Queste ultime settimane mi sono trovato immerso, all’improvviso, nel profondo senso dell’Innovazione Sociale.

Rifletto con piacere su quanto accade nella mia vita in questo periodo che come sappiamo, si presenta molto diverso dagli scorsi anni e da sempre.

L’Orma, nell’occuparsi di Educazione, propone da sempre servizi di conciliazione, ovvero Camp Multidisplinare di Educazione non formale incentrati sullo sport e sul movimento espressivo.

Nell’arco dei vent’anni di Storia, abbiamo visto mutare bisogni ed interlocutori intorno a questo servizio, siamo passati dall’eredità delle più Storiche Colonie Estive a dimensioni locali di welfare aziendale per i figli di dipendenti di grandi aziende.

Nel centrare la mission di scopo delle attività sulle famiglie, abbiamo sempre identificato il territorio e quindi l’amministrazione comunale, come interlocutore principale proprio perché connettore sociale e protagonista principale di tutti quei servizi rivolti alla collettività.

Negli anni abbiamo più volte pensato e ridefinito il servizio estivo proprio sul mutare delle condizioni storico culturali ed economiche delle pubbliche amministrazioni.

Oggi nel 2020 ci sentiamo dentro come non mai a questa dimensione, stiamo vivendo un senso di adeguatezza splendido nel rispondere presenti a tutti quei Comuni che ci stanno contattando per chiederci il nostro contributo professionale nel trovare una soluzione Innovativa al particolare momento che vede uno scenario insolito.

Nella rete dei soggetti del territorio, infatti, vista la situazione sanitaria straordinaria, c’è chi non riuscirà a svolgere la sua importante funzione. Mi riferisco ad Oratori, piccole associazioni locali, amministrazioni comunali stesse che non potranno allestire il solito servizio di centri estivi istituzionali.

Ecco che prende forma l’Innovazione Sociale pura, svolta da realtà e professionisti in grado di sapere scegliere di rispondere. Quindi con la Consapevolezza di sé, delle proprie possibilità e della propria natura secondo cui è necessario impegnarsi per esserci, nonostante la difficoltà e le maggiori e oggettive criticità.

Vivo quindi, nel turbinio delle cose da fare, la piacevole sensazione di essere profondamente vivo e sensato, di aver dato vita negli anni ad un atteggiamento utile e molto ben radicato su principi e valori. Prendo ancor più convinzione potenziante su quanto raccontato e scritto negli ultimi mesi riguardo al rendersi consapevoli del processo, dei perché, delle identità e dei ruoli che noi, i nostri progetti e le nostre realtà professionali svolgono verso la sostenibilità.

Nella puntata di “palla al balzo” vi racconto i dettagli e un approfondimento sul senso del rispondere presenti in queste situazioni. 

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