“Chi è il responsabile qui?” nel mettermi a scrivere questo articolo mi balza in mente questa immagine, di quando, entrando in un posto, si vuole interlocuire con chi può decidere, con chi ha voce in capitolo, allora si chiede chi sia il Responsabile.

È imprescindibile quindi che ci sia qualcuno che guida e che si prende la responsabilità di condurre. In alcuni contesti, quelli più canonici, si associa anche un diverso riconoscimento economico a chi svolge un “ruolo di responsabilità”.

Mi chiedo quindi cosa succede nel caso della realizzazione di idee e progetti meravigliosi, soprattutto nell’ambito dell’Innovazione Sociale. E’ sufficiente assegnare le diverse responsabilità affinché tutto accada e si concretizzi? Una volta nominato un responsabile possiamo occuparci d’altro? Qual’è il rapporto tra la nostra personale responsabilità e il buon funzionamento di un progetto nell’innovazione sociale?

Premetto che non ho una risposta ma, in questi vent’anni di militanza nel corpo dei Condottieri Coraggiosi, ho sviluppato alcune convinzioni e linee di pensiero:

PREMESSA:il termine Responsabilità ed il significato che ognuno gli associa, nel contesto dei progetti per l’innovazione sociale, è fortemente legato all’ottenimento dei risultati.In questo settore serve grande energia e determinazione per portare avanti i progetti e le idee, quindi la motivazione che sta alla base, che serve per spingere, spesso risiede e si porta con sé la responsabilità che ci prendiamo.

Pertanto ecco uno schema di declinazione di alcuni pensieri legati alla responsabilità nell’innovazione sociale:

  • Responsabilità presenza e risultati
    • se desidero che un progetto, un’idea, prenda una determinata e ben precisa forma, se voglio che risponda a parametri definiti, la responsabilità si concretizza nella presenza all’interno del progetto. Come detto negli articoli passati, ciò di cui mi occupo, a cui dedico tempo è ciò a cui do valore.
  • Responsabilità e delega
    • Oltre alle mansioni è possibile delegare anche la responsabilità? fino ad un certo punto. Molte volte l’ho sperato, più per pigrizia o per stanchezza, in realtà, nell’Innovazione sociale, nel caso di progetti e idee nostre e molto autentiche, l’arrivare a delegare è un percorso mediamente lungo e complesso. Inizia con il processo di consapevolezza personale, passa dall’analisi dei collaboratori e arriva alla creazione di competenze personali di comunicazione e condivisione.
  • Responsabilità e condivisione
    • Condividere la responsabilità richiede negoziazione con sè e con gli altri relativamente ai risultati, alla forma e all’indirizzo del progetto. E’ bello poter avere qualcuno su cui poter contare perchè e solidale con noi nell’intero processo progettuale, questo potrebbe richiedere capacità di sapere negoziare alcuni aspetti relativi al progetto e al nostro modo di essere e operare. Può valerne la pena.

Per ciò di cui mi sono occupato in questi anni, Sport ed Educazione, posso dire che trovo molto difficile che un’idea nostra, un progetto che riteniamo espressione di noi stessi e dei nostri valori, possa attuarsi solo per tramite di altri.In questo caso il prendersene responsabilità coincide con l’averne cura, dargli valore e quindi presenza.

Tutto ciò alimenta il percorso di realizzazione, richiede grande motivazione.

È bene che all’interno della natura del progetto, dei suoi valori e della sua missione, ci sia qualche cosa fortemente vicina a noi, alle nostre caratteristiche di personalità, ai nostri valori tanto da portarci naturalmente a prendercene la responsabilità.

Nel podcast di oggi qualche imprecazione relativamente a questi argomenti.

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