Sul Miglioramento… tornassi indietro rifarei tutto

Cari condottieri coraggiosi,

a molti di noi è capitato spesso di ripetere la frase “Se tornassi indietro rifarei tutto”. Un modo di dire utilizzato per rafforzare la piena coscienza con cui, nel passato si sono compiuti alcuni particolari passi; un modo per evitare di negare sè stessi, per accettare pienamente il proprio presente e anche per sottolineare, in alcuni casi, la buonafede con cui si è arrivati ad oggi, errori compresi.

Nella realtà, però, mi viene da dire che, se ne avessimo la possibilità, difficilmente rifaremmo tutto nel medesimo modo.

Trovandosi all’interno di un contenitore che parla di mettere in pratica idee e progetti, queste riflessioni appartengono certamente al “percorso del fare”. Un tragitto che ci offre grandi opportunità per sviluppare la nostra consapevolezza e quindi portarci verso il nostro cambiamento.

Se tornassimo indietro, come “rifaremmo” le cose?

2 considerazioni in merito:

  1. L’Agire, già mentre si compie, innesca il meccanismo della riprogettazione attraverso il feedback. Soprattutto quando non ho mai fato una cosa, le informazioni che acquisisco nel realizzarla sono molte e parecchie di queste vengono processate mentre le agisco e, in modo inconsapevole le rendo nuovamente pronte per una seconda applicazione ottimizzata. A questo si aggiunge la riprogettazione consapevole, ovvero quella fatta da noi. Per intenderci mi riferisco tutte quelle riflessioni che ci fanno dire, la prossima volta mi comporto in questo modo, rifaccio quel percorso ma invertendo alcune azioni del processo… etc.
  2. Un forte condizionamento nel fare e rifare le azioni è rappresentato da ciò che per noi si trova “in comfort”, ovvero all’interno di un’area più immediata, più facile da innescare. Posso citarvi due  riferimenti di questo processo d’azione:
  • ciò che mi piace fare (o che so già fare, o che so fare meglio)
  • ciò di cui sono profondamente (e anche inconsapevolmente) convinto

Quindi, relativamente alla possibilità di migliorarsi, se avessimo la possibilità di tornare indietro… come attueremmo il nuovo processo pratico? Nel podcast di oggi approfondisco questa risposata, raccontando la mia esperienza su processare le informazioni per ripraticare le proprie azioni…

Sul miglioramento ne parlo diffusamente agli incontri de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi“, trovi al link tutte le informazioni per partecipare al prossimo in calendario.

Percorso netto… Realizzare un’idea senza errori

Cari Condottieri Coragiosi,

è possibile realizzare e mettere in atto la propria idea meravigliosa senza incappare in errori?

Dopo anni di onorata carriera nel corpo dei Condottieri Coraggiosi, posso dire che l’errore è insito nel processo di realizzazione. Lo sbaglio aiuta ad aggiustare il tiro, piccolo o grande che sia porta in sé il dono della retroinformazione, del feedback.

Nelle riflessioni di oggi voglio condividere alcune considerazioni relativamente all’approccio realizzativo in relazione all’errore.
Ho scelto 3 topic su cui è possibile riflettere:

  • Non sbagliare

Desideriamo fare subito le scelte migliori, quelle più azzeccate e quindi stiamo lì a farci mille e uno domande, attanagliati dal dubbio, in attesa di essere perfettamente pronti, con tutto rifinito e preparato al meglio… poi non iniziamo nemmeno! 

  • Fermarsi allo sbaglio

Ho sbagliato e quindi mi fermo, non ricomincio! In questo modo vanifico la potenzialità dell’errore, grosso o piccolo che sia perchè non mi do la possibilità di correggermi attuando una nuova azione ricca degli insegnamenti che mi lasciano gli sbagli.

