Il “Sole Dentro” dei Giovani Condottieri Coraggiosi

Se ci trovassimo in un film di guerrieri che si battono per la difesa del loro territorio me li immagino come colore che, spinti da un’incontenibile energia, chiedono di poter andare in battaglia a capo dell’armata il prima possibile.

Carichi, entusiasti, fieri e convinti di riuscire nell’impresa, pronti a battersi ad ogni costo per realizzare la Gloria.

Sia benedetta quella carica, quel patrimonio e quel valore! Proprio ora ne abbiamo assoluto bisogno, ci serve chi ci crede e ha voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo per realizzare, a tutti i costi, la propria idea imprenditoriale innovativa.

Mi capita spesso di chiudere gli occhi e di cercare nella mente e nel corpo quelle sensazioni: ne ho bisogno! Mi serve di nuovo quel brivido che oggi, dopo anni di onorata carriera nel corpo dei condottieri coraggiosi, si è inevitabilmente diluita con l’esperienza e la consapevolezza. Il fervere delle nuove idee non smette però di ardere e di bruciare e si nutre degli sguardi dei giovani che stanno iniziando e vogliono dare il massimo per il loro progetto e per la loro idea rivoluzionaria.

Ecco che la giusta dimensione di realizzazione può essere proprio quella di accoglierne l’impeto e cercare di proteggerne lo splendore energico facendo lavorare la consapevolezza del tempo e del campo. Mi impegno quindi a proteggere il Sole affinché continui a splendere nonostante tutto ciò che inevitabilmente sarà. Nella puntata di oggi un po’ di energia per raccontare qualche aneddoto su questo tema.

Trovi qui sotto una prima occasione di ritrovo informale tra Giovani Condottieri Coraggiosi, un modo per iniziare ad entusiasmarsi con consapevolezza.

Da oggi puoi iscriverti a “Il Sole Dentro” un incontro celebrativo dell’entusiasmo e dell’energia di tutte le idee meravigliose. Un contesto in cui conoscere i consigli migliori per mettere in atto le tue idee meravigliose facendoti guidare dal tuo Sole, dalla tua energia meravigliosa.
Partecipa gratuitamente a “Il Sole Dentro”

Dal centro della vacanza

Nella splendida cornice di un agriturismo toscano vicino a Pistoia mentre trascorro qualche giornata di relax in compagnia di Elisa, mi imbatto, inevitabilmente come la maggior parte di noi, nelle storie di altre persone.
 
Tutte quelle che volenti o nolenti siamo nelle condizioni di poter intercettare. 
 
Per questa estate abbiamo scelto una meta riservata, relazioni intime e centellinate.
Tanta convivialità e un po’ di spazio per approfondirsi per entrare un po’ di più nella conoscenza degli altri.
 
In questo modo le storie delle persone sono un po’ più profonde e colorate, trasferite con emozioni e sentimenti più aderenti alla realtà e alla reale voglia di raccontare e ascoltare.
 
Mi accorgo che, ogni racconto, arrivo ad interpretarlo, pensarlo e costruirlo con il mio personale vissuto. 
Mi piace quindi mettermi in ascolto e cercare i messaggi per me, quelli che meglio si sovrappongono a questo mio momento storico personale e che possono lasciarmi certezze o sicuri accantonamenti.
 
Ho saputo interpretare i racconti di chi ha attraversato epoche cambiando lavori e facendo nuove esperienze sempre alla ricerca di un lavoro che gli consentisse di soddisfare i propri desideri e sfizi; ho raccolto le emozioni di chi ha deciso di cambiare vita passando dal settore Tessile alla gestione di un agriturismo rinunciando a ruoli di primo piano con benefit e agi; ho ascoltato anziani che trasferivano il loro punti di vista sul lavoro e sullo stile di vita.
 
Mi sono chiesto se l’attenzione e l’interpretazione di quanto vissuto sarebbe stata la medesima senza il grosso investimento in formazione e crescita personale. Nei racconti estivi ho ritrovato molti messaggi riportati da trainer, libri e formatori. La risposta che mi sono dato che sia i racconti che le nozioni si integrano nel creare la mia nuova consapevolezza manageriale.
 
