alle persone.
  • FUTURIBILE: L’evoluzione sociale presenta dimensioni sempre più dettagliate e molto complesse. Trovare risposte al mutare dei bisogni delle persone sarà sempre più necessario. Serviranno sempre più servizi per sostenere, orientare, supportare le persone. Questo si porterà dietro anche nuove possibilità, ad esempio di impiego e di nuove professioni.
  • FATTIBILE: La ricerca di soluzioni nuove (Innovazione Sociale) lega a sé una minor immediatezza nella costruzione dei servizi, spesso perseguirne la realizzazione risulta più complesso e faticoso ma resta fattibile. Sono molti gli esempi di chi, abbracciando la sfida, ha realizzato attività che oggi esistono e funzionano.
  • FORMABILE: Questo è l’elemento che ritengo rilevante. Ci si può preparare per diventare dei professionisti di questo settore, servono competenze specifiche per le quali si può ricercare formazione e fare pratica in progetti per migliorare la propria esperienza settoriale. Nell’ambito dello sport come strumento per politiche di terzo settore ancor di più. Formiamoci!

Chiudo con un consiglio che cerco di ripetermi sempre, predisponiamoci ad avere pazienza, ci vuole tempo, dedizione e perseveranza.

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Autore: Claudio Massa

Per anni ho faticato a rispondere alla canonica domanda “di cosa ti occupi”, ora, a chi me lo chiede, dico con fermezza “sono un Innovatore Sportivo”. Sostengo con le mie competenze e il mio impegno la realizzazione di idee e progetti di Innovazione Sociale nello sport e nell’educazione. Praticare la cultura di impresa nell’Innovazione Sociale è un percorso che si accompagna alla consapevolezza della propria crescita personale. Pubblico contenuti con riflessioni su esperienze personali, racconti, progetti, idee, errori, esercizi, appuntamenti, materiali didattici, che hanno a che fare con lo Sport per l’Innovazione Sociale. Lo faccio per condividere le mie esperienze e favorire nuove opportunità per persone, enti, territori, aziende e professionisti che si occupano di Sport e vogliono potenziarne i benefici tramite la sua applicazione nell’Innovazione Sociale.

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