  • L’approccio risolutivo

Un buon approccio per risolvere può essere quello di predisporsi all’errore attraverso la scelta di azioni programmate (e ho scritto azioni, non pensieri di azioni) per diminuire i rischi di sbagliare. Ce ne sono molte ecco quelle per me più utili:

  • chiedere a chi lo ha già fatto (informarsi in generale attraverso esperienze vissute da altri)
  • scrivere un piano di azioni, rileggerlo e darsi un tempo per mettere in pratica il primo passo
  • leggere ed informarsi attraverso libri, corsi, video…
  • praticare piccole esperienze del tutto, soprattutto di mentalità

Ci sono comunque errori inevitabili soprattutto se non abbiamo mai percorso una strada, vanno fatti con entusiasmo e senza giudizio di sè, forti della propria disponibilità ad accettare l’eventuale errore, a pagarne il prezzo e a reinvestire energia per riprogettare.

Nel podcast di oggi alcuni approfondimenti sul tema.

Vi aspetto alla prossima puntata de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi” un incontro celebrativo dell’entusiasmo e dell’energia di tutte le idee meravigliose.

Un contesto in cui conoscere i consigli migliori per mettere in atto le tue idee meravigliose facendoti guidare dal tuo Sole, dalla tua energia meravigliosa.

L’entusiasmo del fare e le strade della realizzazione

Cari Condottieri Coraggiosi,

cosa c’è di più bello che lasciarsi prendere dalla voglia di realizzare quello specifico desiderio, fare, vivere, concretizzare una specifica azione.Questo principio spesso spiega come l’entusiasmo sia realmente il motore di tante nostre azioni. Come detto è una bellissima cosa e va assolutamente preservata.

Per farlo cerco di dare qualche spunto di interpretazione con l’obiettivo di sviluppare nuove consapevolezze utili a mantenere l’entusiasmo e, nello stesso tempo a proteggerlo da eventuali “scivoloni improvvisi”.

Dicevo quindi che, spinti dal nostro sole, ci facciamo travolgere dal desiderio di arrivare a rendere concreto un desiderio. Per facilità di comprensione utilizzo degli esempi per spiegare come la determinazione a supporto dell’entusiasmo necessiti di essere veicolata consapevolmente.

Desiderosi di giocare a calcio, arriviamo ad organizzare una partita per farlo. Oppure attratti dal esibirci come cantanti organizziamo un concerto.

Tanto è l’entusiasmo che rischiamo di sovrastrutture la nostra operatività, di caricarci quindi di azioni e responsabilità che appesantiscono il nostro agire quotidiano, ci rendono meno focalizzati sui perché e sull’essenza dell’azione che ricerchiamo e, nel complesso, ci tolgono, forza, smalto potenza, brillantezza.Il tempo da investire per organizzare una partita è molto diverso dal giocarla e basta.

Presentarsi al campo con la borsa, cambiarsi e giocare ha un peso ponderale diverso da, trovare i giocatori, organizzarne il tempo, prenotare il campo, recuperare maglie, palloni…

Stessa cosa per il cantare, è imparagonabile l’energia differente da investire se dobbiamo organizzare noi un intero concerto, piuttosto che presentarsi all’interno di un contesto in cui organizzano una jam session e danno possibilità di esibirsi.

Ovviamente nel caso di un’esperienza maggiormente strutturata ci garantiamo tutta una serie di certezze sulla tipologia di esperienza finale: sarà molto più vicina a come ce la siamo immaginata.

Di contro necessita di essere valutata consapevolmente se interamente sensata rispetto a ciò che desideriamo ottenere come attuazione del nostro desiderio.

Rispondere presenti ad una chiamata magari ci offre delle emozioni analoghe che soddisfano a pieno aspettative ed ambizioni.

Nulla è sbagliato, dipende sempre da scopi ed obiettivi personali. Nel caso in cui l’entusiasmo sia nei confronti di una meravigliosa idea imprenditoriale, serve comprendere bene quali passaggi vadano affrontati con determinazione. Un’eccessiva sovrastrutturazione del nostro operare rischia di portarci fuori strada.