Nella puntata del podcast qui sotto il racconto, i colori ed i dettagli di tutte le storie… 
 
Messaggio per i Giovani: Cercate Storie di persone.
 

Vedere le pallottole

Questa riflessione si ispira al film “the matrix”.In genere non amo i film di fantascienza ma, in questo caso, sono rimasto molto colpito, forse perchè lo hanno proiettato in loop sulla nave nella traversata Toscana Sardegna fatta nel 2001.Aneddoti a parte, mi è anche capitato di riguardarlo e, tra i vari spunti ci sono due cose che mi hanno colpito particolarmente, la prima il caricamento degli apprendimenti, la seconda il catartico momento in cui neo, eroico eletto protagonista, nel corso del combattimento finale, inizia a vedere le pallottole. Reso benissimo dal montaggio, quel momento evidenzia proprio il passaggio dell’uomo ad uno stadio superiore di consapevolezza; questo gli consente di poter superare la sfida senza nemmeno fare fatica, stando calmo e sereno. La sua consapevolezza è più veloce delle pallottole e quindi le anticipa evitandole e annullando le armi del nemico.

Questa scena si presta chiaramente ad esprimere la forza, l’imponenza e la possenza che può significare la consapevolezza. Il suo faticoso processo di maturazione trova gratificazione all’improvviso quando, senza nemmeno aspettarcelo, ci accorgiamo di avere un valore da poter esprimere; un quid in più degli altri, un passo diverso, una possibilità maggiore, una forza differente.

Nel podcast vi racconto alcune situazioni vissute nei miei contesti di riferimento legati all’Innovazione Sociale in cui una buona consapevolezza manageriale può rappresentare un valore. Spero possano darvi qualche spunto e molta fiducia in voi e nelle vostre capacità imprenditoriali.

La Pausa estiva

Lentamente ci stiamo avviando verso il periodo di “interruzione estiva”, anche in questo particolare anno non mancheranno i momenti di stacco dalla quotidianità, di interruzioni dall’applicazione lavorativa quotidiana.
Questa settimana ho ricevuto i miei primi “ne parliamo a settembre…” quindi, ci siamo quasi.
L’interruzione è un aspetto molto importante, quasi indispensabile, contiene ricchezza e, seppur breve, diverso dall’optimum che avevamo immaginato è importante prevederlo e viverlo.
Quali sono, a mio avviso, i tre motivi preziosi per cui l’interruzione estiva è necessaria.

  1. FISIOLOGICO. Sportivamente parlando mi riferisco al recupero lungo, ovvero quel tempo regalato al corpo per perdere totalmente la memoria del suo stato di forma consentendo a tutti i microorganismi che lo compongono di ritrovare il pieno vigore. Garantirsi un recupero completo. Ognuno ha il suo modo personale di recuperare sia mentalmente che fisicamente, l’importante è perseguire questo scopo.
  1. IL VAGARE DELLA MENTE. Vacantis, da questo termine latino arriva il nome Vacanza. L’immagine che evoca è significativa, togliere il recinto che contiene i nostri pensieri per farli andare liberi. In questo io trovo bella l’esplorazione che la mente può arrivare a realizzare. Spaziare nella fantasia, lasciarsi portare ed ispirare, magari accompagnati da letture un po’ diverse da quelle che facciamo durante l’anno.
  2. SCRIVERE. Avere sempre con sé un taccuino, su cui annotarsi i pensieri è una cosa che mi piace realmente fare. Non possiamo sottrarci alla nostra identità di Condottieri Coraggiosi e il periodo di pausa può essere un grande momento di raccolta di intuizioni, idee, spunti. Armatevi di penna e partite!

Buona pausa a tutti…

Tempi tecnici di latenza

Nel percorso di attuazione di idee e progetti, ho notato di come spesso sia necessario il passare del tempo per far maturare i processi, ancor più nel caso in cui gli argomenti e le motivazioni che muovono le persone ad investire tempo e denaro non siano di così immediata percezione.

Questo è proprio il caso dei progetti di Innovazione Sociale che si poggiano su perché meno visibili agli occhi, più difficili da percepire con immediatezza da parte di chi, ad esempio, è abituato a misurare ritorni delle attività solo da un punto di vista numerico e materiale.

