DESCRIZIONE INTRODUTTIVA:

Il mondo dello sport per tutti, dell’associazionismo sportivo legato alla pratica e alla promozione delle attività di base è spesso animato da lamentale, la maggior parte di enti e federazioni faticano a proporre soluzioni efficaci e stabili per garantire progettualità al sistema dell’associazionismo sportivo. Una delle conseguenze è una scarsa proposta professionale, sia in termini di offerta formativa all’utenza che per ciò che concerne le opportunità di accogliere professionisti formati che dedichino le loro carriere professionali allo sviluppo dei movimento socio-sportivi. Un circolo vizioso probabilmente destinato all’implosione, se non per tutte le sue componenti, almeno per quelle che si rifiutano di osservare i cambiamenti e cogliere le possibili opportunità.
Con questo contenuto voglio iniziare a raccontare la mia personale lettura del processo di cambiamento che ho percepito rispondendo ai bandi emanati da sport e Salute e destinati ad associazioni e società sportive. Raconterò la mia lettura professionale degli avvisi pubblici, descriverò quelle che secondo me, a medio e lungo termine, potranno essere delle buone strade di orientamento professionale, trasferirò elementi della mia esperienza pratica di attivazione di idee e progetti imprenditoriali.


A CHI SI RIVOLGE

Nello scrivere queste parole mi immagino di parlare a giovani che desiderano lavorare come professionisti nello sport e nell’innovazione sociale magari con l’ambizione di realizzare proprie idee e propri progetti.
Mi auguro anche di poter stimolare riflessioni e, perché no, commenti e risposte, da professionisti che operano nei ruoli dirigenziali e di management di enti no profit (non solo sportivi).

RACCONTO

“Hai visto i nuovi bandi del CONI?” Questo è stata la domanda di un collega presidente di una società sportiva. Per dare seguito alla sua domanda ho cercato in rete e mi sono accorto che il CONI non aveva emanato bandi. Si trattava infatti di Sport & Salute.

Caro Condottiere Coraggioso,
ti racconto questo aneddoto prima di entrare nel contenuto che voglio trattare, proprio perché lo ritengo rilevante nel processo di consapevolezza del cambiamento e quindi delle possibili opportunità professionali che potremo intercettare ora e nel futuro.
Da qualche tempo appartengo anche al mondo istituzionale sportivo rivesto cariche di rappresentanza di federazioni nazionali e ho vissuto il processo di nascita della nuova istituzione Sport e Salute. Tralasciando le caratteristiche politiche della vicenda, c’è un elemento di contenuto forte e rilevante che mi ha colpito e che mi è arrivato in modo chiaro.
Ho avuto la sensazione che l’emanazione di questi due bandi si stesse rivolgendo proprio all’animo del Condottiere Coraggioso che c’è in me. Ho vissuto l’avviso pubblico come un’apertura verso la progettazione strutturata dello sport come strumento di inclusione sociale. Un allargamento sostanziale del raggio di utilità degli enti che svolgono lo sport di base. Leggo come una dichiarazione di esistenza di un contenitore istituzionale e riconosciuto che accoglie anche la dimensione non solo agonistica e tecnica dello sport. Se su questa riflessione appoggio anche dei ragionamenti numerici, arriva velocemente la constatazione che forse è molto più larga la fetta della pratica ludica e amatoriale che non quella realmente sportiva e agonistica. Conferendo alla dimensione sportiva ANCHE questo riconoscimento ne si legittima e consacra il potenziale di strumento formativo, inclusivo e socialmente utile.
La ricaduta per la dimensione professionale è una conseguenza di questa visione. Si può quindi concepire una nuova forza progettuale e tutta una serie di azioni che potranno favorire anche una legittimazione professionale di contenuti, attività e professionisti in grado di generare valore da questo importante processo.

SVILUPPO

Fatte queste debite premesse, arrivo a dirvi perché, secondo me, un professionista dello sport, o colui che ambisce a rivestire un ruolo professionale nel panorama dei servizi sportivi e di innovazione sociale, insieme a un conduttore di attività sociale educativa e sportiva, deve essere contento dell’uscita dal bando “Quartieri”.

  1. FINALMENTE i destinatari sono ASD e SSD.
    Per molto tempo mi sono occupato di ideare, far crescere e realizzare progetti di promozione sociale in cui lo sport e l’educazione sono sempre stati messi al centro come contenuto di valore. La difficoltà è sempre stata quella di dovere chiedere se anche una ASD o una SSD potesse partecipare al bando, in alternativa si creavano paternariati con altri enti del privato sociale e del terzo settore che, però, toglievano focus alle azioni.
    Inoltre la leggo come una dichiarazione di legittimazione all’esistenza.
  2. Catena del Valore.
    L’avviso pubblico è un invito a ragionare sul valore sociale generato dal progetto, sulla sostenibilità nel medio e nel lungo termine, su logiche di progettualità territoriale che puntino a creare valore alla comunità ed alle persone che la vivono allargando lo sguardo a tutte le fasce sociali. Questo inizia a stimolare nuove sinapsi in cui anche la pratica sportiva da parte di soggetti appartenenti alle fasce deboli può essere considerata nello sviluppo di impresa della società sportiva.
    “Offrire servizi di valore a categorie fragili e deboli può coincidere con attività di impresa utili a perseguire il sostentamento dell’ente no profit”.
    Trovo rilevante l’inizio di una semina sulla cultura dell’impatto sociale, quindi del risultato, nel tempo, in termini di sostenibilità sociale del sistema generato. Significa che si offre lo spunto per pensare e realizzare inclusione per incidere, oltre che sullo stile di vita dei singoli, anche sul costo degli stessi per la società. Soggetti sani e in armonia con il contesto sociale costeranno meno alla società e saranno maggiormente in grado di generare valore.
  3. Nuovi input economici
    Si rivolgono ad associazioni e società sportiva stimoli economici progettuali, ovvero si presentano opportunità di ricevere contribuzioni economiche a fronte della realizzazione professionale di progetti. Quindi si presuppone l’esistenza, nel mondo sportivo, di professionisti che vengono impiegati per competenze e valore riconducibile a elementi di tipo professionale. La società sportiva stessa quindi si può orientare a progettare, si supera la logica della richiesta del contributo agli enti, delle rendicontazioni fittizie e sterili e figlie di logiche poco progettuali, spesso lobbistiche e politicizzate.