Analizzeremo insieme cosa, in un processo del genere è inevitabile, cosa rende comunque efficace un’esperienza. 
Nel podcast di oggi qualche riflessione su tutte le “Sovrastrutturzioni” e sull’impatto che possono avere sul nostro entusiasmo attivante.

Vi aspetto alla prossima puntata de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi”  un incontro celebrativo dell’entusiasmo e dell’energia di tutte le idee meravigliose.

Un contesto in cui conoscere i consigli migliori per mettere in atto le tue idee meravigliose facendoti guidare dal tuo Sole, dalla tua energia meravigliosa.

Costruzioni istantanee… tutte e subito

Cari Condottieri Coraggiosi,

difficilmente le grandi opere, i monumenti, arrivano a concretizzarsi in pochi minuti.La celebre frase “Roma Wasn’t build in a day” è l’espressione di questo concetto.Ci leggo la contrapposizione tra la magnificenza e maestosità della Città Eterna e il lento scorrere del tempo passato per arrivare ad essere tale. Quindi lo interpreto come messaggio di dedizione continua e quotidiana, di sacrificio, di cura, di attenzione…

Per le nostre piccole e umili vite, nel percorso che ci porta a realizzare la nostra idea meravigliosa, possiamo prendere lo stimolo per superare la tendenza a desiderare tutto e subito.Rendiamoci consapevoli che il tempo di realizzazione è necessario e prevede fasi e passaggi spesso obbligati, molto simili nonostante l’idea di partenza possa essere differente. Per aiutare a dare senso al percorso che porta a costruire la nostra “Roma” ho elencato una serie di parole evocative. Verbi all’infinito che facciano associare azioni utili da poter realizzare nell’intero percorso che porta dall’ideazione alla concretizzazione dell’idea meravigliosa.

  • Seminare
  • Bagnare
  • Osservare
  • Proteggere
  • Nutrire
  • Potare
  • Curare
  • Guarire
  • Condividere

Ho scelto queste parole immaginandomi una pianta, quindi un organo vivente. Trattare un’idea in cui crediamo con la cura e le attenzioni di un seme da far evolvere può darci tanti spunti per sostenere il senso del percorso realizzativo superando il desiderio dell’avere “tutto e subito”.

Se avete altre parole da indicare fatelo pure nei commenti.

Nel podcast qualche altra riflessione di “costruzione lenta”.

Vi aspetto alla prossima puntata de “Il Sole Dentro dei Condottieri Coraggiosi”  un incontro celebrativo dell’entusiasmo e dell’energia di tutte le idee meravigliose.Un contesto in cui conoscere i consigli migliori per mettere in atto le tue idee meravigliose facendoti guidare dal tuo Sole, dalla tua energia meravigliosa.

Tenersi il proprio sole o condividerlo?

Cari condottieri coraggiosi,

quanto si nutre il nostro Sole, il nostro entusiasmo, della condivisione? È bene fare da soli o condividere il proprio percorso, le proprie energie, i propri progetti?

Quando questa scelta incide sulla realizzazione pratica del proprio progetto e della propria idea?
Ho scelto di dedicare una riflessione a questo argomento perché nel tempo, più volte, in più occasioni, mi son trovato a dovermici confrontare.

Sono capitate occasioni in cui ho gioito del trovarmi insieme ad altre persone, momenti, invece, in cui l’essere io con me stesso mi ha dato la forza per proseguire nel percorso realizzativo.

Si possono declinare delle regole, esistono principi base da seguire per poter trovare una direzione guida per questo argomento?
Secondo me esistono ma sono risposte individuali che possono modificarsi nel tempo e nelle diverse occasioni in cui mi trovo.Nel corso degli anni cresciamo, evolviamo e ci modifichiamo quindi, anche in questo caso, è bene rimettere sempre in discussione ciò che abbiamo scelto precedentemente riprocessando tutti i criteri che ci hanno portato a decidere.