Molto spesso però è necessario che altri arrivino a comprendere per poter poi rendere sinergica l’eventuale azione comune. Questo avviene quando cerchiamo affiliati, quando voglio portare vicino ai nostri pensieri altre persone.

C’è un tempo di latenza, più o meno ampio, che trascorre prima che si generi una completa affiliazione, come ci comportiamo durante quel periodo? Nel trascorre di quel tempo cosa succede? Cosa accade in noi e nella relazione nel lasso di tempo che intercorre tra i primi dialoghi e il concreto iniziare di un rapporto di scambio reciproco?

Pensate ad una collaborazione con una realtà partner per un vostro progetto oppure al coinvolgimento di un nuovo collaboratore.

Cito tre parole che, interconnesse, possono aiutare a comprendere questo particolare processo relazione: pazienza – perseveranza – resilienza.

Vi racconto tutto nella puntata di oggi del podcast di Palla al Balzo

Forzare il limite

Ho conosciuto Giulia perché un amico le ha consigliato di scrivermi in ragione di una comune passione per lo sport vissuto e praticato come strumento di crescita personale e di esperienza continua di sé e del proprio miglioramento.

Mi ha fatto piacere confrontarmi, abbiamo parlato di tutto e, durante la chiacchierata, c’è stato un attimo in cui abbiamo intrecciato una riflessione interessante sulla consapevolezza e l’innovazione sociale.

Più volte, durante i miei articoli, ho scritto di come sia complesso e delicato il ruolo di Condottiero, di leader, soprattutto nel contesto della sostenibilità e delle azioni a ricaduta sociale.

Tra gli aspetti più delicati c’è quello di come attuare i piccoli cambiamenti innovativi in quanto questi passano inevitabilmente dalla persone, sono loro che li mettono in pratica.

Può essere che noi Condottieri Coraggiosi abbiamo una visione, una proiezione di come potrebbero funzionare diversamente e in meglio cose e progetti. L’immagine del film di tutto che si muove nel modo giusto ci si proietta davanti agli occhi. Cosa ci impedisce di renderla immediatamente reale? Nulla, è solo una questione di tempo. Abbiamo necessità di portare le persone che faranno quel cambiamento a nuovi comportamenti. Ci sono molte strade per farlo e noi possiamo sfruttare la nostra consapevolezza per aiutare il sistema ad arrivarci con i propri mezzi e gli strumenti a disposizione. Siamo noi condottieri che, avendo già visto come andrà a finire, potremo, con sagacia, trovare i giusti modi per “portare le persone verso quella direzione”.

Possiamo forzare il limite del cambiamento con consapevolezza dando spazio ai tempi di accettazione delle proposte, assumendo interiormente un atteggiamento paziente e promuovendo la pazienza per arrivare al risultato.

Nel podcast vi racconto anche il processo di forzatura del limite attraverso la metafora sportiva.

Senior & junior

Nel condurre questa fase di analisi del mondo delle imprese che realizzano innovazione sociale, ho raccolto impressioni e pareri di altri condottieri coraggiosi e, in modo ricorrente, ho notato che si presenta con frequenza una situazione particolare nella relazione tra risorse junior e leader senior.

Il leader, che spesso è il legale rappresentate, l’imprenditore, il condottiero coraggioso, ritiene di estremo valore l’opportunità di pratica e di esperienza che propone al giovane in apprendimento. 

Dall’altra parte, il giovane, con poca esperienza macinata, di fresca laurea, si aspetta di raggiungere in breve tempo traguardi e compensi che gli consentano autonomia economica sufficiente a rendersi indipendente. 

In realtà le due visioni fanno fatica ad incontrarsi e diventa molto rischioso avviare una relazione professionale se non si allineano aspettative, realtà e possibilità. 

In questo caso, come previsto dal percorso EDUCARSI PER FARE L’IMPRESA che da settembre erogheremo tramite l’Orma, serve educazione ad entrambe le figure citate sopra, un aiuto ad avvicinare le visioni, ad accettare alcune inevitabili momentanee rinuncie a favore di una relazione più sana e sostenibile. 

Tale lavoro sfocia in una educazione relazionale, all’attenzione e all’ascolto che si fonda su basi individuali di consapevolezza.

Tutti i dettagli e le prime indicazioni in merito nella puntata di oggi del PODCAST. Palla al balzo.