 

COSA MI AUSPICO
  1. Continuità
    Che tale azione possa trovare nel tempo altre e nuove call da parte di Sport e Salute e magari di altre istituzioni, fondazione ed enti, che possano annoverare e riconoscere tra i soggetti beneficiari per contribuzioni su di azioni di innovazione sociale, le realtà sportive.
  2. Possibilità di sostenibilità nel tempo
    Spesso gli avvisi, non sono ricorrenti nel tempo, oppure hanno durata “corta” massimo a 365 giorni. In questo modo si esclude la possibilità di finanziamenti a progetti di continuità, a seconde edizioni. Serve medio lungo termine, serve verifica, supporto e riprogettazione per trovare azioni valide ed in grado di riprodursi nel tempo e, magari, diventare ripetibili su altri territori.
  3. Racconto e diffusione di cultura di impresa nell’innovazione sociale
    Affinché si sviluppi fiducia e credibilità di tale visione progettuale serve dare luce e notorietà a progetti di successo, a racconti di storie vere di come un percorso progettuale di innovazione sociale possa arrivare a trovare successo, valenza e efficacia.
  4. Azione dei Giovani professionisti

Sviluppare competenze specifiche per quest’area di azione può essere un’ottima soluzione di orientamento per la propria carriera professionale, soprattutto se si sente la vocazione. Un giovane desideroso di lavorare nello sport e di operare attraverso le logiche che questa visione social oriented garantisce, può costruire il proprio percorso di crescita e applicazione lavorativa in molti modi. Mi auguro quindi che si generi interesse, voglia di approfondire e, soprattutto, sperimentazione, azione, occasioni di mettersi alla prova concretamente.
Questo punto mi sta molto a cuore, è questo il motivo per cui desidero condividere contenuti, esperienze ed opportunità. In coda al contenuto puoi trovare una spiegazione di tutto ciò che sto realizzando per favorire lo sviluppo di cultura e di professionalità attorno al mondo dello sport e dell’educazione per L’innovazione Sociale.

Come poter continuare l’esperienza sui temi di questo contenuto:

Quella che ho raccontato in questo articolo, è un estratto di vissuto dell’ultimo periodo. Come potrai immaginare sono arrivato ad intrecciare questa opportunità per il fatto che, quotidianamente, da anni, mi trovo immerso nella dimensione profesionale dello Sport e dell’Educazione per l’Innovazione Sociale.
Ci tengo a dare contributo alla diffusione di tutto ciò che è nella mia possibilità per diffondere questa cultura, divulgarne il know-how e condividere opportunità professionali migliorative e di stimolo per i professionisti e le realtà professionali di questo settore.
Per questo, sul mio blog, nella mia newsletter, nei miei eventi e attraverso i miei materiali, potrai trovare altri racconti, audio, video, esercizi che trattano il tema e offrono spunti di riflessione.
Nelle prossime settimane aprirò, solo per pochi giorni e per un massimo di 25 persone, la possibilità di ricevere la Mini rubrica gratuita di contenuti multimediali, “PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE”. Puoi assicurarti fin da ora di essere inserito nel gruppo, cliccando a questo link ed inserendo la tua email.

PROGETTARE PROFESSIONALMENTE LO SPORT NELL’INNOVAZIONE SOCIALE

Mini-rubrica Gratuita di contenuti professionali per Condottieri Coraggiosi.

Real Experience attraverso il progetto “Coach di Quartiere”

I temi saranno i seguenti:

  1. Per il Condottiere Coraggioso:
    • Riflessioni di Mentalità e di approccio professionale all’Innovazione Sociale
    • Primi strumenti di Cultura di impresa
    • Allenarsi all’Innovazione Sociale
  2. Contenuti specifici:
    • Comunità Educante
    • Paternariati territoriali
    • Networking
  3. Materiali:
    • Video didattici
    • Download con schede/esercizio
    • Case History

Un’azione di rilevante orientamento per approcciarsi in modo professionale al tema dello Sport e dell’educazione e progettare azioni efficaci, utili e innovative.
Assicurati di essere inserito nel gruppo, clicca a questo link ed inserisci la tua email.

I Temi saranno affrontati utilizzando il progetto Coach di Quartiere come caso di studio e esperienza guida per processare i contenuti formativi con un orientamento già pratico ed applicativo di competenze e mentalità.

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