Ogni situazione può portare in sé caratteristiche uniche che necessitano, inevitabilmente, di essere processate come tali lasciando che la situazione influisca su di noi condizionando la scelta.

Di base ritengo che si debba monitorare e diventare sempre più consapevoli del perché sto scegliendo di condividere un percorso progettuale con altri oppure di affrontarlo individualmente.Valgono quindi, anche in questo caso, alcuni principi già citati precedentemente per le decisioni. Ad esempio evitare scelte di paura. 

“Condivido perché ho paura ad andare avanti da solo” è diverso da dire “condivido perché desidero fare un percorso con questa persona”

Mi piace poter lasciare qualche principio di riferimento che possa essere utile a condurre la riflessione per arrivare a decidere se e quando condividere con altri

  • “patti chiari amicizia lunga” è un detto arcaico ma molto efficace nel darci un contenitore entro cui muoverci. Fate e chiedete un elenco di tutte le cose che desiderate, che siete e non  siete disposti a fare. Elencate richieste, paure, dubbi perplessità. Senza paura di essere giudicati.
  • “Giurarono solenni eterna fedeltà” citazione della canzone di re artù e i cavalieri della tavola rotonda. Offrite fiducia e donate fedeltà alla scelta. In entrambi i casi, da soli o in condivisione, siate pronti a confermarla nel tempo, nella buona e della cattiva sorte.
  • “worst case” nel caso della condivisione prevedete prima cosa succederà se le cose non funzioneranno al meglio. Nel caso di una progettazione individuale, ipotizzate uno scenario anche di non successo per poter generare fin da subito una predisposizione mentale all’accettazione. La possibilità che le cose non funzionino esiste e non per forza, se accade, è una colpa. Questo in entrambi i casi.

A voi il podcast di approfondimento con aneddoti storie e altri piccoli consigli derivanti dalla mia esperienza.
Partecipa a “Il Sole Dentro” un incontro celebrativo dell’entusiasmo e dell’energia di tutte le idee meravigliose.Un contesto in cui conoscere i consigli migliori per mettere in atto le tue idee meravigliose facendoti guidare dal tuo Sole, dalla tua energia.

I Progetti e i Gatti che si mordono la coda

Cari Condottieri Coraggiosi,
quale miglior giorno di oggi per iniziare a dar vita alla vostra idea meravigliosa!Pensate che ogni giorno nascono nelle nostre menti, centinaia di migliaia di idee, alcune riescono a prendere vita altre, invece non fanno nemmeno il primo respiro. Di tutte quelle che vedono la prima luce la maggior parte, quasi tutte, si interrompono nel percorso di realizzazione… Penso che questo sia un reale peccato, non c’è cosa più bella che nutrirsi della bellezza di un’idea che prende vita forma e prolifera. Sentirsi rapiti dall’emozione di realizzare un sogno personale, di riuscire a vedere compiuto un progetto. In genere mi capita di sognarle a occhi aperti queste cose, mi è successo talmente tante volte che, appena riconosco qualcuno che sta vivendo un’emozione simile cerco di entrarci in contatto per sostenerne l’entusiasmo, senza alcun interesse solo per il gusto di tenere viva quell’emozione. Mi piace scambiare informazioni, consigli e suggerimenti, sul vastissimo mondo della realizzazione progettuale. Adoro sentirmi utile in questa direzione.

Ma perché solo poco idee prendono la via della realizzazione? Nel intrecciare i racconti delle persone spesso incappo in storie che mi passano l’immagine di un Gatto che fatica ad uscire dal cerchio del dubbio e continua a girare in tondo cercando la propria coda.Tutti tentennamenti legittimi soprattutto nelle prime esperienze realizzative. Quale deve essere il primo passo da compiere? Se poi sbaglio? Inizio da questa azione oppure da quella? Ma posso iniziare senza spendere soldi? Vado prima dal commercialista o faccio un corso per imparare i social?Difficile individuare i consigli giusti e corretti per ogni situazione, ci sono però alcune cose che posso raccontarvi e che a me sono state utili in più occasioni per uscire dal Circolo del Gatto