 

Energie consapevoli

Nel condurre ci si trova spesso a dover protrarre degli impegni anche quando vorremmo tanto fermarci, tirare il fiato, recuperare energie. Eppure non possiamo esimerci dal restare, dal dare il buon esempio, dal terminare un impegno perchè siamo noi i condottieri.

Sebbene spesso ci si possa sentire molto simili ad un super eroe è necessario fare i conti con l’energia, con la disponibilità di benzina nel preciso istante dello sforzo.

Questo è un tema in cui la consapevolezza gioca un ruolo fondamentale, anzi, determinante.

Come possiamo renderci sempre più consapevoli delle energie necessarie per affrontare tutti i nostri sforzi? Come possiamo migliorare la capacità di valutazione a priori di quanta energia ci vorrà per terminare al meglio tutti gli impegni? Come possiamo migliorare la distribuzione delle nostre energie nel breve, medio e lungo periodo.

Di certo non riuscirò in poche righe a trasferire la grandezza di questo argomento, ma ecco qualche primo consiglio per procedere. Si tratta, anche in questo caso, di un percorso di consapevolezza, di un cambiamento strutturale da apportare ai comportamenti di conduzione.

La prima abitudine su cui agire è la misurazione degli sforzi.
Consiglio di farlo sotto due aspetti, quello più materiale, ad esempio la durata e, poi, quello più mentale, quanto vi piace o no.
Se usate una scala da uno a 10 riuscite sicuramente a trovare un’ampia gradazione per determinare le differenze tra uno sforza ed un altro.
Potete poi moltiplicare i due numeri per trovare un coefficiente di fatica, in questo modo più azioni e sforzi catalogherete maggiore sarà la vostra consapevolezza nella programmazione dettagliata delle giornate che, sebbene siano fatte sempre delle solite ore, possono generare fatiche differenti e necessitare energie consapevoli diverse.

Un approfondimento al tema nel podcast di oggi di palla al Balzo alino qui sotto.

Attention & action

Ultimamente mi sentite spesso utilizzare questi due termini, li cito legandoli a fasi di un processo. Ecco nel dettaglio a cosa mi riferisco.

Come sapete ho a cuore la realizzazione concreta delle idee, dei grandi sogni imprenditoriali di innovazione sociale; adoro l’azione e mi prodigo per studiare e condividere la cultura della realizzazione e della messa in pratica, sul tema ci sono molte puntate del PODCAST “palla al balzo” dedicato proprio all’agire.

Posso dire con certezza che la fase “Action” si riferisce proprio a questo, quindi ad un’area di azione che ha a che fare con la realizzazione del progetto, dell’idea imprenditoriale, del sogno che ognuno di noi ha scelto di realizzare.

Cosa contiene la fase ACTION?

Tutte quelle attività visibili, che hanno a che fare con elementi concreti del progetto, con la sua tangibilità, con la sua espressione pratica. La parole che maggiormente si può associare a questa fase è FARE, quindi, nell’action convergono tutte le attività e le azioni riconducibili al FARE visibile e pratico.

Scrivere un testo, redarre un budget, organizzare un incontro, incontrare una persona, compilare un vademecum, implementare una presentazione…

Qui troviamo elementi “volumetrici” di quell’agire che ci conferisce la sensazione di produttività, di efficacia materiale. “Oggi ho lavorato perché ho scritto 100 pagine di relazione”.

In genere queste tipologia di attività sono le più prossime a noi, quelle a cui accediamo più facilmente perché famigliari. Se sono abituato a scrivere e mi piace farlo, quando mi troverò preso dalla mia idea imprenditoriale, mi verrà istintivo iniziare ad occuparmene proprio scrivendo.

L’aspetto più insolito e meno usuale è quello che io inserisco nella fase di “ATTENTION”, che ho chiamato così proprio per la cura e la delicatezza che richiede. Rientrano qui dentro molte cose invisibili che afferiscono prevalentemente ad attività di pensiero, di ricerca interiore che hanno un grande e nobile scopo, lavorare sulla profondità e solidità delle fondamenta.

La fase Attention, utile in molti momenti dello sviluppo progettuale, è definibile attraverso la parola PENSARE. Appoggiamo la penna, o alziamo la testa dalla testiera e aiutiamo la mente a pensare e a estrarre i significati, i nuovi punti di vista, i valori, i perché e le idee che possono contribuire a dare supporto e direzione all’agire.

