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Realizzare progetti e sognare di delegare

Cari Condottieri Coraggiosi,

Nell’importante percorso della realizzazione ho incontrato spesso il forte desiderio di delegare, di passare a qualcuno gli aspetti che rientrano nella categoria, NON-IMPORTANTE – URGENTE. Mi riferisco a tutte quelle cose che richiedono tempo e possono essere fatte da “chiunque”, ovvero da tutti coloro che possiedono delle competenze per farle, delle hard skill.

Questo è quello che mi hanno insegnato ai corsi e che ho letto sui libri, ma nella realtà, almeno nella mia vita professionale, è veramente così?

Cercherò di rispondere sinceramente cercando di dare una descrizione che comprenda le tante esperienze fatte in questi anni.

Credo intanto, come scritto altre volte, che molto faccia il contesto in cui ci troviamo ad applicare le attività. Nell’innovazione Sociale, nei progetti che seguo e conduco io, spesso tratto argomenti nuovi, attività inusuete e che difficilmente rientrano nell’immaginario collettivo delle mansioni organizzative o pratiche di un determinato ruolo lavorativo.

Diventa quindi difficile trasmettere agli altri molte delle caratteristiche “soft” che richiede l’attuazione di un’azione all’interno di un progetto. Queste caratteristiche di personalità stanno a monte nelle persone prima di ogni attitudine pratica. Si può imparare ad usare un programma, difficilmente si impara a sorridere. Quindi un ottimo primo step nel progettare la collaborazione con le persone è identificare le caratteristiche di personalità che riteniamo debbano avere nel ruolo in cui pensiamo di inserirle nel nostro progetto. Sarà questo il primo elemento che ci renderà la vita più facile nel volere affidare pezzi successivi del nostro fare quotidiano.

Un’altra mia verità, che ancora oggi fatico ad interiorizzare, è che comunque lo devo fare io. C’è sempre un pezzo che mi rimane, razionalmente dico anche per fortuna, qualcosa che richiede il mio tocco, la mia impronta, che mi chiama a dare quel colore legato all’autenticità dell’ideazione, una sorta di marchio di fabbrica.

Questa parte si manifesta in più aree, e si presenta in diverse forme, una telefonata ad una persona, la rilettura di un articolo, l’apporto di energia in un particolare momento di flessione, una machina da scaricare nei momenti di urgenza. Questo avviene, questo c’è.

Esistono poi gli intoppi, gli imprevisti che, all’improvviso, ti riportano dentro di colpo: un collaboratore che si ammala, una relazione che avevi avviato e tenuto tu, un progetto da riadattare dal passato.La dimensione dell’oltre tempo è da considerare, per quanto tu sia bravo a circoscrivere a slot di tempo giorni e durate, quando guidi e conduci il tuo progetto, spesso ti troverai a dovertene occupare al di fuori di quei confini, ma se non li mettessi sarebbe molto peggio, ne saresti travolto.

Aggiungo anche che è bello che un mia idea prende proprio colori e sembianze di ciò che immagino e sogno, nel tempo ho imparato ad apprezzare anche la negoziazione di questo con altre persone nutrendomi del valore della condivisione. Questo può avvenire a vari livelli gerarchici presentandone benefici, sia in termini di suddivisione del peso e degli oneri di responsabilità, che termini di motivazione alla realizzazione. 

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    Autore: Claudio Massa

    Per anni ho faticato a rispondere alla canonica domanda “di cosa ti occupi”, ora, a chi me lo chiede, dico con fermezza “sono un Innovatore Sportivo”. Sostengo con le mie competenze e il mio impegno la realizzazione di idee e progetti di Innovazione Sociale nello sport e nell’educazione. Praticare la cultura di impresa nell’Innovazione Sociale è un percorso che si accompagna alla consapevolezza della propria crescita personale. Pubblico contenuti con riflessioni su esperienze personali, racconti, progetti, idee, errori, esercizi, appuntamenti, materiali didattici, che hanno a che fare con lo Sport per l’Innovazione Sociale. Lo faccio per condividere le mie esperienze e favorire nuove opportunità per persone, enti, territori, aziende e professionisti che si occupano di Sport e vogliono potenziarne i benefici tramite la sua applicazione nell’Innovazione Sociale.

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