Cari condottieri coraggiosi,

quanto si nutre il nostro Sole, il nostro entusiasmo, della condivisione? È bene fare da soli o condividere il proprio percorso, le proprie energie, i propri progetti?

Quando questa scelta incide sulla realizzazione pratica del proprio progetto e della propria idea?
Ho scelto di dedicare una riflessione a questo argomento perché nel tempo, più volte, in più occasioni, mi son trovato a dovermici confrontare.

Sono capitate occasioni in cui ho gioito del trovarmi insieme ad altre persone, momenti, invece, in cui l’essere io con me stesso mi ha dato la forza per proseguire nel percorso realizzativo.

Si possono declinare delle regole, esistono principi base da seguire per poter trovare una direzione guida per questo argomento?
Secondo me esistono ma sono risposte individuali che possono modificarsi nel tempo e nelle diverse occasioni in cui mi trovo.Nel corso degli anni cresciamo, evolviamo e ci modifichiamo quindi, anche in questo caso, è bene rimettere sempre in discussione ciò che abbiamo scelto precedentemente riprocessando tutti i criteri che ci hanno portato a decidere.

Ogni situazione può portare in sé caratteristiche uniche che necessitano, inevitabilmente, di essere processate come tali lasciando che la situazione influisca su di noi condizionando la scelta.

Di base ritengo che si debba monitorare e diventare sempre più consapevoli del perché sto scegliendo di condividere un percorso progettuale con altri oppure di affrontarlo individualmente.Valgono quindi, anche in questo caso, alcuni principi già citati precedentemente per le decisioni. Ad esempio evitare scelte di paura. 

“Condivido perché ho paura ad andare avanti da solo” è diverso da dire “condivido perché desidero fare un percorso con questa persona”

Mi piace poter lasciare qualche principio di riferimento che possa essere utile a condurre la riflessione per arrivare a decidere se e quando condividere con altri

  • “patti chiari amicizia lunga” è un detto arcaico ma molto efficace nel darci un contenitore entro cui muoverci. Fate e chiedete un elenco di tutte le cose che desiderate, che siete e non  siete disposti a fare. Elencate richieste, paure, dubbi perplessità. Senza paura di essere giudicati.
  • “Giurarono solenni eterna fedeltà” citazione della canzone di re artù e i cavalieri della tavola rotonda. Offrite fiducia e donate fedeltà alla scelta. In entrambi i casi, da soli o in condivisione, siate pronti a confermarla nel tempo, nella buona e della cattiva sorte.
  • “worst case” nel caso della condivisione prevedete prima cosa succederà se le cose non funzioneranno al meglio. Nel caso di una progettazione individuale, ipotizzate uno scenario anche di non successo per poter generare fin da subito una predisposizione mentale all’accettazione. La possibilità che le cose non funzionino esiste e non per forza, se accade, è una colpa. Questo in entrambi i casi.

A voi il podcast di approfondimento con aneddoti storie e altri piccoli consigli derivanti dalla mia esperienza.
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