Cercate di riconoscere se state facendo “Scelte di Paura”, quindi decisioni prese in compensazione di una paura che vivete: “Esco con Marco perché ho paura a stare a casa da solo”. Questo processo difficilmente porta successo.
Dedicate tempo ad attività ed azioni di analisi preliminare, createvi occasioni per fare test e prove, fossero anche solo occasioni di confronto con amici e conoscenti per raccogliere feedback sulla vostra idea.
Determinate dei tempi entro cui fare alcune azioni, altrimenti non agirete.

Nel podcast di oggi vi racconto alcuni aneddoti che mi hanno portato ad estrarre queste 3 considerazioni utili.
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Porte in Faccia

Cari Condottieri Coraggiosi,
avete mai preso un “porta in faccia”? Io si e non solo una! Ma anche questo fa parte del percorso di consapevolezza. Intanto ci tengo a descrivere cosa intendo quando utilizzo questo gergo; per me prendere una porta in faccia è una dimensione che accade quando un interlocutore rifiuta una mia proposta oppure non dà seguito ad una richiesta di sviluppo comune di un progetto, di un’idea.

“Bellissima idea, grazie, ma per ora preferiamo valutare altro”

“Ottimo, complimenti per il progetto e la presentazione, facciamo così, risentiamoci più avanti”

“il Dottor Rossi chiede se per il momento può inviare una presentazione che la ricontatta lui nelle prossime settimane”

“… grazie, le faremo sapere”

Una prima considerazione da fare sul tema è relativa alla proposizione. Prendere una porta in faccia è frutto della capacità di proporsi, di pensare e agire quell’azione di proposizione. Già di per sé ha un valore molto grande perché esercita un’attitudine individuale importantissima che è la capacità di mettersi in gioco, di esporsi, di rischiare. 

Quindi è fondamentale come azione, continuiamo a farlo!

Stretta conseguenza di questo è la possibilità di ottenere retroinformazioni, feedback, anche solo sull’azione stessa di proporsi. Agire il processo ci consentirà di riprocessare il tutto individuando eventuali punti di miglioramento dell’intera azione. Una porta in faccia è un veicolo di informazioni per migliorare e crescere.

Prima di trovare la casa editrice che accettasse di pubblicare il mio primo libro ne ho girate 5.Ho ottenuto molti complimenti per quanto realizzato, alcune proposte commerciali di investimento. Poi, al quinto tentativo, ho incontrato quello che faceva per me e ha preso corpo la pubblicazione di “Atleti Quotidiani”.

Quando penso alle “porte in faccia” non posso fare a meno di ricordare i primi incontri di gioventù in cui raccontavo le mie idee meravigliose. Per questo adoro ascoltare i racconti di chi inizia e crede nella magia del proprio progetto, narra mirabolanti avventure attorno alla propria intuizione e sogna in attesa di una risposta positiva… pronto a prendersi la sua porta in faccia. 

Il mio contributo migliore, relativamente all’argomento, può essere quello di sostenere e incoraggiare nel prendere le porte in faccia, stimolare alla consapevolezza. Sbaglierei se cercassi di proteggere ed evitare alle persone questa esperienza.

Il racconto di tutto questo con note e colori accesi nella puntata del podcast che trovare qui sotto.

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Entusiasmo a tutti i costi

Vi è mai capitato di trovarvi senza benzina? La sensazione è sicuramente sgradevole, la macchina singhiozza per un po’, molto poco, e poi si ferma. Peggio ancora quando si scarica la batteria, non riuscite più nemmeno ad accenderla e il suono che si sente quando girate le chiavi è agghiacciante. Un rumore chiuso, sordo e stringente.

Ecco nello sviluppo dei progetti e nella realizzazione delle idee questo avviene quando finisce l’entusiasmo o quando si azzera.