L’alternanza di queste due fasi migliora e consolida la nostra consapevolezza manageriale. Dare spazio in modo equilibrato ad entrambe le fasi può essere un ottimo modo per offrire sostenibilità alla propria azione imprenditoriale.

Questo è il motivo per cui inviterò sempre ad anteporre il proprio miglioramento alla scelta dei consulenti: migliorarsi tramite un percorso di consapevolezza vi garantisce di poter scegliere meglio a chi affidarvi per azioni specifiche e settoriali. Al contrario un consulente di comunicazione o un professionista fiscale difficilmente potrà trasferirvi competenze simili, finalizzati ad un miglioramento stabile e sostenibile nel tempo.

Per chi volesse ci possiamo allenare insieme a questo approccio durante le attività che ho previsto in ALLENA_MENTE, il format di allenamento per menti manageriali.

Consente di creare routine proattive.

A differenza dei corsi nozionistici e delle consulenze, agisce sullo stato di attenzione per generare proattività, attenzione e pensiero creativo.

Sessioni di educazione non formale e sportiva per favorire anticipazione e governo delle scelte, leadership più assertiva, senso di maggior presenza.

Per partecipare gratuitamente e senza impegno ad una sessione dimostrativa in video di 45 minuti segui il link.

Allena_mente

Entriamo sempre più nel vivo dello sviluppo della consapevolezza manageriale, andiamo a capire quali sono tutte quelle cose che posso fare per allenarmi al management consapevole. Mi riferisco quindi ad un accorgimento delicato che mira a prepararci ad un certo modo di utilizzare la mente. Le informazioni che vi ho passato fino ad oggi che erano di tipo comportamentale, agivano sull’inserimento di comportamenti utili per favorire la consapevolezza, restano valide e consiglio di continuare a praticarle.

Da oggi possiamo iniziare a prestare attenzione anche ad un’altra area di attività fatta di esercizi, metodi e procedure per stimolare direttamente la materia grigia. Vi invito ad immaginare la mente come un muscolo che può essere allenato in Prontezza, Reattività, Elasticità, Flessibilità…

Si può definire un Training Cognitivo finalizzato a generare miglioramenti significativi dell’attenzione, della concentrazione, della memoria, della velocità di reazione, della fluenza verbale.

Ecco alcune delle categorie di attività pratiche che lo caratterizzano e dentro cui potete cercare esercizi e mezzi per allenare la vostra mente.

  • Kinesiologia Educativa: ovvero stimolare il cervello attraverso il movimento del corpo. Sono tipologie di esercitazioni motorie che agiscono sulla coordinazione di accoppiamento e combinazione dei movimenti. Per intenderci, fare esercizi che prevedano compiti diversi per la parte destra e la parte sinistra del copro. Si può realizzare anche con micro movimenti fatti con le dita. E’ molto attivante perché “sveglia” le sinapsi, le connessioni tra le cellule del cervello, garantendo una miglior predisposizione all’azione, all’attenzione, all’esecuzione
  • MDL Memoria di Lavoro: stimolare il cervello a fare più cose contemporaneamente in modo attentivo, potete iniziare a fare una cosa manualmente mentre parlate d’altro.
  • Memoria Visiva: Sfogliate un libro di immagini e giocate ricordarvi i particolari.
    Pensare a voce alta per ragionare

La mente è il fulcro da cui partono tutte le nostre azioni, è il centro della consapevolezza, tenerla allenata è molto utile sopratutto per chi, come noi, deve sapere prendere decisioni spesso delicate.

Per questo ho realizzato ALLENA_MENTE è un format di allenamento per menti manageriali.

Consente di creare routine proattive.

A differenza dei corsi nozionistici e delle consulenze, agisce sullo stato di attenzione per generare proattività, attenzione e pensiero creativo.

Sessioni di educazione non formale per favorire anticipazione e governo delle scelte, leadership più assertiva, senso di maggior presenza.

Per partecipare gratuitamente e senza impegno ad una sessione dimostrativa di 45 minuti segui il link.

Riceverai una email con le informazioni di accesso ad uno specifico zoom_meeting