Bisogna dunque preservarlo, proteggerlo a qualsiasi costo, fare in modo che, qualsiasi cosa succeda, si possano mettere in atto una serie di meccanismi utili a proteggerlo.Ecco i primi 3 miei consigli per realizzare questo scopo: 

  1. Riservate sempre del tempo per nutrire l’ideameravigliosa.
  2. Praticatela costantemente, almeno un pezzettino al giorno
  3. Imparate a riconoscere i Succhiatori così da poterli evitare

Nel Podcast di oggi vi spiego tutti e 3 questi consigli e vi racconto qualche aneddoto al riguardo.

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Il “Sole Dentro” dei Giovani Condottieri Coraggiosi

Se ci trovassimo in un film di guerrieri che si battono per la difesa del loro territorio me li immagino come colore che, spinti da un’incontenibile energia, chiedono di poter andare in battaglia a capo dell’armata il prima possibile.

Carichi, entusiasti, fieri e convinti di riuscire nell’impresa, pronti a battersi ad ogni costo per realizzare la Gloria.

Sia benedetta quella carica, quel patrimonio e quel valore! Proprio ora ne abbiamo assoluto bisogno, ci serve chi ci crede e ha voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo per realizzare, a tutti i costi, la propria idea imprenditoriale innovativa.

Mi capita spesso di chiudere gli occhi e di cercare nella mente e nel corpo quelle sensazioni: ne ho bisogno! Mi serve di nuovo quel brivido che oggi, dopo anni di onorata carriera nel corpo dei condottieri coraggiosi, si è inevitabilmente diluita con l’esperienza e la consapevolezza. Il fervere delle nuove idee non smette però di ardere e di bruciare e si nutre degli sguardi dei giovani che stanno iniziando e vogliono dare il massimo per il loro progetto e per la loro idea rivoluzionaria.

Ecco che la giusta dimensione di realizzazione può essere proprio quella di accoglierne l’impeto e cercare di proteggerne lo splendore energico facendo lavorare la consapevolezza del tempo e del campo. Mi impegno quindi a proteggere il Sole affinché continui a splendere nonostante tutto ciò che inevitabilmente sarà. Nella puntata di oggi un po’ di energia per raccontare qualche aneddoto su questo tema.

Trovi qui sotto una prima occasione di ritrovo informale tra Giovani Condottieri Coraggiosi, un modo per iniziare ad entusiasmarsi con consapevolezza.

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Vedere le pallottole

Questa riflessione si ispira al film “the matrix”.In genere non amo i film di fantascienza ma, in questo caso, sono rimasto molto colpito, forse perchè lo hanno proiettato in loop sulla nave nella traversata Toscana Sardegna fatta nel 2001.Aneddoti a parte, mi è anche capitato di riguardarlo e, tra i vari spunti ci sono due cose che mi hanno colpito particolarmente, la prima il caricamento degli apprendimenti, la seconda il catartico momento in cui neo, eroico eletto protagonista, nel corso del combattimento finale, inizia a vedere le pallottole. Reso benissimo dal montaggio, quel momento evidenzia proprio il passaggio dell’uomo ad uno stadio superiore di consapevolezza; questo gli consente di poter superare la sfida senza nemmeno fare fatica, stando calmo e sereno. La sua consapevolezza è più veloce delle pallottole e quindi le anticipa evitandole e annullando le armi del nemico.

Questa scena si presta chiaramente ad esprimere la forza, l’imponenza e la possenza che può significare la consapevolezza. Il suo faticoso processo di maturazione trova gratificazione all’improvviso quando, senza nemmeno aspettarcelo, ci accorgiamo di avere un valore da poter esprimere; un quid in più degli altri, un passo diverso, una possibilità maggiore, una forza differente.

Nel podcast vi racconto alcune situazioni vissute nei miei contesti di riferimento legati all’Innovazione Sociale in cui una buona consapevolezza manageriale può rappresentare un valore. Spero possano darvi qualche spunto e molta fiducia in voi e nelle vostre capacità imprenditoriali.